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Fanno meglio di noi: copiamoli
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La bolla immobiliare spagnola è scoppiata. I prezzi delle case sono scesi del 5-7%, e c’è chi prevede che caleranno del 25% (1). Gli investitori stranieri stanno svendendo in fretta le obbligazioni iberiche sostenute nei mutui. Ismael Clemente, il capo della branca della Deutsche Bank che si occupa di immobiliare, ha ammesso che lui e gli altri speculatori esteri stanno vendendo i titoli dei mutui ispanici col 40% di sconto.

Naturalmente questo accelera il precipizio. Le vendite di auto sono crollate del 28% a marzo. Ma cosa fa il governo spagnolo?

Ha stanziato 20 miliardi di euro per finanziare grandi opere pubbliche, anzitutto nuove ferrovie ad alta velocità, in funzione anticiclica. Una misura keynesiana. Ad effetto immediato, senza lungaggini. E con uno stanziamento enorme, nonostante la crisi certo non prometta risorse tributarie aggiuntive. Il confronto con la «politica» e l’amministrazione pubblica italiana è schiacciante.

Da noi, lo Stato non è mai stato rapido a stanziare 20 miliardi di euro per contrastare una recessione; da sempre, è rapidissimo solo a «prendere» 20 o 30 miliardi di euro dalle tasche dei cittadini, con ogni nuova finanziaria. Forse gli spagnoli non hanno i verdi e gli ecologisti e i localisti fanatici che impediscono ogni opera pubblica, sia l’alta velocità siano gli inceneritori.

E già che parliamo di ambientalismo, ecco un’informazione per i nostri Pecorari Scanii che parlano a vanvera di energie rinnovabili: sabato scorso, giornata di vento forte, i generatori a vento spagnoli hanno generato 9.862 megawatt, pari al 40,8% del consumo di elettricità totale di un giorno (2). Nei giorni più calmi, i super-mulini a vento iberici coprono il 28-30% del fabbisogno di energia elettrica. Sabato la forza del vento ha superato quella idroelettrica, per la prima volta.

In giugno il governo di Madrid ha varato un decreto che porterà alla costruzione di «parchi del vento» galleggianti off-shore lungo la costa, più costosi dei mulini a terra ma capaci di profittare di brezze più potenti e costanti. La Spagna, apprendiamo, è con la Danimarca e la Germania il Paese che più produce energia dal vento, e conta di triplicare la produzione entro il 2020.

I nostri ecologisti ambientalisti e pecorari, se non erro, hanno bloccato l’installazione di pochi generatori a vento in Liguria, avendo scoperto (maguarda!) che sono anti-estetici (pardon, pongono problemi di «impatto ambientale»); del resto basta aver viaggiato in Sicilia e Sardegna per aver visto quelle torri con le pale per lo più ferme, per mancanza di manutenzione. Evidentemente, una tecnologia troppo complicata per  neander(i)taliani.

I nostri verdi sono così: no al nucleare, no al vento, no a tutto. Per loro, è energia «pulita» solo quella che brucia gas, la più costosa e preziosa delle materie prime energetiche. Signorini del mondo.

E’ stato detto che per l’Expo universale del 1998, il Portogallo ha costruito il ponte più lungo d’Europa, 18 chilometri, oltre che l’acquario più grande del mondo e reti di metropolitane. Il timore è che l’Expo a Milano porti orrori architettonici, colate di cemento e speculazione mafioso-edilizia firmata Ligresti; forse però alla fin fine nemmeno quello, perché da noi i politici promettono, ma sono poi incapaci di mantenere.

Prodi ordinò che la spazzatura da Napoli sparisse «entro 48 ore», e s’è visto. Berlusconi promise il Ponte di Messina e la riduzione delle aliquote, ed abbiamo visto.

Oggi, promettono tutto: salvare Alitalia, asili-nido, riduzione della burocrazia, stroncamento della mafia, fiscalità dignitosa, snellimento, deregulation… la verità è che dobbiamo pagare una tassa sugli assegni che emettiamo, obbligatoriamente renderli non-trasferibili, e persino comunicare il nostro codice fiscale al farmacista se vogliamo poter detrarre qualche medicinale dal 740. La burocrazia, specie quella fiscale, diventa ogni giorno più asfissiante.

Tutto il resto è inefficiente: il numero delle badanti (moldave, ucraine e romene) ha superato il numero dei dipendenti della Sanità, gli italiani con vecchi a carico pagano due volte, una i fancazzisti «nazionali», l’altra le romene e ucraine. Perché i nostri politici hanno «i loro metodi» per fare le cose, la nostra burocrazia ha «i suoi metodi», ed è questo il problema.

In tutti gli altri Paesi vigono metodi completamente diversi, e tutto funziona meglio. In Inghilterra, ma anche in Spagna, quando si compra una casa non occorre pagare un notaio privato a percentuale sul valore dell’immobile (assurdo), basta rivolgersi all’ufficio del registro e pagare 60 euro.
In Gran Bretagna non si conosce lo scontrino fiscale; eppure l’evasione non è un fenomeno nazionale né il pianto greco continuo del potere. In Francia, gli studi di settore funzionano benissimo, senza suscitare rivolte tra i contribuenti.

Dovunque il sistema giudiziario funziona più rapido e soddisfacente che da noi, spesso con un numero di giudici e di avvocati dieci volte inferiore. Come fanno? Come ci riescono, gli altri?

Per saperlo, bisogna andare a studiare. Andare a vedere, e adottare i metodi e i regolamenti che usano gli altri. Non c’è niente di umiliante in questo, anzi, proprio le nazioni che nella storia hanno avuto uno scatto di orgoglio hanno copiato i Paesi migliori.

Quando la Turchia divenne repubblica, decisa a superare la vecchia arretratezza, assoldò giuristi tedeschi per farsi scrivere i codici civile, penale e commerciale (e i codici turchi sono praticamente quelli germanici), ufficiali tedeschi per la riforma delle forze armate, persino linguisti tedeschi per trasferire i fonemi della lingua turca nei caratteri latini, che Ataturk aveva deciso dovessero sostituire la scrittura araba.

Nella seconda metà dell’Ottocento la classe dirigente nipponica capì che, se non non modernizzava velocemente il Paese, sarebbe caduta nelle mani degli occidentali, colonizzata. Nel 1869 l’imperatore emanò un proclama in cui invitò il popolo ad «attingere il sapere da tutto
il mondo così da rafforzare le fondamenta dell’impero». Migliaia di funzionari, politici, uomini d’affari e studiosi furono spediti in Europa e in America a studiare «le leggi e i regolamenti fiscali, le Borse, il debito pubblico, le compagnie d’assicurazione, le fabbriche d’ogni tipo, le società commerciali».

Tra il 1870 e il 1890 il solo ministero dell’Industria giapponese ebbe alle sue dipendenze oltre 500 tecnici occidentali, in un Paese dove pochi anni prima tenere rapporti con uno straniero era punito con la morte. Sulla base dei modelli occidentali fu introdotta la coscrizione obbligatoria, fu creato un sistema scolastico moderno; i samurai furono incitati a diventare imprenditori, ad assumersi il carico di industrie create con fondi pubblici e, appena avviate, cedute ai privati (3).

Anche in Cina non mancarono tentativi di questo genere. Vi furono esponenti riformisti, consci della necessità di modernizzare il Paese perché non cadesse sotto il dominio straniero, che incitarono a copiare quel che si faceva all’estero: «Quando mai avete avuto una vera comprensione della cultura dei popoli stranieri?», diceva un esponente del movimento ai suoi connazionali: «Voi li identificate con quello che vedete e toccate, con le navi a vapore, le linee telegrafiche, i treni e i fucili, cannoni, macchine tessili. Mai potrete immaginare la bellezza e la perfezione delle istituzioni e del diritto  occidentali». In Europa, diceva un altro, «il commercio è retto da norme precise e dignitose e condotto con metodi esatti». La vera forza dell’Inghilterra, sta nel fatto «che vi è là mutua simpatia tra i governanti e i governati».

I riformisti, attorno al giovane imperatore Kuang-hsu, cercarono di trasformare la Cina come i giapponesi avevano trasformato il Giappone. Furono i «Cento giorni della riforma». Perché il tentativo durò esattamente 110 giorni; poi i mandarini, ossia la burocrazia tradizionale, i calligrafi, i funzionari abituati a secoli di corruzione sbatterono fuori i riformisti, ne giustiziarono parecchi con raffinate torture, e cacciarono l’imperatore.

Noi siamo così.

La nostra burocrazia, come i mandarini e i calligrafi di ideogrammi, sono affezionati ai loro metodi (fancazzismo), sono ammanicati a politici che hanno i loro metodi e ne traggono il dovuto tornaconto in clientelismo: il tutto costa, secondo l’economista Ricolfi (di sinistra), 80 miliardi di euro in sciali, sprechi, inefficienze e mazzette, ma quei soldi ingrassano un ceto che detiene il potere e le sue leve. E che ha sempre resistito vittoriosamente.

La Dc scacciò il suo fondatore, don Sturzo, quando questi cominciò a denunciare le «tre male bestie italiane», ossia statalismo, partitocrazia e abuso di pubblico denaro. Eppure c’è stato un esempio, persino da noi, di gente che è andata a copiare all’estero. Milano, 1830.

L’alta borghesia, arricchita dalle filande e seterie (agro-industriali), si accorge che in Germania e Francia stanno esplodendo nuove industrie, la chimica, l’elettromeccanica, la metallurgia avanzata. Se ne accorge  perché vede i suoi pochi settori manifatturieri dipendenti da industrie straniere per ogni novità tecnologica, che bisognava comprare all’estero. Allora il direttore del Politecnico, Giuseppe Colombo, manda a studiare al politecnico di Zurigo un giovane laureato, Franco Tosi, che poi fonderà la ditta omonima; suggerisce ad uno studente, tale Giovanni Battista Pirelli, di andare a studiare in Germania e Francia l’industria della gomma, che pareva avere un grande futuro; consiglia ad un altro neo-ingegnere, di nome Ernesto Breda, di andare a studiare in Germania, Olanda e Danimarca le innovazioni nell’industria siderurgico-meccanica.

Il Colombo a volte paga di tasca sua i viaggi di questi studenti promettenti; altre volte, a pagare sono i ricchi milanesi, che capiscono la necessità d’innovazione industriale. Non solo: questi imprenditori capiscono che bisogna «adeguare il sistema di istruzione superiore alle nuove caratteristiche che va assumendo lo sviluppo economico-industriale della città». Occorrono operai moderni e tecnici.

Il signor Carlo Erba, molto ricco, sborsa 400 mila lire di allora di tasca sua per fondare la Scuola speciale di elettrotecnica, e poi volge un appello agli altri ricchi, che facciano altrettanto, che sostengano la ricerca applicata all’industria. Nascono così la Società Chimica Milanese, il Laboratorio di Geodesia, l’Associazione Elettrotecnica Italiana, il Laboratorio Sperimentale di Ricerche sulla Carta.

Già molti anni prima, su finanziamenro di privati, e sul modello francese, era sorta la Società di Incoraggiamento Arti e Mestieri, da cui usciranno operai capaci di diventare imprenditori, come tale Ercole Marelli. Per questo, e non per chissà quali misteriose doti naturali, Milano è stata per un secolo e mezzo la capitale industriale italiana e il centro delle innovazioni: per volontarismo, per «simpatia fra governanti e governati», per una decisione rapidamente presa. E per ambizione, Milano è andata a imparare all’estero, umilmente, come far meglio.

Oggi manca l’ambizione e, insieme, l’umiltà. Abbiamo i  nostri metodi. Il metodo Mastella, il metodo Berlusconi, il metodo Visco, il metodo Bassolino. Loro sanno come si fa, hanno imparato anche già troppo.




1) Ambrose Evans-Pritchard, «Foreign bank flee spanish property debt», Telegraph, 4 aprile 2008.
2) «New Record, Wind power 40% of Spain», Environmental News Network, 28 marzo 2008.
3) Marc Vitale, «La lunga marcia del capitalismo democratico», Milano 1989, pagina 65 e seguenti.


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Commenti  

 
# mario 2008-04-05 10:25
con la stessa logica pseudo ecologista gli acquedotti romani sarebbero stati degli scempi paesaggistici,l a via emilia immensa all'epoca opera viaria uno spreco di denaro pubblico(allora i magister romani la fecero diritta e pratica ,oggi le nostre strade sono percorsi a ostacoli) Noto però che se manca l'energia o l'acqua per un ora sono tra i primi a reclamare e chiedere il cosa si è fatto per evitarlo(leggi la colpa non è nostra ma di altri) dovremo come paese prima toccare il fondo e poi darci la spinta sempre che non sia fangoso per risalire. Se non ricrediamo come nazione tutti in valori come onestà  ,moralità  sacrificio per il bene della comunità  sprofonderemo nel limbo del sottosviluppo sia sociale che morale
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# Giuseppe 2008-04-05 10:55
egreggio direttore Vorrei fare qualche piccole precizione. 1/Evans Pritchard, e non soltanto lui ( anche Bloomberg) si proffitano della piu picola notizia per andare contro il sistema bancario spagnolo; Pura invidia, ne anche in Inghilterra le banche hanno la capacita ed il permesso di fare cioe che li pare come in Spagna, dove non ne hanno avuto dell'avaro bisgno dei subprime, gli bastava con sacheggiare i conti dei clienti locali 2/ opere publiche; La Spagna segue il modello neofascista; sia la destra che la sinistra sono eredi di Franco. Un populismo che a le sue cose buone opere publiche, (ma non si scordi, per 20 anni finanziate con soldi europei) ma ha anche la rovescia, i citadini spagnoli siamo sudditti, e non pure citadini 3/modello energetico eh si, ci sono i mulini( fortemente apoggiati con denaro per la Comunita Europea) ma giorno si, giorno anche abbiamo progetti fermatti per contadini, ecologisti... specialmente in Catalogna, dove la cultura dil no e fortemente stessa 4/ quello che non c'e in Spagna, ed invece avete vuoi italiani e societa civile, da noi e inesistente; ad aldifuori della speculazione piu selvatica, non abbiamo dei veri imprendotori. Nostro tessile e finito, compari lei con la feroce resistenza a chiudere ( con i loro soldi e medii) che hanno nel Pratese e nel Biellese. Nostra industria e distrutta, l'italiana no. Forse a volte vale la pena non avere governo come da vuoi, e pagare il pizzo ai politici; In Spagna invece i governi comandano da vero, e tante volte si sbaglianno con l'effetto della terra brusciata distinti saluti ed auguri
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# orsola 2008-04-05 11:04
le mie idee sono per il rispetto della natura ,però bisogna fare distinzione tra che crede che le natura ha bisogno di maggiore rispetto e chi in nome di essa ci governa!Essere ecologista nella vita di tutti i giorni è un'altra cosa ,Il fisico Rubbia sta pensando anche ad un grande parco solare ,così dopo gli impianti eolici , ben vengano impianti solari!Il problema Caro direttore che il ministerro dell'ambiente deve essere gestito da chi sa e non da politicanti che non riescono a fare un discorso se prima non è preparato!
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# il sabba 2008-04-05 11:13
L'ecologia e la burocrazia rispecchiano gli stessi vizi morali. La prima vuole regolamentare la natura,perchè già  viziata e corrotta dalle pratiche umane(quindi si riconosce lo sbaglio MA diabolicamente si persevera ),la seconda vuole regolamentare il pensiero ,per correggere difetti di un pensiero debole. Quando il malato è incurabile bisogna portarlo alla morte,per il bene comune. Per la vita. Articolo importante questo..
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# Rodolfo 2008-04-05 11:14
Tutto verissimo, ma credo che esista anche una componente ideologica. La greppia UE e' meglio fornita di quella italiana, pertanto non mi pare si tratti solo di laissez faire per conservare lo status quo, oppure semplice incapacita'. La promozione di figure professionali come i "badanti", non sono state inventate per gli italiani. Nondimeno, con l'attuale crisi, anche molti italiani hanno cominciato a fare concorrenza agli stranieri. Una concorrenza con tutti i crismi del mercato, tipo: la badante siciliana che pretende la meta' di quella ucraina. Nessuno discute del fatto che non ve ne sia la necessita', ma sembrerebbe che questa sia esplosa dopo la fine dell'URSS. E questo e' un fatto "curioso" assai. Un termine molto in voga tra gli iniziati. :-) La Casta si arrabatta tra il Potere vecchio e quello nuovo. E' "progressista".
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# Alessandro 2008-04-05 11:14
Sono stato di recente in Germania la raccolta differenziata dei rifiuti è incredibile , solo pensare ai vuoti delle bottiglie , che possono essere restituiti in appositi macchinari presenti in ogni supermercato e che pagano 15 Centesimi a bottiglia restituita . Il problema è proprio che con chiunque se ne parli ti risponderà  sempre " ma intanto qui non cambierà  mai siamo in Italia "
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# Alberto B. 2008-04-05 11:17
O anche noi prendiamo dall'estero: Il Grande Fratello, Amici, L'isola dei famosi tutto già  sperimentato all'estero vogliamo mettere ? saluti Alberto B.
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# iraniano 2008-04-05 11:21
Votiamo tutti Berlusconi che ha detto che considerando i problemi dell' Italia il primo provvedimento che prenderà  quando sarà  al governo sarà  quello di modificare la legge sulla par-condicio!intere ssante e risolutivo,no?....come i 70 euro che ha offerto ad ogni spettatore che è andato ad applaudire al suo comizio qui ad Ancona l'altro giorno,secondo voi dove ha preso quei soldi,nei suoi conti privati?
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# Leo 2008-04-05 11:28
Il fatto che i vari ambientalisti-pecorari et simila parlino a vanvera (e spesso lo fanno!) non significa che abbiano torto su tutto! E' inutile che Lei continui a parlare di inceneritori e nucleare come qualcosa di positivo e neccessario quando sà  benissimo il danno ambientale/sanitario che provocano! Quello che mi stupisce di più è che oramai in rete ci sono tantissime fonti di riferimento facili da trovare(ad es. il blog di Beppe Grillo) che permette di reperire informazioni sempre più dettagliate e veritiere se dovessimo attuare quelle scelte che Lei tanto insiste! Chissà  perchè? ps. non pubblicherà  nemmeno questo mio commento? ;)
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# licio 2008-04-05 11:42
IL SISTEMA POLITICO ITALIANO FU CONCEPITO PERCHE' DOVESSE MARCIRE E NN MARCIARE... LA PRIMA COSA CHE CI TOLSERO FU IL TRONO... PERCHE' CAPIRONO CHE TOGLIENDO IL TRONO L'ITALIA NN SI SAREBBE PIU' RISOLLEVATA PER DAVVERO... SE SOLO AVESSIMO IL CORAGGIO DI RECUPERARLO QUELLO SI.. CHE SAREBBE UN GRANDE PROGRESSO...! E' UN CASO CHE I POPOLI EUROPEI PIU' ALL'AVANGUARDIA SIANO RETTI DA MONARCHIE?
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# mario 2008-04-05 11:56
Parlando di Milano aggiungerei l'Università  delle Arti Decorative che aveva sede agli inizi del XX secolo presso le dismesse scuderie della Villa Reale di Monza, scuola da cui uscirono fior di artisti, decoratori, ornatisti, ebanisti, intagliatori, intarsiatori, orafi, maestri del ferrobattuto, del vetro etc. Lavori questi che non esitono più. Meglio insegnare ai ragazzi a usare i computer, che è come dire: ti insegno a usare le posate, ma non a cucinare. Per tutto il resto basta il recente episodio del giovane manager rampante di Tim che ha magnificato la battaglia di Waterloo come esempio di efficienza, tempestività  e capacità  decisionale... Fancazzista? Sostituirei le prime tre lettere del colorito neologismo con la parola "testa", perché sono queste ormai le "teste" che guidano il mondo. Forse è un segno dei tempi.
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# Piero 2008-04-05 12:12
Quando il vento diventa troppo vigoroso gli impianti devono essere fermati e le pale delle eliche vengono posizionate 'a bandiera'. Oltre allo scempio paesaggistico le pale eoliche alte fino a 160 metri producono un fastidioso ronzio che non permette di viverci per vasto raggio. Pure l'ombra proiettata dal sole sulle finestre di uffici e abitazioni diventano un incubo.
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# rebetis 2008-04-05 12:19
Sull'eolico c'è una precisazione da fare. Se uno dei beni più importanti che la storia e la cultura della penisola hanno lasciato ai posteri è il paesaggio è evidente che una selva di pale piazzate sul costone della Serra Lunga (PNALM) o sul Sirino (Basilicata) mandano il paesaggio-che è risorsa anche economica- a farsi benedire. Va quindi studiato a fondo il "come" ed il "dove" : meglio in mezzo al mare che sulle vette dell'Appennino. A meno che non si pensi che il paesaggio non sia un "estetismo romantico" e non il risultato dell'interazione umano-naturale che in tanti luoghi d'Italia ha raggiunto sintesi superbe ma nello stesso tempo fragili e delicate. Se il turista porta soldi a Pescasseroli lo fa anche perchè salendo alla cima del Marsicano potrà  ammirare l'intero Appennino Centrale o giù di li'. Non credo che lo farebbe ancora sapendo che le creste e le coste circostanti risultano sfregiate dai colossi a vento.
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# Silvia K.C. 2008-04-05 12:51
@Sig.ra Orsola, saprà  chi è realmente CARLO RUBBIA dall'inchiesta di rainews24 sulla Fusione Fredda: www.rainews24.it - Il Rapporto 41 di Ang... e pensare che nel 2003,Rubbia suggeriva il nucleare e adesso per gli italiani pensa al solare...qual genere di pressioni abbia ricevuto per cambiare idea,lo si intuisce dall'inchiesta di rainews24...si guardi il filmato,è illuminante sulla nostra situazione!
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# Gabriele 2008-04-05 12:54
Egregio Blondet, la seguo da anni con estremo interesse ed ho condiviso la maggior parte dei suoi pensieri...ora però sono qui a porle una domanda: come può, dopo aver contribuito ad aumentare la consapevolezza generale sui "veri controllori del mondo", cadere nell'errore di credere che la politica possa risolvere i problemi dei cittadini quando è composta da burattini dei "poteri forti" (banche che controllano corporation che controllano i mercati che controllano la vita pubblica)...in tutto il mondo? Le infrastrutture sono diventate "fondamentali" nel dibattito pubblico come mai prima d'ora, perchè? Perchè sarebbero una fonte di guadagno per le banche e le spa che le dovrebbero realizzare, utilizzando i "nostri soldi". La TAV ne è l'esempio massimo, ma Lei, così come la maggior parte delle persone che non ne vengono coinvolte direttamente, continua a fidarsi di quello che viene spacciato per verità  da una classe politica corrotta ed impreparata. Le grandi opere NON servono al bene comune, sono dannose a vari livelli, il "mito" della TAV, quello delle centrali nucleari, del ponte sullo Stretto, degli inceneritori e dei Rigassificatori , DISTRUGGUNO la vita delle popolazioni che dovrebbero accoglierle e Lei queste cose dovrebbe saperle. Il PROGRESSO dello Stato NON E' "VERO" PROGRESSO perchè chi opera nello Stato è al soldo di chi specula sulla pelle dei cittadini e sul corpo di Madre Terra...ricordiamoci che il progresso degli stati è già  passato dall'industria, RESPONSABILE DELLA DEVSATZAZIONE AMBIENTALE E SOCIALE DEL MONDO che oggi cerchiamo di mitigare, chissà  poi con quali risultati. Lei è una persona troppo intelligente per farsi abbindolare dal dibattito politico su una questione così importante, crederà  mica che chi dissente da opere pubbliche sia poco intelligente e contro il progresso? Non crederà  mica che 50.000 valsusini che si oppongono con forza alla TAV (da 10 anni!)siano poveri montanari ignoranti? L'opposizione deriva dalla CONOSCENZA PROFONDA della questione, non sia superbo come i politici-burattini ed i giornalisti-burattini e gli scenziati-burattini, Lei è migliore mi creda!
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# Samuele 2008-04-05 13:17
x utente Leo: Io vivo in Germania e nella sola città  di Amburgo ci sono qualcosa come 5 inceneritori (o un n° simile, cmq spropositato). Non ho mai sentito nessuno lamentarsi di ciò, anzi, il governo cittadino è appena diventato a guida CDU-Verdi (Grà¼n Partei) ma a parte l´incremento della produzione di eolico non hanno certo obiettivi nella chiusura di impianti di incenerimento. Ho studiato e fatto la tesi proprio sui suddetti impianti e posso affermare senz´ombra di smentita che i limiti sulle emissioni sono molto molto più contenuti di quelli per le centrali a carbone, che quindi inquinano di più. Infine, dal punto di vista del rapporto costi/ benefici anche economici non c´è paragone. Il resto è tutta propaganda di bassissimo livello volutamente menzognera. Non volete gli incneritori? Affogate nella spazzatura come a Napoli (poi hanno il cancro... chi è causa del suo mal pianga se stesso..), pagate uno sproposito di tasse per far spedire la suddetta monnezza in Germania dove vengono pagati per bruciarla e guadagnano due volte (la seconda è sull´energia elettrica prodotta), e pagate anche uno sproposito l´energia perchè dipendete dagli altri... Io sinceramente più tempo sto qui e più mi rendo conto, anche grazie ad interventi come il suo sig. Leo, che io in Italia non ci torno neanche se mi pagano per farlo... Popolo egoista e maledettamente ignorante ( e lo dico con le lacrime agli occhi perchè vedo sempre più dove stiamo precipitando e la mia famiglia vive ancora lì)
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# Stefano 2008-04-05 13:41
Bene. Allora avanti con una mega riforma della scuola, prima tra tutte le grandi opere pubbliche. L'emergenza casa riguarda anche l'inadeguatezza dell'edilizia scolastica ed il suo stato largamente fatiscente. Ridiamo un orgoglio agli studenti. E poi chiediamogli di studiare.
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# M. A. 2008-04-05 14:05
Purtroppo la forza della cultura del no instillata dai vari pecorari nel nostro Paese è evidente anche da alcuni commenti... come scritto giustamente dallo stesso Blondet in un articolo di qualche settimana orsono, gli inceneritori, le centrali eoliche, la Tav e tutto il resto pur presentando evidenti lati negativi costituiscono un chiaro esempio di quale sia il MALE MINORE da scegliere... Andando avanti con la nostra ridicola dipendenza energetica dall'estero e con il non-fare, semplicemente ci condanniamo con le nostre mani ad un futuro sempre peggiore, sottosviluppato e sommerso dalla spazzatura... è preferibile questo, oppure sopportare il ronzio (!) delle centrali eoliche oppure il loro "inestetismo"...
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# Andrea 2008-04-05 14:05
Caro Direttore, sono come sempre in sintonia spirituale prima che intellettuale con te, ma devo bonariamente segnalarti che la percentuale di energia elettrica prodotta da turbine eoliche corrisponde al 7,9% del consumo nazionale spagnolo annuale (dato dicembre 2007). Alla luce di questo dato, è improbabile che la notizia che riporti sia fondata così come è formulata: l'eolico ha fornito 9Tw *di picco* (Twp) in un determinato momento, ma non possiede la capacità  di sostenere questa produzione con continuità , quindi l'affermazione che abbia coperto il 40% del fabbisogno nazionale è fuorviante. C'è un'enorme differenza tra 9Twh e 9Twp. Con i watt di picco il nostro bel mondo scintillante e tanto progredito non funziona neanche per 5 minuti. Le modalità  di sfruttamento di questa fonte rinnovabile infatti sono simili a quelle dell'idroelettrico, con però disponibilità  (e portata) di acqua variabile nel giro di pochi minuti. Utile, ma non risolutiva, come tutte le rinnovabili. Il problema più grande che l'Umanità  contemporanea si trova ad affrontare oggi è proprio questo: viviamo in un sistema energeticamente insostenibile, e non abbiamo alternative applicabili su larga scala (ed in tempo!) per contrastare l'esaurimento (o anche solo la minore disponibilità ) delle fonti fossili. Anzi, per una sorta di effetto "sabbie mobili", la trappola termodinamica nella quale siamo caduti accelera i propri effetti distruttivi quanto più facciamo per scongiurarli, dato che per costruire pannelli solari, centrali nucleari e turbine eoliche ci vuole un'enorme quantità  di petrolio e materie prime. Ci aspettano tempi interessanti, senza dubbio, e particolarmente tribolati, da qui a pochissimi anni.
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# Diego 2008-04-05 14:49
Domanda: Caro Direttore, secondo lei qual'è il paese migliore per stabilirsi e crescere una famiglia?
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# Sergio 2008-04-05 15:19
Articolo come al solito molto interessante ed istruttivo. Vorrei dire in proposito tre cose molto semplici: 1) i dipendenti pubblici in Italia sono veramente troppi, ma non tutti -giova ripeterlo- sono fancazzisti, conosco infermieri professionali che per uno stipendio da fame fanno un lavoro enorme; 2) anche la Finlandia è stata brava a prendere il "treno" dell'innovazione tecnologica, pensate che la Nokia era una fabbrica di cartigienica e ora è il primo produttore mondiale di telefonini! 3) sono contento che il dottor Blondet rimproveri agli ambientalisti di ostacolare l'eolico, una fonte d'energia inesauribile ed economica, che consentirebbe anche all'Italia di essere indipendente (con il solare) dagli idrocarburi fossili, con i benefici effetti sulla blancia commerciale che tutti possiamo immaginare, invece di tirare fuori il "solito" nucleare (che sfrutta una risorsa esauribile, l'uranio, di cui l'Italia è priva, oltre ad essere costoso ed antieconomico se si considerano le spese per lo smaltimento delle scorie). Evviva l'eolico ed il solare! Abbasso il nucleare!
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# Giuseppe Flavio 2008-04-05 15:31
"del resto basta aver viaggiato in Sicilia e Sardegna per aver visto quelle torri con le pale per lo più ferme, per mancanza di manutenzione." Sono torri antigelo, non generatori eolici.
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# Francesco 2008-04-05 15:36
Desidero ringraziarti, Giuseppe da Barcellona, apparentemente cittadino spagnolo, per la tua testimonianza. Hai gettato fasci di luce potenti sui punti di forza e di debolezza delle nostre due nazioni. Ne trarro' stimolo per approfondire nelle direzioni da te suggerite. Esse sembrano spiegare, tra l'altro, come possa la Spagna essersi trovata intrappolata gravemente nel caos dei mutui. Ho imparato sulla Spagna di oggi piu' dal tuo intervento che da tante letture giornalistiche. Sicche' potrei supporre che i singoli cittadini posseggano talvolta frammenti di verita' e di esperienze cui anche giornalisti capaci ed in buona fede faticano ad arrivare. Gli italiani tendono alla depressione per le condizioni della loro terra, e mi pare a ragione. Tuttavia non sembra che le altre nazioni se la passino sempre ed in tutto meglio. Parliamo della Svizzera, che potremmo chiamare BankLand, il paese delle banche: poco bella prospettiva. Tutto il sistema politico e' li' asservito alla convenienza di tali aziende. Oppure di alcune nazioni scandinave, in cui la politica controlla da vicino la vita privata dei cittadini, dalla culla alla tomba. Li', se ti permetti di parlare male del sistema politico, IL TUO MIGLIORE AMICO TI DENUNCIA, per averne vantaggi economici. Invece a te vengono comminate tacite sanzioni economiche: p.e. l'aggravio del tasso del tuo mutuo. Vivaddio, in Italia parli male a ruota libera dei politici, e nessuno ti cura: altra e diversa frustrazione ! Cari saluti al Direttore Blondet, allo staff, a Giuseppe da Barcellona, ed ai lettori tutti.
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# manno 2008-04-05 16:04
ora scrivo un po' per ignoranza, solo per presentare un opinione, perche' non ho 'dati alla mano': sono convinto che la mostruosita' in questo paese non si presenti tanto nelle cose che vengono o non vengono fatte, ma in quelle che ne l'uno ne l'altro. vero, sarebbe bello se ci fosse iniziativa... ma che ogni tanto spunti un pezzo di strada in mezzo alla campagna, senza capo ne coda; che vengano finiti degli impianti o non vengano attivati; che servano 40 anni per scavare 2 chilometri di galleria; che si prenda a discutere se fare o non fare oppure che si oppure che no; e' mostruoso. in Sicilia c'e' gente convita che il Ponte di Messina sia stato fatto. e probabilmente quel progetto e' ancora attivo e ancora sta ciucciando risorse. e quanti progetti cosi' ci sono, grandiosi e sconclusionati? il Mose a Venezia, la TAV, il cavalcavia su Genova... tutto questo ci fa vedere che... "c'è del marcio"!
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# Mario 2008-04-05 16:11
Egregio sig. Piero da GUASTALLA: Le persone come lei sono la rovina dell'Italia. Lei dovrebbe essere ricacciato indietro nel cretaceo a far da pasto ai rettili, tanto non serve ad altro.
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# Terry 2008-04-05 16:44
In vostra Italia si vede preti che vestono da laici, communisti che vestono da preti, fascists che vestono da communisti. Adesso bisogna dire contrario di 40 anni indietro: vota communisti, ossia fascists?
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# manno 2008-04-05 17:04
...e questo marcio pesa tre volte almeno: -quando ciuccia risorse -quando impedisce di produrre risorse -quando ti ritrovi di fronte qualcosa di inutile brutto dannoso, e tutto ciò che ne consegue
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# Piero 2008-04-05 17:06
Io ho fatto unicamente opera di informazione sulla base dell'esperienza fatta in Germania dove sono fornitore di materiale di saldatura per la costruzione dei piloni eolici che in gran parte vengono prodotti da conto-terzisti in Ceco-Slovacchia e Polonia o da filiali tedesche delocalizzate a Est. I problemi energetici non mi turbano. Sono cresciuto fino a 10 anni di età  senza elettricità , acquedotti e telefono. Mi preoccupa il fatto che l'acqua del mio pozzo ora non è più raccomandabile a fini potabili. Energia per il mio computer ce ne sarà  sempre in abbondanza, ma questa società  impostata sulla dissipazione di energia esogena si sta suicidando. Stia certo.
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# Stefano 2008-04-05 18:00
Piero da Guastalla e Mario da Udine: il mistero dell'ambiente.
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# Roberto 2008-04-05 18:19
IN ASSIA SI FA COSà WWW.QUALEENERGIA.IT Articolo Elezioni in Assia: vincono le rinnovabili In Germania la vittoria del Spd nelle elezioni del Lander di Assia, feudo della Cdu, va al di là  dell'ambito locale. Al centro della campagna elettorale due opposte visione dell'energia: rinnovabili contro nucleare.Il 28 gennaio si sono concluse le elezioni di due importanti Regioni occidentali tedesche: la Regione di Assia e la Regione della Bassa Sassonia. Per la regione di Assia si assiste ad un clamoroso sorpasso dell'Spd con il 37,2% (rispetto al 29,1% del 2003), mentre il Cdu siferma al 36,6% (rispetto al 48,8% del 2003) e i Linke raggiungono il5%. Dopo una serrata ed estenuante campagna elettorale il partito Spd, guidato da Andrea Ypsilanti, ha quindi conquistato il Land di Assia, una delle Regioni più industrializzat e della Germania occidentale, feudo da più di 10 anni della Cdu e del potente governatore Ronald Koch. Figlio di Karl Heinz Koch, ministro della Giustizia della stessa Regione tra il 1987 e il1991, Ronald Koch laureato in giurisprudenza, viene eletto nel parlamento regionale nel 1987, segretario del partito nel '90; rieletto con una maggioranza del 48% nel 1983 stava preparandosi nelle attuali elezioni al suo terzo mandato e a prendere in mano il suo partito per diventare il futuro Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, conuna politica che tentava di conciliare una sua particolare attitudine da sceriffo 'law and order' e una massima fede nel libero mercato. Kochha reso la Regione di Assia la più arretrata della Germania in termini di diffusione di energie rinnovabili, che si erano ridotte in questi ultimi anni al 5% rispetto al 12,5% della media nazionale, mentre sosteneva con forza le vecchie centrali nucleari. E' per questo che lo scontro in Assia si è presentato come un vero 'thriller' e il significativo successo va ben oltre l'ambito locale. Contro questa politica, la carismatica candidata capolista socialdemocrati ca'senza compromessi', Andrea Ypsilanti, cresciuta in una famiglia dioperai, laureata in sociologia, dichiarandosi vincitrice dell'attuale consultazione elettorale, ieri, ha detto di fronte ad una folla di cittadini e giornalisti: 'Noi abbiamo combattuto per un'altra cultura in questo Land e abbiamo vinto perchè. abbiamo fissato 'temi giusti',dalle energie rinnovabili al salario minimo'. Il 'progetto di autonomia energetica' proposto dall'Associazione Eurosolar, basato sulla produzione locale di energie rinnovabili per sostituire,in 5 anni, la totale potenza elettrica delle due centrali nucleari in Assia, per le quali è prevista la dismissione, va in questa direzione e sarà  il nocciolo duro di questa prossima Amministrazione . Nessun candidato alla presidenza di una Regione ha mai adottato e presentato un piano così ambizioso, e questo ci fa aumentare la speranza che esso si concretizzi in uni'mportante reale prossima tappa verso le energie rinnovabili e la lotta ai cambiamenti climatici. Si ringrazia Francesca Sartogo (Eurosolar Italia) 29 gennaio 2008
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# paolo 2008-04-05 18:35
Veda, direttore, questo video http://www.youtube.com/watch?v=DaAAWW4QLP0 che riprende un top manager italiano strapagato della Telecom il quale ben rappresenta la classe dirigente del nostro Paese. Legga poi i bilanci Telecom e vedrà  che il vero problema italiano non e' l'assenza di ambizione o di umiltà . Il problema e' che questa classe dirigente non E' IN GRADO di arrivarci. NON CE LA FA neanche se glie lo spiega con dei disegni come si fa con un bambino piccolo. E, cosa ancora più grave, non ha nessuna intenzione d'imparare. Rimuove il problema. L'articolo di oggi, sul Corriere della Sera [1], che tratta l'argomento del video accampando delle scuse ridicole, e' un caso da manuale di 'Sindrome di Peter Pan'. Siamo in mano ad una classe dirigente giovane o vecchia, ma disgraziatament e, totalmente ignorante ed immatura che non vuole prendersi nessuna responsabilità . L'unica cosa che vuole prendere e' un lauto stipendio immeritato a spese del prossimo. Siamo in un vicolo cieco e non ci permettono di tornare indietro. [1]http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_05/waterloo_lucian i_telecom_video _82f51e0e-02de-11dd-a6a3-00144f486ba6.shtml
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# Herbert Menis 2008-04-05 19:51
Forse il Drettore non vuole ammettere che il problema della cosiddetta 'italia' è proprio l'italia stessa. Quando si cerca di far convivere popoli con origini etniche, antropologie e culture così diverse sotto una stessa etichetta (quella 'italiana') il risultato è solo un livellamento verso il basso (cioè nel nostro caso una lenta e inarrestabile meridionalizzaz ione). Un paese è fatto dal popolo che lo abita: un popolo levantino darà  vita a un paese levantino, un popolo europeo ad uno europeo. Far finta che i popoli padani siano uguali a quelli del sud non serve a niente. 150 anni di convivenza forzata hanno dato vita solo ad un ibrido indefinibile nel quale nessuno può riconoscersi veramente. Facciamola finita con questo aborto di stato massonico e forse potrà  tornare ad esserci una speranza di rinascita.
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# CyberJabba 2008-04-05 20:30
Strano, non ho mai sentito nessuno lamentarsi dell'inestetismo dei trallicci dell'altatensione. Esiste la possibilità  di utilizzare una fonte energetica, pulita, economica e soprattutto ILLIMITATA e noi l'unica cosa che abbiamo da dire qual'è? Non ci piace esteticamente!! !
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# fabio 2008-04-05 21:11
In effetti i notai sono una delle categorie piu parasite della societa italiana.pagare un notaio per tante cose che devi fare in ufficcio dello stato ti fa sentire di vivere in una societa di barboni(borboni ).in spagna pagano 60€ per la compravendita della casa, nel belpaese(insomm a) ti fregano 400 per la machina .e magari la machina stesa non costa di piu. per non parlare delle medicine piu care, il latte per i neonati 2-3 volte tanto e chi ne ha piu ne metta.quando lo fatte un referendum per togliere tanti poteri ai parasiti notabili?
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# Enrico 2008-04-05 21:45
in risposta a Giuseppe (Barcellona) Sono ormai quasi sette anni che vivo in Spagna, ed ho potuto osservare con occhio critico l'evoluzione del paese, ma soprattutto con gli occhi di chi é nato, ha vissuto e lavorato per piຠdi 35 anni in Italia. Non so se tu abbia avuto la stessa opportunità¡, ovvero vivere in Italia e poter toccare con mano l'involuzione di un paese una volta vivo. Alcune delle osservazioni fatte nel tuo commento sono vere, anche se, mi permetto di dire, un pà³ tendenziose viste le tue probabili radici catalane. Il confronto tra Italia é Spagna é improponibile viste le differenze storiche del dopoguerra. La Spagna vive l'incubo del totalitarismo, mentre in Italia si vive un'epoca di abbondanza. In questi anni le posizioni si sono modificate ed anche se, come tu dici, in Spagna non esiste un tessuto industriale e qualche contadino protesta per i generatori eolici, la nazione é in movimento e la gente, anche se con qualche problema, guarda verso il futuro e non al passato. (nota sulle altre osservazioni da te fatte) In Spagna non vedo sudditi ma cittadini liberi, non percepisco nessuna pressione da parte dello stato centrale sulle varie culture locali né sulle autonomie regionali (viceversa sono un esempio per altre nazioni), le opere pubbliche sono importanti per una nazione: che siano di stampo neofascista o socialista, e bene hanno fatto entrambi i governi su questo tema. Chiusa la digressione, continuo dicendo che, viceversa in Italia si guarda al passato con malinconia, anzi direi quasi che si guarda con il viso rivolto verso il basso per la depressione. Tutto cià³ che é scritto nell'articolo e drammaticamente vero e non lo auguro neanche al peggiore degli spagnoli. Ti assicuro che vivere con con un governo che non sai quanto dura e quel poco che dura non governa, é ormai diventato un vero incubo. L'Italia ha ormai bisogno, come tu dici, di "uomini che comandano davvero". Da qui il suggerimento dell'articolo di Blondet: COPIAMO DA CHI FA MEGLIO DI NOI! Ti assicuro che in Spagna si fanno molte cose meglio che da noi. Un saluto Enrico Floris
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# Paolo 2008-04-05 21:56
E' molto confortante leggere commenti come quelli di Andrea Milano, aprile 05, 2008 13:05 oppure di Samuele Amburgo, aprile 05,2008 12:17 perche' sono intrisi di sano buon senso e di altrettanto sane competenze e precise osservazioni. La colpevole ignoranza nel campo dell'energia e il pure colpevole approccio ideologico che spesso l'accompagna ci procureranno molti guai: Napoli e' l'esempio piu' evidente e piu' stupido di questa situazione. E non sara' certo Beppe Grillo a salvarci, e neppure Pecoraro Scanio. Meditate gente, meditate.
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# daniele 2008-04-05 22:04
Loro sanno come si fa, hanno imparato anche già  troppo. sostituirei 'imparato' con 'insegnato'
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# Paolo 2008-04-05 22:06
E' confortante leggere commenti come quello di Andrea Milano, aprile 05, 2008 13:05 oppure di Samuele Amburgo, aprile 05, 2008 12:17 cosi' intrisi di sano buon senso e di altrettanto sana competenza e acute osservazioni. La colpevole ignoranza sui problemi dell'energia e pure l'approccio ideologico che spesso l'accompagna ci procureranno molti guai in un futuro ormai prossimo. Napoli e' un concreto esempio di questa stupidita' nazionale. E non sara' certo Beppe Grillo a salvarci e neppure Pecoraro Scanio. Meditate gente, meditate.
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# Andrea 2008-04-05 22:08
Rispondo al direttore Blondet sui "generatori" eolici fermi. Si tratta di grossi ventilatori (l'esatto contrario di un generatore) la cui funzione è di evitare le gelate sugli agrumeti (almeno per la zona di Catania), se non ricordo male li ha prodotti la AAT di Catania. Per quanto riguarda il discorso energia..purtroppo noto da parte della classe dirigente italiana, una PROFONDA ignoranza in materia ( sono un ingegnere meccanico ), sia sulle tecnologie che sui fondamenti scientifici ed una semplificazione enorme del problema. Giusto per fare un esempio, mi è capitato tra le mani il "giornale della libertà " ( chissa di quale partito...), parlando del nucleare,chiara mente pro, sosteneva che la percentuale ei elettricità  prodotta tramite nucleare fosse del 16% su scala mondiale quando non supera il 6%... Inoltre tutto questo incensare tale tecnologia mi pare esagerato, dato che purtroppo non sarà  LA soluzione al problema energetico ( visto che le riserve di uranio non sono illimitate ) anche se può dare un utile contributo. Cordiali Saluti
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# nube 2008-04-05 22:43
quello che mi stupisce,è il fatto che la nostra cosiddetta civilta tecnologica,non sia riuscita da 60 anni ad oggi,a trovare una nuova fonte energetica. l'energia atomica è stata l'ultima vera scoperta del secolo scorso da usare come risorsa alternativa alle precedenti, mi chiedo ancora (nella mia sufficiente ignoranza)che fine abbia fatto lo spirito innovativo che animava l'italia a riguardo. è possibile che solo la spinta dirigistica del ventennio abbia portato a dei risultati? sì c'era la guerra o la previsione di questa, quindi forse c'è solo da aspettare visto che questo vizio permane... l'unica innovazione tecnologica importante post bellica è stata l'informatica,ma essa si occupa della gestione,svilup po,comunicazion e..etc effettivamente rientra nei movimenti naturali, quando si ha o si presuppone di avere molto, ci si preoccupa di organizzarlo. Questo è il problema dell'occidente ora, tutti vogliono 'organizzare' gestire.. qualcosa che tanto c'è chi lo fà . io intanto mi faccio il pane.
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# paolo ruozi 2008-04-06 07:13
sono convinto che chiunque voglia proporre energie alternative verra' emarginato ,perche' e' troppo forte l'influenza dei paesi produttori di petrolio. io non sono che un umile artigiano con poche conoscenze, ma penso che parlando di mali minori il nucleare sia l' unica soluzione che c'e'. mi rifaccio pero' ad un commento che ho letto riguardo un articolo su questo sito , che leggo quotidianamente , in qui un professore convinto sostenitore del nucleare si augurava non venissero costruite centrali se poi a gestirle sono i nostri totalmente inetti politicanti con l' aiuto di totalmente inetti "manager" con totalmente inetti lavoratori statali. e gli ecologisti poi ,questi grandi principi azzurri, sono li a fare casino ma senza esagerare,perch e' pure loro avranno il loro tornaconto e magari prendono soldi da chi opera in campo petrolifero. l'eolico e' una risorsa ma e' poca cosa. il solare e' una risorsa ma e' poca cosa. cominciamo pero' a metterle insieme queste poche cose poi vediamo. saluto tutti i commentatori,da voi imparo tanto saluti a tutto lo staff
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# rebetis 2008-04-06 09:10
Per Cyberlabba Ho scritto proprio il contrario: l'"inestetismo" dei tralicci è fatto anche economico. Esso è in grado di danneggiare il turismo e l'economia in aree paesaggisticame nte rilevanti più di quanti siano i vantaggi che l'uso dell'eolico possa portare ad una collettività . (Le cifre sono a disposizione di tutti, vedi gli studi di "Italia Nostra"). Tante'è vero che-per i tralicci dell'alta tensione- l'ENEL è obbligata ad interrarli proprio nelle aree sensibili, quali parchi e Riserve. Ed anche qui l'"estetica" non c'entra nulla. I danni dell'irradiaizone proveniente dai tralicci sono comprovati ed hanno provocato, a due passi da casa mia, il precipitoso interramento di una linea ENEL che sovrastava una scuola.
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# Silvano Borruso 2008-04-06 11:04
Per Nube e Ruozi: Nikola Tesla (1856-1943) fu il genio dell'elettricita' al quale dobbiamo la corrente alternata. Aveva scoperto come estrarre potenza motrice dal plasma che circonda il pianeta. Nel 1905 J.P.Morgan gli stava finanziando la costruzione della prima stazione di distribuzione di elettricita' e onde radio a Wardenclyffe, Shoreham, Long Island. Quando J.P.Morgan capi' che codesta distribuzione sarebbe stata gratis, ordino' lo smantellamento delle strutture. Nel 1930 Tesla costrui' un ricevitore con 12 valvole termoioniche reperibili in commercio, che convogliava potenza motrice proveniente dal cosmo a un motore elettrico al posto di quello a scoppio. Vi fece funzionare l'auto per tutto il giorno, raggiungendo punte di 90km/h. Quando mori', nel gennaio 1943, agenti segreti dei servizi USA confiscarono tutte le sue carte e progetti, che sono spariti. Non sarebbe il caso di continuare su quella scia? E' possibile che in Italia non vi sia qualche scienziato capace di duplicare le invenzioni di Tesla?
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# manno 2008-04-06 12:36
digressione su Nikola Tesla: Nikola Tesla... Ogni volta che si parla di Scienza bisognerebbe nominarlo... altro che Albert Einstein. leggendo i progetti a cui lavorava verso la fine dell'Ottocento ho cominciato ad appellarlo "pazzo visionario", poi ho scoperto che visionario era davvero, e anche pazzo; ora lo chiamo "Santo delle Scienze". le idee che presentava nel 1900 erano 150 anni almeno troppo avanti. se osserviamo le sue idee oggi scopriamo che sono ancora 50 anni avanti rispetto al nostro tempo. egli chiamava semplicemente "barbaro" bruciare risorse(a quel tempo era carbone) per produrre energia. per darvi un idea di che tutto frullava nella sua testa, pensate che il termine robot non esisteva ancora; lui aveva utilizzato il termine "macchine autome", mi pare. Ebbene sosteneva che l'uomo non avrebbe più dovuto combattere le guerre. macchine semi-senzienti avrebbero combattuto le guerre, e l'uomo ne sarebbe divenuto uno spettatore annoiato. aveva provato a realizzarne uno, ma era riuscito solo a produrre una nave radiocomandata, ma era solo questione di tecnica e di tempo... quando poi affermò che chiunque avrebbe potuto ottenere energia ficcando un picchetto nel cortile di casa, hanno detto "questo è pazzo" e hanno fatto finta di non vederlo. tanto era pazzo che alla sua morte i servizi segreti di tre nazioni sono corsi ad accaparrarsi i suoi scritti; e, come si diceva, sono arrivati prima gli americani. da quando sono nato m'hanno "riempito la testa" con sta storia che la Scienza è destinata a evolvere sempre più velocemente; ma guardando a questo scienziato e ad altri suoi contemporanei ho visto che non è affatto vero. c'è stato, è vero, un affinamento della Tecnica, ma un avanzamento nelle Scienze di certo no. non solo non c'è stato avanzamento, ma una vera battuta di arresto(e qui probabilmente qualcuno vorrà  smentirmi). e ora che succede? ogni tanto viene riprodotto il solito esperimento che dimostra come si può ottenere energia facendo passare corrente elettrica in un attrezzo non molto più complicato di una bacinella...ma finisce tutto lì non sono cose interessanti queste... (ehh! chissà  se verrà  letto questo tardo commento?)
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# Filippo 2008-04-06 13:09
In Risposta a Licio. Caro Licio, "quale cane,tale padrone" questo detto vale anche per la monarchia italiana. Che tipo di monarchia ci ritroveremmo, se dovessimo reintrodurla al giorno d'oggi ? Monarchi a caccia di veline ? Per quanto riguarda le monarchie europee...lasciamo perdere, una monarchia in quanto costituzionale non ha piຠragion d'essere; quello che ci servirebbe sarebbe un imperatore di modello nipponico ;) CS Filippo
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# Francesco 2008-04-06 17:08
Sono lieto di leggere una apertura, da parte del direttore Bondet verso l'impiego di fonti energetiche alternative. Gia in passato, sull'articolo del programma politico ipotizzato da Fabio De Fina, avevo spiegato come l'utilizzo delle centrali a fissione nucleare fosse sconveniente sotto qualsiasi punto di vista scelto a caso (sul piano etico-morale su quello pratico su auello medico e ambiantale su quello strategico-politico su quello economico ecc.) Vorrei solo aggiungere per rispondere a chi afferma (giustamente) che oggi noi non abbiamo le centrali in casa ma le abbiamo sul confine. Bene noi le abbiamo sul confine anche perché i paesi limitrofi per venderci l'energia hanno necessariamente costruito le centrali il più vicino possibile ai nostri confini. Ne segue un cane che si morde la coda. Al contrario iniziando a sdoganarci dalla sudditanza energetica (ammesso che le potenze europee ce lo consentano) necessariamente i paesi limitrofi dovranno progressivament e dismettere alcune delle centrali di cui oggi giustamente ci preoccupiamo. Cocnludo rinnovando l'invito ad un massiccio investimento tecnologico nelle nuove fonti di energia, bene l'eolico anche su piattaforme marine che potrebbero sfruttare anche le correnti del mare, ma anche il solare deve essere una nostra speciatità , non solo a lilvello balneare ma anche energetico. Come paese Italia dobbiamo divenire leader della produzione energetica pulita e a costo quasi nullo dobbiamo divenire l'eccellenza su scala internazionale in modo da competere con gli altri paesi. Questa è la sfida che vale la pena lanciare per il futuro, a prescindere dalle ideologie ambiantaliste.
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# Giuseppe 2008-04-06 17:52
in risposta a Enrico Floris l'hai ben dovinato, sono catalano. Non credo che un sito italiano sia lo spazio corretto pèr spiegare cosa sucede qua in Catalogna; certamente se tu abiti a Madrid, allora non saprai niente di niente. Le colonie interessiamo soltanto a pagare tasse distinti saluti
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# Rita 2008-04-06 19:04
Una cosa che non capisco, degli "ecologisti" ufficiali (ovvero partitici), è l'opposizione da strapazzo alla TAV e agli impianti eolici... e poi, vogliamo scommettere che pure, se non vogliono la TAV, di sicuro non rinunciano agli spostamenti in auto, ben più nocivi per l'ambiente (e pericolosi, anche, visto il numero di morti e feriti che restano sulle strade italiane ogni anno). Poi, si può star sicuri che quelli di loro che vengono eletti, per andare a Roma o a Milano prendono l'aereo: la scomodità  di non avere la TAV alla fine è tutta per i cittadini, per chi non dispone di privilegi ed è costretto a sorbirsi treni lenti, vecchi e scomodi. Quanto all'energia eolica, il motivo dell'impatto ambientale è francamente risibile, anzi, risibilissimo. Sembra di poter concludere che si tratta solo di sporchi e miopi interessi, ignoranza e magari (perché no?) di una ben assimilata, quarantennale soggezione all'ideologia dell'auto, derivata dal monopolio Fiat.
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# Druso 2008-04-06 19:10
(PER LE LETTERE A LEI INDIRIZZATE, GRAZIE) Caro Blondet, tempo fa le scrissi dei miei sospetti di aiuti tedeschi agli autori di attentati separatisti in Alto Adige. La conferma viene dalla fonte stessa come informa il settimanale "Der Spiegel" (22.03.08) in un numero dedicato agli inizi del cristianesimo e significativamn ete intitolato: "Quando Gesù era ancora un guru". Sui contenuti di questo articolo alcuni giornali italiani hanno riferito anche se parzialmente per smorzarne l'effetto. Il ministero degli esteri tedesco ha pubblicato documenti in cui si ammettono finanziamenti segreti fino almeno al 1976 (forse anche dopo o ancora adesso?). Solo nel periodo dal 1969 al 1976 venne versata una somma corrispondente a dieci milioni di euro in modo strettamente riservato e senza metterli in bilancio. Anche prima del 1969 ci furono versamenti di non specificata entità . Particolarmente attivi nel sostegno erano gli esponenti dei cristiano sociali bavaresi (CSU) e i liberali della corrente di destra della FDP. I finanziamenti per non precisati scopi di politica di cultura popolare (Volkstumpoliti k) non dovevano essere scoperti perché avvenivano all'insaputa di un alleato della Nato e di un partner della Comunità  Europea. Il ministero degli esteri tedesco giustificava "moralmente" questo tradimento come un risarcimento della politica dei nazionalsociali sti verso l'Alto Adige anche se in verità  negli ultimi anni di guerra questi lo annessero di fatto al Reich (vi erano analoghi piani anche per altre regioni italiane del nord). Tra le altre motivazioni, accennato è anche il ruolo di continua sobillazione dei turisti tedeschi. Rolf Steiniger, storico di Innsbruck, prosegue "Der Spiegel", ha nelle sue ricerche provato come gli estremisti tedeschi dell'Alto Adige che si erano stabiliti in Germania non vennero mai perseguiti e, anzi, nel caso di un autore di attentati (chiamati con un'efficace onomatopea "Bumser"), l'allora ministro dell'interno ed esponente del CSU, dichiarò pubblicamente di essere disposto a concedere, se richiesto, l'asilo politico. Steiniger è probabilmente lo stesso storico di cui una decina di anni fa avevo letto un'intervista su "Dolomiten", quotidiano di Bolzano, in cui, parlando di un suo libro, tra le altre cose, disse che il cancelliere Helmuth Kohl era informato di un attentato in Alto Adige e sarebbe stato anche pronto a sostenere clamorose iniziative nel caso il governo italiano non si fosse piegato a nuove concessioni autonomiste. L'articolo di "Der Spiegel si conclude osservando che gli italiani non si accorsero mai di nulla. Di questo dubito fortemente perché bastava leggere la carta stampata e ragionare un attimo come ho fatto io. Una spiegazione la dà , suo malgrado e grazie alla sua coscienza sporca di ex diplomatico che si era occupato della questione evidentemente in modo più compromettente di quanto voglia dare a credere, Sergio Romano: Il grande europeista in un articolo, apparso pochi giorni fa nella sua rubrica sul "Corriere della Sera", parla di questo articolo di "Der Spiegel" sorvolando sugli aspetti più esplosivi e cerca penosamente di sostenere l'impossibile negando un carattere anti-italiano dei finanziamenti. Romano sfida con successo il ridicolo e conclude lodando i tedeschi per la loro politica a favore della lingua e invitando gli italiani ad imitarli. Consiglio che, se seguito, porterebbe a un conflitto europeo.
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# Piero 2008-04-06 20:31
Se la TAV effettivamente corre a 300 km all'ora, le fermate intermedie tra Milano e Venezia verrebbero saltate. Quale sarebbe l'utilità  di tale meraviglia della tecnica per gli abitanti della pianura padana ? Un assurdo discomfort ! da Bergamo dover andare a Milano per trovare la coincidenza TAV per Venezia e poi magari dover prendere un altro treno per raggiungere Padova. Quanto all'eolico, ho già  detto, quando soffia la bora bisognerebbe bloccare le pale e metterle 'a bandiera' per non sfasciare tutto l'impianto, configurato e progettato per funzionare in condizioni atmosferiche normali. Lasciate trattare questi argomenti a chi ha buon senso. Purtroppo i tecnici preposti a queste tecnologie sono stipendiati impauriti, sono tecnici di poche parole che spesso non hanno nemmeno talento comunicativo.
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# marcello 2008-04-06 21:36
Caro Blondet, al solito bell'articolo. Vorrei dire, ma Lei lo sa già , ne sono sicuro, che le radici del successo o dell'insuccesso di un popolo sono biologiche, fisiologiche e spirituali. I bei tempi italiani corrispondono anche a un periodo di persone "forti". La vitalità  degli anni 60 si trasformava in creatività  che tutto il mondo ci riconosceva. Ma quegli uomini erano nati nel periodo della guerra. Si nutrivano diversamente. Il cibo aveva un'altra qualità . Che tipo d'uomo vuoi che produca il cibo spazzatura?
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# i 2008-04-06 23:13
Vorrei - da archeologo "industriale"dilettante aggiungere alcune notizie su quando detto dal sempre perfetto Dott. Blondet. Nel 1907 a Torino c'erano almeno una ventina di case automobilistich e piu aLtrettante in tutta italia - compreso marche misteriose come la Florentia di Firenze o la Roma della capitale ecc. La Fiat non era allora la maggior fabbrica italiana, la N°1 era la Itala. Dopo un paio d'anni erano in gran parte fallite ma a loro si erano aggiunte la Alfa Romeo e la Isotta Fraschini di Milano. Grazie ai molti affari fatti non solo con l'esercito italiano ma anche con francesi ed inglesi dopo la I' guerra mondiale la Fiat divenne la maggiore fabbrica italiana,surcla ssando l'Itala che sarebbe poi fallita verso la metà  degli anni 20. A questo punto FIAT diventa un rullo compressore massacrando tutte le altre fabbriche esistenti tranne l'Alfa che pero' dovra' diventare statale come l'Isotta Fraschini che lascerà  le auto di lusso per concentrarsi su motori aerei e navali ma anche qualche autocarro militare e la Lancia. Anche la Bianchi starà  in piedi ancora per un po' ma probabilemte era già  nell'orbita FIAT. La Ford e la Citroen avevano fabbriche in Italia - a Trieste e a Milano - ma furono fatte chiudere su pressioni Mussoliniane. La FIAT introdusse per prima la catena di montaggio in stile Ford. Mussolini invento' l'auto del popolo - La Balilla prima e la 500 Topolino dopo - prima di Adolf Hitler con la VW.Naturalemte la preferita per produrle era la Fiat.. malgrado Mussolini amasse particolarmente le Alfa Romeo. Nel dopoguerra la FIAT si riprese quasi subito - fatto misterioso no? La prima Fiat del dopoguerra era la 1400 che era totalmente copiata da una simile auto americana poco conosciuta - la Frazer - se uno cerca le immagini con google vede che sono uguali. Altro che i cinesi di oggi.. Per fortuna che poi il bravissimo Ing. Giacosa creò la 600 e la 500 queste effettivamente originali anche se il motore posteriore era stato lanciato con la VW. Comunque nel dopoguerra abbiamo pur sempre inventato la Vespa e la Lambretta che furono dei successi mondiali. Poi Borghi e Fumagalli prigioneri in USA studiarono i loro frigoriferi e lavatrici e crearono l'Ignis e la Candy. Quest'ultima e' per ora ancora rimasta Italiana. Gli altri compreso Zanussi che forse si e' fatto accreditare i soldi della Electrolux direttamente in Liechtestein hanno ceduto tutti agli stranieri. Da ultimo Merloni che vedo ora abbinato ad Hotpoint USA. Comunque la crescita del dopoguerra italiano e' certamente dovuta ad E. Mattei. Il piano Marshall tanto esaltato ad esempio dal buon Enzo Biagi fu solo una misera elemosina per l'Italia e comunque gli aiuti andarano a tutti i paesi europei non certo solo a noi. Dopo la morte di Mattei - diciamolo ammazzato dagli americani -e' iniziato il nostro declino..
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# Teseo 2008-04-07 10:11
E' vero quello che dice Blondet. E lo dice anche la storia. La Germania prostrata dalla prima guerra mondiale rinacque e in pochi anni divenne la più grande potenza europea grazie alle grandi opere (autostrade ecc.) volute da Hitler. Qualunque giudizio si dia sul regime nazista, questo è un dato di fatto. In 6 anni la Germania risorse grazie a questa "tecnica". L'Italia è da 60 anni che aspetta di risorgere. Forse c'è la volontà  (bipartisan) di farla rimanere nel fango.
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# paolo 2008-04-07 10:18
Che possiamo fare? Votare è inutile, abbiamo un parlamento nominato di cui si può già  elencare il 96% dei membri prima ancora di votare. La classe dirigente poi non è meglio di quella politica, si è visto recentemente l'Amministratore delegato di Telecom paragonarsi a Napoleone esaltandone la splendida vittoria a Waterloo... Ma l'Italia è sempre stata così? E se no, perchè siamo diventati così?
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# Mauro 2008-04-07 10:20
Le misure economiche anticicliche prese dal governo spagnolo sono possibili , perchè la Spagna non ha il debito pubblico che ha l' Italia.L' Italia ha deciso nel 1998 , per evitare l' Argentina che avrebbe garantito con il sangue il pagamento del debito e lo avrebbe portato sotto il 100% del PIL in tempi ragionevoli (e non italioti). Tuttavia questo esempio che ha portato Blondet , mostra tutta la difficoltà  che hanno i paesi come il nostro a conciliare rigore finanziario e sviluppo. Si può fare ma , per come funziona oggi l' Italia è impossibile.Lo dice anche Ricolfi.
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# Gianni 2008-04-07 15:47
i generatori a vento spagnoli hanno generato 9.862 megawatt, pari al 40,8% del consumo di elettricità  totale di un giorno (2). Nei giorni più calmi, i super-mulini a vento iberici coprono il 28-30% del fabbisogno di energia elettrica. ------ Vorrei precisare, che i MW esprimono la POTENZA, mentre i MWh (o kWh) esprimono l'ENERGIA. Quindi quei megaWatt esprimono la POTENZA generata in quel dato istante, ma non c'entrano col "consumo di elettricita'". Cifre notevolissime, ad ogni modo. Ma se non si vuol scendere al piano dei Pecorari Scanii, che non sanno quel che dicono, si deve cominciare dall'usare correttamente le unita' di misura. Infatti dal punto di vista dell'energia elettrica, trovo alquanto improbabile che l'eolico in Spagna copra il 40% del fabbisogno nazionale. In Germania e' al 6% (con quasi 20000MW installati, cifra esorbitante), in Italia mi pare all'1% con 2700MW installati (cifra non trascurabile come si potrebbe pensare).
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# Paolo 2008-04-08 02:59
In effetti la quota di potenza elettrica efficiente lorda (quella citata dall'articolo del Telegraph)gener ata da impianti eolici in Spagna è impressionante: pari ad oltre la metà  di quella generata da impianti eolici in Germania. Si veda la tabella -aggiornata al 2006- qui(cliccare su "Scarica il documento": http://www.terna.it/Default.aspx?tabid=422 Paolo
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# PASSANANTE 2008-04-08 11:13
BELLE PAROLE DETTE ANCHE BENE MA ORMAI NON CI CREDIAMO PIU'.NON PER ESSERE PESSIMISTI MA CREDO CHE SE NON TOCCHIAMO IL FONDO NON RIUSCREMO A RISOLLEVARCI,E QUASI CI SIAMO .....AL FONDO.
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# ALFRDO 2008-04-08 11:18
IL PROBLEMA E SEMPRE LO STESSO. QUESTO FINE SETTIMANA CHE FACCIAMO DELLA SCHEDA 3ELETTORALE? Sapete quanti voteranno ancora pd,pdl,lega,cas ini,arcobaleno convinti di fare bene...... Annullare la scheda mi rendo conto ha poco senso.... iop votero la lista civica "per il bene comune",su certi temi come coppie di fatto ,aborto mi risultano essere più moderati di quanto non esposto nel priogramma. Credo sia un modo per rompere il sistema,certo vorrei comprendere la loro consapevolezza su altre problematiche,m a per occorre ribaltare la scacchiera e vedere cosa accade e l'unico modo è dare appoggio proprio alle liste minori. io provo in coscenza in tal modo poi credo che tutti voteranno alla fine per i soliti noti....questione di interessi e retaggi ideologici
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# Antonia 2008-04-08 19:12
Se parlasse solo, il "nostro" Pecoraro Scanio sarebbe un problema da poco ma purtroppo in vent'anni ha preso il controllo dei Verdi, alleandosi con qualche ex frequentatore di Centri Sociali come ricordava in un'intervista a SabelliFioretti un ex esponente, e puo', forte di quei quattro voti, ricattare i politici di turno. Sull'onesta' poi Woodcock sembra alla buon ora aver iniziato a indagare sul marcio.
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# Antoine 2008-04-09 00:26
D'accordissimo coll'articolo!! A parte gli inceneritori...
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# isabella 2008-04-09 17:13
sono un po' demoralizzata. Ci sarà  una via d'uscita!? Io spero che il Signore provveda, perchè umanamente non ne vedo. Cari saluti.
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# Alessandro 2008-04-10 10:37
Con la morte della Prima Repubblica sarebbe dovuto, in teoria, morire tutto quel sistema fatto di mazzette, raccomandazioni , clientelismi che hanno "sorretto" questa "r"epubblica dopo il ventennio. Così non è stato: il potere dela mala-politica in connubio con le malavite organizzate e le amministrazioni corrotte hanno preso il sopravvento potenziando le lobby del paese e rendendole praticamente invincibili. Non possiamo chiedere al sistema di auto-riformarsi poiche sarebbe come chiedere all'imputato di scriversi la formula per la sua assoluzione. Siamo in un punto di non-ritorno e ciò che è più triste e sconcenrtante è il fatto di non intravedere alternativa alcuna all'interno classe dirigenziale nostrana inevitabilmente compromessa nella sua gran parte. http://inveritas.iobloggo.com
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