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Verso la depressione assicurata. A meno che…
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Anche la potente economia tedesca è cresciuta dello 0 per cento (per l’esattezza, dello 0,1%) nel secondo trimestre. Ciò significa che la recessione già in corso nei Paesi del Club Med (e Irlanda) si estende al Nord virtuoso, stabile ed esportatore. Effetto delle austerità imposte dalla BCE e da Mario Draghi per il risanamento dei Paesi-cicala, dei Paesi debitori. In questo senso, la piccola Grecia è il canarino della miniera, perchè le austerità e i rigori impostegli perchè ripaghi il debito hanno prodotto una contrazione del suo prodotto lordo che continua da nove trimestri – il che rende sempre più improbabile il pagamento del debito, per collasso del debitore.

Si noti che una contrazione per 9 trimestri è un evento raro; è difficile che la contrazione continui per più di un anno; anche durante la dura crisi asiatica degli anni ‘80, i Paesi nei guai sperimentarono una contrazione di 3-5 trimestri, la Thailanda – un record – di 8. Ora, siccome l’Irlanda ha accettato un piano di salvataggio con le connesse imposizioni di austerità 7 mesi dopo la Grecia, la sta seguendo nella relativa contrazione. Idem accadrà al Portogallo. Idem alla Spagna e all’Italia: il nostro Paese non è il canarino nella gabbia, è l’elefante nella cristalleria, per il suo debito pubblico che è il terzo del mondo, la non-credibilità del suo governo, la sua persistente mancanza di crescita economica – dovuta alle inefficienze della funzione pubblica interna, ai pesi morti meridionali, e all’euro forte – che ci ha fatto perdere il 40% di competitività rispetto alla Germania.

«A questo punto leurozona necessita di una massiccia infusione di liquidità», ha spiegato Daniel Gross del Centre for European Policy Studies, «altrimenti vedremo la paralisi del mercato interbancario che si verificò dopo la bancoarotta Lehman, e che trascinò leconomia in immediata recessione».

Daniel Gross è un analista solitamente autorevole ed ascoltato. Se, come dice, l’Eurozona ha oggi bisogno di liquidità, sta dicendo che la Banca Centrale Europea e Berlino che la comanda stanno facendo il contrario di quel che abbisogna: impongono austerità alle cicale.

Quello dell’Italia è un problema complicato: perchè da una parte necessita davvero di misure di rigore – quelle che dovrebbero colpire i costi della politica, che non sono solo i costi diretti degli stipendi da nababbi di uno o due milioni di parassiti che vivono di politica, ma i costi che questi parassiti creano, «le malversazioni, gli appalti gonfiati, i contributi a fondo perduto, il sistema delle tangenti», che Mario Baldassarri valuta attorno ai 180 miliardi di euro l’anno (1). Ma invece non ha bisogno, l’Italia, di austerità fiscali imposte ai produttori privati, come fa la manovra Tremonti-Berlusca (in realtà Trichet-Draghi) (2) perchè solo la crescita economica reale – ossia creata dal settore privato – può far pensare ai nostri creditori, che comprano il nostro debito pubblico, che il Paese sarà in grado di onorare il debito. E, quindi, indurli a chiedere interessi ragionevoli.

Perchè l’Italia, prima ancora che un problema di debito, ha un problema di crescita: il PIL deve crescere del 2% annuo (Draghi dixit) non solo per servire il debito (il servizio è intanto cresciuto enormemente stante l’aumento degli interessi richiesti dai creditori), ma per rientrare, come vuole l’Europa, verso quel 60% di debito pubblico sul PIL che lorsignori ritengono ideale: e siamo al 120%.

Ci obbligano a ridurre lo scostamento del 5% l’anno. Il che significa, come ha scritto l’economista bocconiano Carlo Bastasin su 24Ore, «una correzione di oltre 10 punti del PIL da qui al 2015 a crescita economica invariata». Insomma, sgobbare di più, esser tassati all’osso, e il risultato sarà una contrazione storica dell’economia (3) e nientaltro. In realtà, l’Italia cresce non del 2%, ma dello 0,6%. Perchè, oltre le sue inefficienze interne (chiamiamole così) deve sopportare l’euro forte, che la rende non-competitiva.

Negli ambienti economici anglo-americani ci si chiede perchè l’Europa stia forzando l’Italia ad accelerare un avanzo primario entro due anni, proprio mentre è in recessione, e non solo: l’Europa con la Germania è entrata in recessione, e il mondo intero, dagli USA al Giappone e alla Cina (con un’inflazione del 18% sugli alimentari) è sull’orlo di una seconda recessione (chiamiamola depressione) dopo quella del 2008. Quegli ambienti, fra cui Nuriel Roubini e Paul Krugman, consigliano la BCE di creare 2 mila miliardi con cui comprare a man bassa BOT, Bonos e titoli del Club Med «fino a quando la moneta M3 smetta di contrarsi a velocità di depressione (Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, e Grecia), e ricominci a crescere di nuovo al ritmo di una ripresa (5%)».

Sì, perchè, senza che i media e i politici lo rivelino, la massa monetaria in Italia si contrae ormai da mesi: segno di congelamento delle attività creditizie, deflazione e calo dell’economia reale. (European Central Bank must go nuclear to save Europe)

Naturalmente, chi è contrario alla monetizzazione (espansione monetaria) addita l’esempio americano: la Federal Reserve ha appunto creato trilioni di dollari con cui ha inondato l’economia, senza che l’economia americana si riprendesse veramente. Obiezione ragionevole, nessuna soluzione è oggi sicura, siamo in acque inesplorate. Ma tendo a dar qualche ragione a Stephen King, economista capo alla HSBC inglese, quando dice: «Il problema è che la BCE non vuole mostrarsi nellatto di monetizzare il debito pubblico degli Stati, ma se lalternativa alla creazione di moneta è il collasso delleuro o la discesa nella depressione, allora una massiccia espansione dei bilanci BCE è un prezzo che val la pena di pagare».

Creare trilioni dal nulla provoca inflazione (ma solo quando venga innescata una ripresa, oggi di là da venire), svaluta l’euro, e nello stesso tempo annacqua il debito pubblico dei Paesi-cicala: il che non è necessariamente un male per Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda. Ma è un male per l’economia tedesca e le banche tedesche, con quelle francesi notevoli detentrici dei nostri BTP, bonos spagnoli ed altri titoli del Club Med.

Invece, la BCE ha preso la decisione intermedia come al solito, comprando 2 miliardi di euro di debito italiano e spagnolo. Ciò ha dato un certo respiro, poichè gli interessi che l’Italia deve pagare sono scesi alquanto. Ma sono scesi, si noti, meno di quanto siano scesi quelli sul debito spagnolo. Anche prima dell’intervento della BCE, del resto, a fine giugno, gli interessi richiesti dai creditori (speculatori, chiamateli come volete) sul debito italiano erano saliti il doppio di quelli iberici.

Il che significa che l’Italia è l’elefante nella cristalleria, e l’entrata di tale elefante nella crisi monetaria, ha cambiato i termini della questione. Per esempio: lo stesso intervento da 2 miliardi della BCE per sostenere i nostri titoli e quelli spagnoli rischia di accelerare, anzichè sventare, il dramma già vissuto dalla Grecia: l’essersi trovata esclusa dai mercati finanziari.

Dopo essere stati sotto la tenda ad ossigeno della Banca Centrale, saremo capaci di tornare sui mercati e chiedere i prestiti che ci servono, senza supporto dell’ossigeno? Se ne dubita. Tanto più che la spesa per gli interessi che come Stato dobbiamo rifondere agli investitori-creditori o speculatori, cresce a vette inarrivabili: da 65,5 miliardi del 2006 ai 76 del 2001, salirà a 97,6 miliardi nel 2014, per la meccanica conseguenza del rialzo dei tassi a noi richiesti, via via più esosi in quanto diventiamo sempre più pericolosi come debitori.

Il che dimostra la gravità della situazione: l’intervento della BCE per comprare i nostri BOT, anzichè un bene, diventa fonte di destabilizzazione e di contagio, erodendo la credibilità delle economie forti o tali ritenute (la Francia è stata trascinata nella zona pericolo). E come dice Daniel Gross, guai se il fondo di stabilizzazione creato inizialmente per la Grecia (lo EFSF) fosse rimpinguato fino a 2 mila miliardi di euro per ampliare questo genere di acquisti di debiti pubblici: «Più grosso lo EFSF, più veloce leffetto-domino».

E ciò dimostra un altro fatto: l’eurozona è un sistema che, a forza di imporre misure amministrative per forzare la stabilità, provoca reazioni sempre più destabilizzanti da parte della speculazione. O come sancì l’economista Hyman Minsky, specialista delle instabilità economiche, in un sistema finanziario e monetario mulfunzionante, «la stabilità è in se stessa destabilizzante».

L’Europa è questo sistema, fin dal principio concepito male, nella furbesca convinzione dei poteri forti che lo vollero, che una crisi monetaria epocale avrebbe costretto gli Stati ad implorare l’aiuto della UE, demandando ad essa le ultime briciole di sovranità.

A crisi venuta, invece, l’effetto è piuttosto il contrario. Anche la proposta di emettere eurobond, oltre che impossibile per la persistente opposizione tedesca, è ormai superata come soluzione. Resta solo il Quantitative Easing, ossia la stampa a manetta di euro sul modello Federal Reserve? Anche quella è una soluzione incerta, e invisa a Berlino. Ma Berlino che ci impone le austerità, sta creando la situazione di collasso, la quale ingoierà anche la sua forza economica.

C’è un’altra soluzione: rompere l’euro in due (4). L’Euro-Nord (moneta di Germania, Olanda, Austria, Finlandia e forse Francia) e l’Euro-Sud (di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, e forse Francia). La misura sarebbe meno caotica ed esplosiva del ritorno di ciascun Paese alla sua vecchia moneta nazionale (con relativo immmane problema di conteggiare debiti e crediuti, attivi e passivi) – e potrebbe ancora essere gestita dalla BCE, come una sorta di holding e clearing house, in rapporto con due sole Banche Centrali, la Nord e la Sud.

L’euro-Sud si svaluterebbe immediatamente verso l’Euro-Nord, restituendo al Club Med la competitività perduta, e quindi il ritorno alla crescita in un breve volger di mesi. La Spagna ha da digerire la bolla immobiliare: un milione di case invendute sul gobbo delle sua banche. Queste dovrebbero abbassare i prezzi, ma non lo fanno per non deprezzare quei loro presunti attivi nei loro libri contabili, e l’effetto negativo che avrebbe sui mutui. Con la moneta svalutata, questo problema sarebbe risolto elegantemente: i prezzi delle case invendute diventerebbero attraenti per acquirenti della zona Euro-Nord, e ad altri benestanti del mondo.

Il turismo tornerebbe ad essere conveniente per gli stranieri desiderosi di visitare Spagna, Italia, Grecia, Portogallo. E non solo i turisti potrebbero permettersi soggiorni più lunghi, ma anche acquisti più spensierati: apparirebbero sul volo di ritorno carichi di Armani, Gucci, D&G, e varie zapatillas, bottiglie di Porto e Fundador. Ciò significa aumento dei consumi.

La soluzione a due euro sarebbe, ovvio, piena di problemi tecnici e sociali (per esempio, come valutare i debiti pubblici del Club Med: pagabili nel loro euro o in quello tedesco?), da studiare accuratamente. Ma potrebbe aiutare, politicamente, il fatto di presentarlo non come un divorzio definitivo, ma come una separazione temporanea, che non esclude future convergenze, una volta che i Paesi periferici siano tornati a crescere (e che l’Italia abbia risolto il suo problema principale: affamare la bestia della funzione pubblica centrale, regionale, provinciale, comunale, eccetera, scuotendosi di dosso il costo della politica).

Per i cittadini italiani, sarebbero anni duri – ma almeno con una prospettiva positiva. Le austerità e le pseudo-manovre attuali promettono parimenti anni di stenti e di miseria, ma senza altra prospettiva che quella di continuare a servire il debito da 97 miliardi annui, in eterno, come Sisifo. È quello che vuole Draghi, a nome dei banchieri.

Nella soluzione a due euro, a perderci sarebbe la Germania (l’Italia è il suo primo concorrente industriale, e ridiventa competitiva). Il che spiega che la cosa non si farà, se non sull’orlo dell’abisso, sotto la minaccia di una bancarotta italiana.

Quel che ci mancano, in Europa, sono i politici di coraggio. Capaci di capire, e di far capire alle loro opinioni pubbliche, che la politica consiste «nella scelta fra il disastroso e lo sgradevole», come disse Galbraith. Ed oggi più che mai.

Per non avere il coraggio di esigere da noi lo sgradevole, ci manderanno davvero al disastro?




1) L’ufficio-studi UIL pone la cifra del costo della politica più in basso: a 18,3 miliardi di euro l’anno, a cui aggiunge 6,4 miliardi dovuti a «un sistema istituzionale sovrabbondante» (pletorico). Si tratta pur sempre, ammette la insospettabile UIL, del 12,6% del gettito IRPEF, pari a 646 euro annui per contribuente (costi-perconferenza.pdf)
2) Per esempio. non mi pare che il geniale Calderoli, sedicente ministro della semplificazione, sia riuscito a chiudere uno dei più costosi enti inutili: l’UNIRE, l’ente per il miglioramento delle razze equine. Scopo che poteva avere anche un fondamento nel 1932 quando l’UNIRE fu fondato, ma non oggi. Di fatto l’UNIRE gestisce gli ippodromi, che sono in perdita per mancanza di pubblico: di fatto, noi contribuenti italiani sussidiamo i signori che si dilettano di ippica, e possiedono delle scuderie da gara. Al ritmo di 100 milioni di euro l’anno. L’UNIRE, che ne costa 250, è riuscito anche ad accumurale un debito di 83 milioni. Ha 176 dipendenti che totalizzano 4.528 giorni di assenza (forse vanno a lezione di equitazione) ma, in base al contratto integrativo del 2008, si spartiscono 276 mila euro di indennità di ente, 140 mila di straordinari, 25 mila per i turni, 350 mila di salario di professionalità e un milione e 138 mila euro di compensi incentivanti. Esistono altri mille enti della stessa inutilità, che il governo Bunga-Bunga s’è ben guardato dal chiudere.
3) Si veda l’ottimo studio CONTRO-INCHIESTA SUL DEBITO PUBBLICO ITALIANO E LA SUA SOSTENIBILITA'. Qui, da parte della sinistra, si propone il ripudio sovrano del debito.
4) Uno studio sulla divisione dell’euro in due, si legge qui: Break the euro zone in two



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Commenti  

 
# gufo67 2011-08-17 08:18
Penso che il Direttore abbia ragione, raro esempio di coerenza e di onestà intellettuale. Certo per chi riesce a ritagliarsi un po' di tempo per leggere articoli come questo, senza poter far nulla, la sofferenza raddoppia.
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# Dany Zenobi 2011-08-17 12:22
Un'idea davvero interessante questa del doppio euro. Avrebbe però un ulteriore ostacolo di fronte, oltre a quelli già citati: e cioè quella di creare un euro-sud immediatamente concorrente all'euro-nord in tutto e per tutto. Si decreterebbe praticamente l'esistenza di una seconda Unione Europea con le aziende dei Paesi Club Med, ora di nuovo competitive, alla conquista dei Paesi del nord che sono il mercato più vicino, accessibile e conosciuto. Il nord si troverebbe a fronteggiare una concorrenza agguerrita ben più che i temuti Paesi del far east.

Un fatto positivo sarebbe che anche il Nord sarebbe costretto a svalutazioni competitive, rendendo tutta la zona euro economicamente più forte rispetto al resto del mondo e con un pò più di inflazione. Ma cosa potrebbe davvero succedere in un caso come questo è quasi un mistero.

Di certo nessuno si può illudere di continuare a reggere le sorti dell'Europa con le ultime politiche decretate dai vari Trichet-Draghi: nessun popolo di nessun paese europeo potrà reggere una seconda devastante recessione come quella che ci stanno per servire. Prevedo movimenti tellurici molto forti nella società italiana dopo le ferie, quando tutti noi, rientrati dal dolce far nulla sotto l'ombrellone, ci scopriremo ancora di più vessati, tartassati, spolpati e con la prospettiva, decretata ultimamente da Amato come doverosa, di dover lavorare ancora di più per continuare a gonfiare le tasche dei parassiti di tutta Europa.
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# Ubaldo 2011-08-17 16:47
Eccome se raddoppia...!
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# kaiuss 2011-08-17 08:50
L'idea dei due euro è buona. Per questo è inapplicabile.
Eppoi forse solo un disastro totale come il tracollo totale della nostra economia renderebbe possibile una rivoluzione in grado di rovesciare definitivamente la casta. Finchè il sistema sopravvive, la casta prospera. Solo la morte del sistema provoca la morte della casta. La morte della casta è l'unica speranza per l'Italia. Muoia Sansone con tutti i filistei.
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# grilmi 2011-08-17 16:07
Secondo me è un po' troppo ottimista, la vera casta non sarà mai rovesciata perchè nessuno la conosce, al massimo verrano sacrificati alcuni dei volti noti usati come capri espiatori, come responsabili della crisi e le cose continueranno esattamente come negli ultimi 4 secoli...
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# DECIOMERIDIO 2011-08-17 09:01
L'Italia per ora non ha fatto la fine della Grecia perchè comprende la Padania, che non esiste come Stato ma, esiste eccome, quando si tratta di pagare le tasse.
Questo lo sa perfino Gianfranco Fini.
Un recente studio ha evidenziato come la fedeltà fiscale della Calabria sia inferiore di 5 volte a quella della Grecia che, tutti sanno essere particolarmente disastrata fiscalmente.
Qualsiasi sia la moneta che adotteremo, non ne verremo fuori senza esserci prima liberati da questa zavorra.
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# Centuri 2011-08-21 14:55
Le tasse le pagano lavoratori dipendenti e pensionati. Padani o terroni che siano. La "zavorra" non è geografica ma sociale.
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# DECIOMERIDIO 2011-08-17 09:28
L'UNIRE è un ente inutile che ha sempre dato da mangiare alla cosiddetta destra storica: fin dai tempi di Almirante l'MSI di allora ha sempre piazzato nell'ente numerosi impiegati e dirigenti che nella miglior ipotesi erano INCOMPETENTI.
L'MSI è sempre stato un partito terron-assistenzialist a che è sempre vissuto di ciò che cadeva (... che veniva fatto cadere...) dal desco democristiano.
Non a caso, quando Fini ha visto che la riforma federale stava prendendo corpo, è uscito dal governo cercando di farlo cadere.
In seguito si è alleato (ma guarda che coincidenza!) proprio con gli ex democristiani quali Casini.
Per affinità filogenetica ancora prima che politica.
In politica fai le cose solo se hai i voti: se hai i voti, puoi agire altrimenti, anche se hai le idee più belle del mondo, ti devi fermare.
Se Calderoli non riesce ad abolire un ente del genere la colpa non è sua, ma di tanti idioti che hanno riempito di voti il partito di Alleanza Nazionale mentre ora riempono le piazze per protestare contro "la casta".
La casta più pericolosa d'Italia è quella degli idioti.
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# Dany Zenobi 2011-08-17 15:00
Io ho votato per un decennio AN e ne sono stato un rappresentante nel consiglio comunale del mio paese, ma non mi sento un idiota, nè credo si debbano definire così i tanti come me che hanno aderito ad un partito per lottare contro le sinistre (e per tanti altri buoni motivi), solo perchè adesso Fini ha deciso di seguire altri interessi, suoi e dei suoi nuovi e vecchi padroni, e perchè dentro
l'UNIRE ci sono gli imbucati di AN. Semplicemente ci sono nuove sfide da affrontare e la destra è svanita per tanti motivi, per cui agisco in modo differente da prima. Allo stesso modo tu Decio dovresti essere consapevole che votare il Carroccio non è il toccasana di tutti i mali. La Lega come ogni partito porta (poche) cose buone e ne fa (molte) di cattive (vedi per esempio la sua opposizione all'eliminazione delle provincie) ma non definirei mai idioti i suoi elettori. Chiedo cortesemente più correttezza nello sparare le sentenze.
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# DECIOMERIDIO 2011-08-17 16:20
Aboliamo le provincieeeeeee eee!
Bisogna abolire l'Italietta marocchina, non le provincie.
Sono d'accordo ad abolire le provincie a patto di licenziarne tutti i dipendenti: se li trasferisci alle regioni, mi spieghi dov'è il risparmio?
Lo stesso dicasi per le strade provinciali: se abolisci le provincie le strade passano alla regione e ai comuni e non c'è nessun risparmio.
Aboliamo le prefetture che nessuno elegge.
Già la democrazia italiana è poca cosa: facciamoci anche levare una scheda elettorale e vedremo che risparmi.
Nel programma elettorale firmato dala Lega era prevista
l'abolizione delle provincie INUTILI, non di tutte le provincie, ed è ciò che la Lega ha fatto.
La battaglia per l'abolizione delle provincie è uno dei tanti specchietti per le allodole (idiote) che Roma mette
in campo per sviare il problema della sua inefficienza e ribaltarlo sugli enti locali che NUTRONO, con le loro tasse, la cloaca romana.

D'altra parte è noto che gli elettori padani siano fondamentalment e degli idioti politicamente: grandi lavoratori affetti da Calvinismo di importazione mitteleuropea ma politicamente delle nullità, tanto che passano ore e ore a discutere di simili sciocchezze ma non si chiedono come mai, quando si cerca di far pagare il pedaggio sul grande raccordo anulare di Roma, si mobilitino TUTTI i partiti ed i Tribunali in poche ore ti rispondano che
la cosa non si può fare!
Ve le meritate le battaglie per abolire le Provincie! Come pure i film di Alberto Sordi!
E' così difficile da capire?
La campagna innescata dai vari Rizzo e Stella nonchè Beppe Grillo per delegittimare TUTTA LA POLITICA E TUTTI I POLITICI, serve solo per preparare il terreno ad un colpo di stato MODERNO, con l'avvento di un governo tecnico (i tecnici, si sa, non rubano!)guidato da Mario Monti o chi per lui e privatizzare ciò che è rimasto da vendere in Italia: Poste, Ferrovie, ENEL, Finmeccanica, Fincantieri.

Lascia che questi vincano e poi vedrai che risparmi avrai, altro che le Provincie.
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# Maurizio Blondet 2011-08-18 07:48
Il risparmio dall'abolizione delle provincie consiste (consisterebbe) nell'abolizione dei costi politici: non sarebbero abolite le funzioni tecniche che le provincie compiono, ma i parlamentini, i governicchi, i premieruzzi di ogni provincia. In pratica, sarebbe abolito il costo di spese per lo più clientelari che questa "demokrazia" produce incessantemente : moltiplicazioni di poltrone, consulenze, tangenti, malversazioni. Si tratterebbe di un ritorno al passato, quando appunto le provincie erano organi tecnico-amministrativi, non-politicizzati. La sua obiezione, caro Deciomeridio, è chiaramente d'ispirazione leghista: ho sentito l'euro-dep. Speroni dire, appunto, che si vuole abolire la "democrazia" nelle provincie. Ma abbiamo già tanti livello di "democrazia" - comuni, Regioni, governo centrale; non le bastano? Quanta demokrazia possiamo ancora permetterci?
Maurizio Blondet
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# DECIOMERIDIO 2011-08-18 13:45
Facendo un discorso ancora più leghista, mi accontenterei che venissero abolite solo le provincie del sud, solo i comuni del sud, solo le regioni del sud come quella calabra che da anni non si preoccupa nemmeno di presentare un bilancio, benchè falso.

Ecco perchè non amo Tremonti: i tagli lineari del 10% a tutti i ministeri li sapeva fare anche il mio macellaio.

Ma penalizzare gli enti locali del sud perennemente in dissesto avrebbe provocato l'insurrezione dei deputati PDL
(ma anche PD) che avrebbero gridato al razzismo.

Molti deputati del sud inoltre, vengono eletti in Padania, mentre l'inverso avviene assai raramente: ennesima prova della imbecillità politica del ceto medio (mediocre) del nord, incapace persino di farsi rispettare.

Un esempio? L'ex coordinatore LOMBADDO di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa, eletto a Milano.

Quindi, per tenere assieme questo governo del menga, Tremonti ha fatto "il democratico politicamente corretto" ed ha penalizzato ancora una volta i Comuni del nord.

Come vede in questo lercio Paese, qualsiasi legge tu faccia, o penalizzi il nord o penalizzi il sud: due entità ormai troppo differenti che si elidono a vicenda.
Solo la separazione delle due entità potrà portare un poco di chiarezza: non si risolveranno tutti i problemi ma un poco di chiarezza, di questi tempi, per me sarebbe già molto.

Senza rancore la saluto e le faccio i miei auguri per la sua salute: tenga duro perchè abbiamo ancora bisogno di lei.

DECIOMERIDIO
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# Dany Zenobi 2011-08-20 13:58
Riguardo i costi delle provincie la risposta del Direttore è esemplare: non avrei saputo dir meglio in cosi poche righe. E' vero che il sud soffre un maggiore lassismo di governo, soprattutto a causa dei politici e non tanto della sua gente, ma dividere l'Italia sarebbe una pazzia e un errore madornale. Ci serve una classe politica nuova e cristiana, in grado di trasformare le emergenze in opportunità invece di buttarle alle ortiche. Sviluppare il sud, una terra ricchissima di cultura, genti e risorse, è un investimento per il futuro, fare il contrario è solo mero tornaconto di una politica del giorno dopo giorno, come succede con la Borsa. La verità è che le provincie inutili per la Lega non sono quelle più piccole o quelle del sud, ma quelle che lei non governa! Se poi vogliamo parlare della proposta di trasferire sedi ministriali distaccate a Monza, allora eliminiamo il ministero della semplificazione di Calderoli e compagnia cantante, poichè è diventato l'ennesimo ente inutile in Italia!
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# amsicora 2011-08-18 15:58
A capo del governo non c'è nè Berlusconi, né Calderoli, né, tantomeno, Speroni, ma il presidente dell'Aspen... ma nell'articolo non viene nemmeno citato...
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# amsicora 2011-08-18 16:13
ah, dimenticavo...
il membro (absit iniuria verbis) bildeberg è quello che vuole migliorare la produttività dell'italia...abolendo le feste! (nella segretissima riunione in svizzera deve essersi sicuramente addormentato...)
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# DECIOMERIDIO 2011-08-17 16:38
Ho chiamati idioti SOLO quegli elettori che hanno votato AN e poi protestano conto "la casta", non tutti gli elettori di AN: chi è terron-assistenzialist a e vota AN, è COERENTE.
Non lo è chi vuole invece uno Stato leggero: ha semplicemente sbagliato partito.
Tutto qui.
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# FabioT 2011-08-17 09:51
Hai ragione gufo, come ovviamente ha ragione il Direttore... che ansia.
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# publied 2011-08-17 10:20
Una lucida analisi, foriera di spunti interessantissi mi di riflessione.
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# Pierpaolo 2011-08-17 11:23
«A questo punto l’eurozona necessita di una massiccia infusione di liquidità», ha spiegato Daniel Gross del Centre for European Policy Studies, «altrimenti vedremo la paralisi del mercato interbancario che si verificò dopo la bancoarotta Lehman, e che trascinò l’economia in immediata recessione».

Sì, ma se banche nostrane i soldi avuti a PUF dalla BCE non trovano niente di meglio che investirli in BOT?
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# albertotardivo 2011-08-17 11:43
La soluzione di tutto questo è sempre la solita: sovranità monetaria!
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# spitfire 2011-08-17 15:36
Concordo, e aggiungo "ripudio del debito" e "uscita dalla Comunità Europea" (il Trattato di Lisbona, stranamente, prevede questa possibilità).
Certo non sarebbe indolore, ma almeno i sacrifici servirebbero a qualcosa.
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# amsicora 2011-08-17 16:29
Ma come uscire dall'UE col presidente dell'Aspen al governo?
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# gustavo d 2011-08-22 12:31
Io mi chiedo perché l'Italia non monetizza il suo debito, almeno quello che è ancora in Italia (circa il 60%), mettendolo a carico delle banche. Basterebbe trasformare il debito in moneta elettronica (una piccola correzione della contabilità) di fatto creando moneta. Un po' quello che succede quando la BCE compra titoli di Stato.
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# Dany Zenobi 2011-08-24 09:48
Questa piccola "correzione di contabilità" avrebbe effetti imprevedibili (non è mai successo nella storia una iniezione di liquidità pari 1.000 miliardi di euro in un solo giorno!) ma riassumibili alla fine in una inflazione galoppante per l'Italia, il cui sistema industriale diverrebbe in breve tempo fuori mercato rispetto ai concorrenti mondiali senza la possibilità di svalutare.

I detentori del debito (istituzioni finanziarie, ma anche semplici cittadini e famiglie italiane) riavrebbero disponibili i soldi prima investiti nei titoli di Stato e inizierebbero a cercare dove investirli, acquistando terre, case, aziende, altri titoli stranieri, ecc. Tutta questa disponibilità di denaro farebbe calare gli interessi (buono per aziende e famiglie con debiti) e muoverebbe di colpo una economia asfittica (aumentano gli acquisti di ogni genere) ma tutto questo ben presto si scaricherebbe sul prezzo di ogni sorta di beni, dagli alimentari al prezzo delle case, mentre i salari tenderebbero a rimanere fermi perchè altrimenti tutto il sistema industriale inizierebbe a perdere competitività.

Ben presto tutto il benessere acquisito verrebbe eroso dall'inflazione, la quale una volta innescata tende ad autoalimentarsi . Il tutto prenderebbe l'aspetto di una bolla economica a media scadenza (3-5 anni) e ci ritroveremo in un Paese con un costo della vita assolutamente insostenibile per la gran parte dei suoi cittadini. Ricomincerebbe quindi un nuovo ciclo di depressione con persistenza di inflazione e disagio sociale che reclamerebbe l'intervento assistenziale dello Stato il quale ricomincerebbe a fare debito per sostenere l'economia.

Si ripartirà quindi da una nazione con un costo della vita molto alto, una classe media erosa e divisa tra cittadini più poveri incapaci di sostenere il costo della vita e cittadini più ricchi che detengono asset di ogni tipo ma dai ricavi in diminuzione continua, un sistema aziendale in genere fuori mercato connotato da bassa produttività e uno Stato assai meno indebitato ma costretto a rifare debito perchè le sue entrate non consentono di reggere le nuove emergenze intervenute e anche incentivato a rifare debito perchè comunque l'alta inflazione rende quel debito meno oneroso.

Esiste una classe politica in grado di dire che l'economia è la scienza dell'equilibro; qualunque mossa che non tiene conto di questo suo aspetto rischia di creare più problemi di quanti apparentemente ne risolva al momento.
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# versus61 2011-08-17 12:01
Se ci si mette a ragionare nei termini imposti dai signori del "mercato" siamo fottuti.
Qui o si tolgono le leve monetarie dalle mani di questi banditi o finiremo schiavi di una congrega di banchieri e multinazionali che sta distruggendo il tessuto sociale delle nazioni.
Non so se ve siete accorti, ma siamo in guerra signori e l'ultimo baluardo che difende i nostri diritti di uomini e cittadini (la costuituzione) è sotto attacco.
Diamoci una svegliata, please.
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# lucianob 2011-08-17 13:10
Tutto vero ciò che ci dice direttore.
...
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Capiamo il suo generoso anelito di reagire organizzando qualcosa di concreto. Non è certo però, a nostro giudizio, una soluzione l'unione col trinariciuto castarolo (deputato europeo) Chiesa. Costui ha scoperto, 4 anni dopo Blondet, che nella vicenda dell'11 settembre c'era qualcosa di non chiaro; essendo però privo dele categorie culturali controrivoluzio narie pensa a complotti della CIA, banalmente riconducibili a motivazioni economicistiche . Oltretutto se gli si nomina Blondet pensiamo gli venga l'orticaria.
In Russia ci risulta sia legato alla cricca Gorbaciov, cioè all'ambiente mondialista che ha distrutto queel Paese prima che Putin ponesse rimedio.
FdF
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# versus61 2011-08-17 15:59
A chi è rivolta questa replica?
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# Luigi B. 2011-08-17 13:38
I nostri politici sono i camerieri dei banchieri internazionali [cioè gli usurai planetari] che li hanno messi lì apposta per fare i loro comodi. Per questo non nutro alcuna speranza; pure Tremonti, con la sua accademica insistenza sugli eurobond, mi pare aver perso la rotta. Sarò pessimista ma vedo solo sacrifici per servire il debito, ovvero inutili, e nulla più.
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# amsicora 2011-08-17 13:56
Nella manovra c'è il ritorno dello stato di Polizia tributaria vagheggiato da Visco e realizzato dal presidente dell'Aspen e più importante membro Bildeberg italiano:

1- abolizione del contante, così lo Stato ci controlla meglio.
l'anno scorso il limite era 5.000euro, quest'anno 2.500, l'anno prossimo magari 1.000, poi 500, 100 e alla fine verrà vietato: solo assegni nt, bonifici, carte di credito (le banche festeggiano)

2- spesometro: i negozianti e le banche sono costrette a fare i delatori dei propri clienti inviando al fisco tutte le nostre spese (sempre sopra i 2.500).

Così ad esempio il fisco potrà spiare i nostri conti e chiederci le ragioni di ogni nostra spesa (la macchina nuova, il bagno rifatto...).

Manco in Unione Sovietica!
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# sursumcorda 2011-08-17 14:44
L'Euro ha trasformato il Dio Uno e Trino nel dio uno e quattrino. Col doppio Euro passeremo al dio bino e tapino.
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# Pietro G 2011-08-17 15:54
A me queste riunioni di crisi dei leader europei danno l'impressione dei naufraghi che annaspano alla ricerca di qualcosa che galleggi.
Prendete l'ultimo vertice europeo tra la Merkel e Sarkozy, si vuole creare un governo economico dell'Europa, capace di dettare la linea economica e fiscale a tutti i Paesi, con a capo una persona non eletta da nessuno, quindi: a passi veloci verso la dittatura.
Si vuole introdurre il pareggio di bilancio nella Costituzione dei vari Paesi, ma, come si legge sul sito di Marine Le Pen, in Francia questa regola è modificabile ad ogni momento dal Parlamento francese, quindi: una vera presa in giro. L'unica misura degna di nota è la Tobin Tax, un passetto nella giusta direzione totalmente insufficiente a stabilizzare un sistema finanziario fuori controllo.
Da notare inoltre:
- Con la seconda tranche degli aiuti alla Grecia si raggiunge quota 250 miliardi, il debito greco complessivo è di 340 miliardi. Non sarebbe stato meglio azzerare il debito, reintrodurre la dracma e ripristinare la competitività e la crescita di una economia che è ormai allo sbando?
- Gli eurobond rischiano di essere definitivamente defunti a settembre perchè la Corte Costituzionale tedesca si deve pronunciare sugli aiuti alla Grecia e in una sentenza precedente aveva escluso che la Germania potesse partecipare ad un sistema di perequazione con gli altri Stati europei. Questa è la ragione per cui la Merkel si è impuntata.
- L'euro mediterraneo andrebbe bene solo nel caso in cui i nostri debiti fossero poi ricalcolati nella nuova valuta, altrimenti finiamo subito come la Grecia.
- Il clima economico mondiale si fa molto brutto, come dice il Direttore, perchè una serie di Paesi sono, o si apprestano ad entrare, in recessione. Noi però aumentiamo le tasse. Prepariamoci al peggio.
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# amsicora 2011-08-17 18:36
Evidentemente il "governo economico europeo" non è altro che il primo passo verso il "governo mondiale" auspicato dall'inquilino del Quirinale e dal caporione dei bildeberg italiani... la crisi economica di questi anni (e dei prossimi anni) renderà tutto questo "digeribile" dai cittadini.
In ogni caso verrebbe fatto anche contro la nostra volontà.
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# Pietro G 2011-08-17 21:55
La UE assomiglia sempre più alla vecchia Unione Sovietica. Cameron ha già minacciato l'uso dell'esercito in caso di nuovi disordini.
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# amsicora 2011-08-18 15:13
Immagina se, invece che a Londra, gli stessi fatti fossero accaduti, che ne so, a Teheran... la solita lobby avrebbe strillato alla "violazione degli diritti umani" e richiesto subito un embargo, se non addirittura l'intervento dell'ONU a tutela degli "insorti"...
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# raff 2011-08-17 16:22
1 - Mutazioni nell'ordinamento economico

a) Relazioni fra capitale e operai

101. Orbene, Leone XIII adottò ogni mezzo per disciplinare questo ordinamento economico, secondo le norme della rettitudine; sicché è evidente che esso non è in sé da condannarsi. E infatti non è di sua natura vizioso: allora però vìola il retto ordine, quando il capitale vincola a sé gli operai, ossia la classe proletaria, col fine e con la condizione di sfruttare a suo arbitrio e vantaggio le imprese e quindi l'economia tutta, senza far caso, né della dignità umana degli operai, né del carattere sociale dell'economia, né della stessa giustizia sociale e del bene comune.

102. Vero è che neppure oggi è questo il solo ordinamento economico vigente in ogni luogo; un'altra forma vi è che abbraccia ancora grande moltitudine di persone, importante per numero e potere, quale, ad esempio, la classe degli agricoltori, in cui la maggior parte del genere umano si procura con probo e onesto lavoro quanto è necessario alla vita. Anche essa ha le sue angustie e le sue difficoltà, alle quali allude il Nostro Predecessore in parecchi tratti della sua enciclica e Noi pure in questa vi abbiamo più di una volta accennato.

b) Capitalismo industriale

103. Ma, l'ordinamento capitalistico dell'economia, col dilatarsi dell'industrialismo per tutto il mondo, dopo l'enciclica di Leone XIII si è venuto esso pure allargando per ogni dove, a tal punto da invadere e penetrare anche nelle condizioni economiche e sociali di quelli che si trovano fuori della sua cerchia, introducendovi in certo modo la sua impronta.

104. Perciò quando invitiamo a studiare le trasformazioni che l'ordinamento capitalistico dell'economia subì dopo il tempo di Leone XIII, non solamente procuriamo il bene di coloro che abitane in Paesi dominati dal capitale e dall'industria, ma di tutto intero il genere umano.

c) Concentrazione della ricchezza

105. E in primo luogo ciò che ferisce gli occhi è che ai nostri tempi non vi è solo concentrazione della ricchezza, ma l'accumularsi altresì di una potenza enorme, di una dispotica padronanza dell'economia in mano di pochi, e questi sovente neppure proprietari, ma solo depositari e amministratori del capitale, di cui essi però dispongono a loro grado e piacimento.

106. Questo potere diviene più che mai dispotico in quelli che, tenendo in pugno il danaro, la fanno da padroni; onde sono in qualche modo i distributori del sangue stesso, di cui vive l'organismo economico, e hanno in mano, per così dire, l'anima dell'economia, sicché nessuno, contro la loro volontà, potrebbe nemmeno respirare.

107. Una tale concentrazione di forze e di potere, che è quasi la nota specifica della economia contemporanea, è il frutto naturale di quella sfrenata libertà di concorrenza che lascia sopravvivere solo i più forti, cioè, spesso i più violenti nella lotta e i meno curanti della coscienza.

108. A sua volta poi la concentrazione stessa di ricchezze e di potenza genera tre specie di lotta per il predominio: dapprima si combatte per la prevalenza economica; di poi si contrasta accanitamente per il predominio sul potere politico, per valersi delle sue forze e della sua influenza nelle competizioni economiche; infine si lotta tra gli stessi Stati, o perché le nazioni adoperano le loro forze e la potenza politica a promuovere i vantaggi economici dei propri cittadini, o perché applicano il potere e le forze economiche a troncare le questioni politiche sorte fra le nazioni.

d) Funeste conseguenze

109. Ultime conseguenze dello spirito individualistic o nella vita economica sono poi quelle che voi stessi, venerabili Fratelli e diletti Figli, vedete e deplorate; la libera concorrenza cioè si è da se stessa distrutta; alla libertà del mercato è sottentrata la egemonia economica; alla bramosia del lucro è seguita la sfrenata cupidigia del predominio; e tutta l'economia è così divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele. A ciò si aggiungono i danni gravissimi che sgorgano dalla deplorevole confusione delle ingerenze e servizi propri dell'autorità pubblica con quelli della economia stessa: quale, per citarne uno solo tra i più importanti, l'abbassarsi della dignità dello Stato, che si fa servo e docile strumento delle passioni e ambizione umane, mentre dovrebbe assidersi quale sovrano e arbitro delle cose, libero da ogni passione di partito e intento al solo bene comune e alla giustizia. Nell'ordine poi delle relazioni internazionali, da una stessa fonte sgorgò una doppia corrente: da una parte, il nazionalismo o anche l'imperialismo economico; dall'altra non meno funesto ed esecrabile, l'internazionalis mo bancario o imperialismo internazionale del denaro, per cui la patria è dove si sta bene.

e) I rimedi

110. Ora, con quali mezzi si possa rimediare a un male così profondo, già l'abbiamo indicato nella seconda parte di questa enciclica, dove ne abbiamo trattato di proposito sotto l'aspetto dottrinale: qui ci basterà ricordare la sostanza del Nostro insegnamento. Essendo dunque l'ordinamento economico moderno fondato particolarmente sul capitale e sul lavoro, devono essere conosciuti e praticati i precetti della retta ragione, ossia della filosofia sociale cristiana, concernenti i due elementi menzionati e le loro relazioni. Così, per evitare l'estremo dell'individualismo da una parte, come del socialismo dall'altra, si dovrà soprattutto avere riguardo del pari alla doppia natura, individuale e sociale propria, tanto del capitale o della proprietà, quanto del lavoro. Le relazioni quindi fra l'uno e l'altro devono essere regolate secondo le leggi di una esattissima giustizia commutativa, appoggiata alla carità cristiana. È necessario che la libera concorrenza, confinata in ragionevoli e giusti limiti, e più ancora che la potenza economica siano di fatto soggetti all'autorità pubblica, in ciò che concerne l'ufficio di questa. Infine le istituzioni dei popoli dovranno venire adattando la società tutta quanta alle esigenze del bene comune cioè alle leggi della giustizia sociale; onde seguirà necessariamente che una sezione così importante della vita sociale, qual è l'attività economica, verrà a sua volta ricondotta ad un ordine sano e bene equilibrato.

LETTERA ENCICLICA
QUADRAGESIMO ANNO
DEL SOMMO PONTEFICE PIO XI
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# Pietro G 2011-08-17 21:44
Al tempo di Pio XI però la finanza era ancora al servizio dell'economia reale. Ora la situazione si è rovesciata e la dottrina sociale della Chiesa, pur nella sua validità generale, ha bisogno di aggiornamenti. Anche confessando la mia ignoranza nei riguardi delle prese di posizione papali, non riesco a ricordare una sola condanna per la finanza da gioco d'azzardo, autoreferenzial e e da rapina dei nostri giorni.
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# Dany Zenobi 2011-08-24 10:12
Una grande lezione di civiltà e... di economia da parte di un grande Papa.
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# Marcel 2011-08-17 17:21
Qui sono state sventagliate posssibiltà di risoluzione della crisi.
Da nn esperto, ma tuttavia da persona sensata, mi chiedo perchè la moneta non debba ritornare ad essere una cosa seria.
Coperta da valori reali, che siano petrolio, oro o argento, o terre rare.
Insomma l'idea che si stampi a piacimento è deleteria e mi pare cozzi con il precetto di nn rubare il lavoro o i risparmi.
Mi pare che sia qui l'essenza del problema monetario e l'origine di una corruzione che si alimenta di questo fiume di artificiale richezza.
In Svizzera la questione di un ritorno al gold standard o alla libera e parallela circolazione di monete serie è già arrivata al parlamento.
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# nicolas 2011-08-18 18:43
Un certo Hitler addirittura fece di meglio: fece ancorare il valore della moneta al lavoro umano. In poche parole diede dignità a tutti i cittadini (mica sudditi) al lavoro. Meglio non si può fare ma quel tizio col suo nazionalsociali smo è il male assoluto per cui ci tocca ingurgitare la minestra dell'usura gloale. Non vorrai mica esssere tacciati di essere nazista o fascista?
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# Pierpaolo 2011-08-19 09:22
Veramente fece ancorare il valore della moneta al lavoro umano tedesco (di razza e non di cittadinanza). Non è proprio la stessa cosa di un lavoro umano generico.
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# cgdv 2011-08-17 18:20
Bell'articolo di Blondet, che tuttavia non rientra nelle mie possibilità di analisi. Mi limiterò a dire che se fossi a capo del governo chiamandomi Berlusconi, manderei a quel paese Euro ed UE per vedere l'effetto che fa. Ovviamente, il garante dei poteri Napolitano permettendo.
Giuliano
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# lucianob 2011-08-17 18:25
Qualcuno si è già mobilitato...
http://www.youtube.com/user/presidiomontecitorio#p/u/0/Kn60mxFKaGI
Luciano B
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# giorgio 2011-08-17 21:40
Ho visto quanto segnalato da Luciano B.
Il silenzio dei media su questa brava ed idealistica persona che digiuna da giugno a Roma contro i privilegi della casta politica è impressionante (con frase ormai abusata si potrebbe definire "un silenzio assordante").
Da farci una profonda riflessione...
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# EdoardoCas 2011-08-17 22:10
Grazie come sempre Direttore!
Segnalo la legge che vogliono fare in Ungheria, mettere in galera i responsabili della creazione del debito pubblico. E infatti anche oggi su Repubblica li attaccano per aver licenziato un terzo dei giornalisti pubblici.
Addirittura li accusano di diffondere le veline governative, come se qui tutti non diffondessero le stesse notizie ANSA.
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# bertrand 2011-08-17 22:19
Citazione lucianob:
Qualcuno si è già mobilitato...
http://www.youtube.com/user/presidiomontecitorio#p/u/0/Kn60mxFKaGI
Luciano B


Interessante l'iniziativa di Gaetano Ferrieri che presidia Montecitorio: come primo passo, riduzione dello stipendio dei parlamentari del 50% e taglio al 90% delle autoblu.
Spero vivamente che FdF dia maggiore visibilità a quest'iniziativa di Gaetano, non si possono solo scrivere begli articoli...
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# vitt.max 2011-08-17 22:20
Alcuni mesi fa acuni articoli parlavano della debolezza del dollaro e dell'euro come moneta con quale sostituirlo e perciò della fine dell'egemonia americana.
Ora siamo in questa situzione per puro caso? Oppure si intravede un regia occulta dietro queste manovre speculative quarda caso provenienti da oltreoceano?
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# aloisius 2011-08-17 22:26
Io speriamo che me la cavo: IO Merkel, IO Sarkozy, entrambi di fronte a nuove elezioni.
Gli eurobond silurati, una (nuova) commissione di controllo economica con probabilmente Van Rompuy come presidente, quello che aveva citato Cipro come Stato europeo finanziariament e virtuoso da prendere a esempio e che invece poco tempo fa ha dichiarato di essere sull'orlo della bancarotta, gli inglesi e gli svedesi incavolati che non ci stanno.
La Germania ha terminato la sua corsa industriale in avanti, crescita attuale 0,1%, i consumi sono retrocessi perché i tedeschi si sentono insicuri, la Francia arranca, inoltre dovrebbe modificare costituzinalmen te l'ingerenza nelle politche industriali, leggi anche favoreggiamenti delle industrie (la Lagarde è sotto accusa perché coinvolta nell'affaire del patron dell'Adidas, Tapie), le Borse deluse, che nei prossimi giorni daranno le loro risposte per cui i listini continueranno a precipitare, la maggior parte degli Stati europei, soprattutto quelli più piccoli si dovranno arrangiare con i loro bilanci negativi sotto l'occhio del dittatore occhiuto. Polonia esclusa, che è l'unico Stato ad avere ancora un attivo di bilancio.
Al TG del secondo canale tedesco ZDF delle 22h, hanno detto ironicamente che questa soluzione mira “a guardare lontano”, che tradotto significa prendere tempo perché soluzioni reali e possibili NON ci devono essere. Inoltre basta leggere i commenti sulla famosa FAZ.
Questo è il risultato di politiche che mirano esclusivamente a salvare i propri poteri a patto che si seguano gli ordini superiori: distruzione finanziaria e economica, quindi sociale europea. Barroso &.Co. applaudono.
Come previsto dal Bilderberg 2, che è una costola delle massoniche Nazioni Unite.
Il Novus Ordo si fa sempre più forte.
Il tutto si commenta da sé.
La casta nostrana esausta dalla propria inefficienza e corruzione è ancora in vacanza, ma ha fatto trapelare la propria delusione che la sua proposta degli Eurobond sia stata silurata, ma fin che vita c'è speranza, confidando nello stellone italico che si è spento da tempo.

Vale la pena di prendere in cosiderazione quello, che senza mezzi termini, ha detto il sociologo e politico svizzero Jean Ziegler noto per le sue prese di posizioni dirette:
"5 bambini al secondo muoiono tutti i giorni nel mondo, 37.000 persone di fame. Dozzine di miliardi della ONU sono stati spesi per salvare le banche, gli Stati membri attanagliati dai propri problemi interni NON pagano più le loro quote contributive, dunque mancano i soldi per i Paesi poveri. Quindi ancora più destabilizzazio ne mondiale.
Accusa i politici di prendere ordini dai banchieri, a questo proposito cita Ackermann, il potente CEO della Deutsch Bank
(in Francia e non solo lì sono i Rothschild).
Accusa l'ordine mondiale di cannibalismo e la banche di banditismo, e avverte che tutto questo sta già portando a un risveglio delle coscienze a livello mondiale, lo si vede dalle tante rivolte in giro.
Conclude dicendo che in Europa, pur avendo in molti Stati aperto gli occhi, per ora stanno calmi".
Per ora...
In tedesco c'è una frase:" Wo ein Wille ist, ist ein Weg" ovvero "Dove c'è una volontà, c'è una via". L'abbiamo notato, solo che è quella distruttiva, e qui sono colpevoli un po' tutti.
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# milvus 2011-08-17 23:47
@ cgdv (Giuliano): Concordo con lei, sebbene nemmeno io maneggi bene i numeri. Succederà che la signora Merkel potrebbe dare al Marco il valore di una moneta seria, quindi partire ancora una volta dalla Germania un cambio preoccupante, manderà a quel paese tutti quanti, si introdurrà un governo di destra, e ricomincerà il commercio del nord con la Germania.
Le tasse le devono pagare i banchieri e le loro banche, non noi.
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# pelzen 2011-08-18 00:52
Il nostro governo spende miliardi per le diverse missioni di pace in giro per il mondo e da poco è anche stata approvata la spesa per l'intervento in Afghanistan ed ovviamente anche per quello in Libia.
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# Catello 2011-08-18 03:53
Per far uscire l'Europa dalla crisi basterebbe:
- Creare un'Autorità Monetaria (AM) i cui soci, con quote diverse, proporzionali al PIL, siano gli Stati dell'Eurozona.
- Quando una banca si mette in passivo nel proprio bilancio una cifra prestata ad un cliente, non proveniente da altre banche, ma proveniente dal nulla, in aumento della massa monetaria preesistente, AM si segna in attivo tale somma, come dovutale dalla banca, per risarcirsi della svalutazione di tutti gli altri euro esistenti, a seguito di tale prestito.
- Questi utili sono ripartiti da AM tra gli Stati e sottratti al debito di ciascun Stato con le banche e con la BCE.
- Come norma transitoria AM riconteggia ed abbatte nello stesso modo anche l’ammontare del debito pregresso dovuto dagli Stati alle banche dalla nascita dell’Euro ad oggi e la BCE può ricreare senza debito con AM e ripartire tra le banche eventuali eccedenze di denaro che abbia distrutto nel suddetto periodo.
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# Alfio200 2011-08-18 07:26
"Per esempio. non mi pare che il geniale Calderoli, sedicente ministro della semplificazione , sia riuscito a chiudere uno dei più costosi enti inutili: l’UNIRE, l’ente per il miglioramento delle razze equine".

Se è per questo, c'è di molto peggio. Tutti sembrano essere d'accordo sull'abolizione degli ordini professionali (Bersani lo ha addirittura posto come condizione per "dialogare" con la maggioranza), ma, mentre una stupidaggine come le quote rosa è stata votata praticamente all'unanimità, per gli ordini professionali non si fa l'unica cosa sensata: votare "a parte" l'abolizione degli ordini (teoricamente all'unanimità) e poi passare alla finanziaria. Come già detto in precedenza, si cerca probabilmente di fare un qualcosa all'italiana del tipo anzichè abolire l'ordine dei giornalisti, il primo degli ordini (in realtà un "non ordine") da abolire, gli si cambierà il nome (un qualcosa tipo "associazione operatori dell'informazione").
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# amsicora 2011-08-18 14:37
Non capisco quale sia il beneficio dell'abolizione degli ordini...
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# Alfio200 2011-08-18 20:14
Ad esempio, per quel che riguarda l'ordine dei giornalisti, in Italia, il direttore responsabile di un periodico deve essere un giornalista o un pubblicista, mentre il direttore responsabile di un quotidiano deve essere un giornalista.

Ovvero... un amisicora tedesco, francese, inglese o altro è LIBERO di dar vita ad un periodico o un quotidiano senza dover dipendere da un pubblicista o un giornalista (il direttore responsabile è onnipotente), l'amsicora italiano... no.
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# Alfio200 2011-08-18 07:34
Dimenticavo...
Scusi, Direttore,
ma, in sintesi, Lei davvero vorrebbe uscire dall'Europa sapendo che questo significherebbe non solo mantenere il "sistema Italia", ma con tutta probabilità peggiorarlo grazie alla riconquistata "libertà dall'Europa" per quel che riguarda le caste?
Io, francamente, vedo l'Europa come "il liberatore dell'Italia" da caste e quant'altro.
E ancora...
il grosso del nostro debito pubblico è... "in lire", ovvvero è stato cumulato all'epoca dell'italica moneta. Senza euro e quindi senza limiti di spesa la storiella del debito senza tetti riprenderebbe come prima.
Messaggio all'Europa:
LIBERATECI!!
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# EMERICH 2011-08-18 09:28
Citazione Alfio200:
Dimenticavo...
Scusi, Direttore,
ma, in sintesi, Lei davvero vorrebbe uscire dall'Europa sapendo che questo significherebbe non solo mantenere il "sistema Italia", ma con tutta probabilità peggiorarlo grazie alla riconquistata "libertà dall'Europa" per quel che riguarda le caste?
Io, francamente, vedo l'Europa come "il liberatore dell'Italia" da caste e quant'altro.
E ancora...
il grosso del nostro debito pubblico è... "in lire", ovvvero è stato cumulato all'epoca dell'italica moneta. Senza euro e quindi senza limiti di spesa la storiella del debito senza tetti riprenderebbe come prima.
Messaggio all'Europa:
LIBERATECI!!!

Bella Liberazione, da quella banda, stile Liberazione '45... io credo che questo sistema, oltre che alle nostre tare indigene, sia funzionale ai mondialisti per umiliare la nostra Patria.
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# vitt.max 2011-08-18 13:18
Purtoppo in Europa comandano i banchieri e si vede da quello che fanno, tutto loro favore, quindi dalla padella alla brace.
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# vitt.max 2011-08-18 13:23
Per il debito la soluzione sarebbe solo il ripudio o la ristrutturazion e.
Tanto così non si riuscirebbe proprio a pagarlo, possono spremerci come limoni ma non basterebbe mai, come tra l'altro è successo negli ultimi anni, finanziarie da paura, ma lui lì sempre più alto.
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# spitfire 2011-08-18 15:51
Avere un governo mediocre e chiedere aiuto all'Europa è come avere un ladro in casa e chiedere aiuto ad un killer seriale.
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# Maurizio Blondet 2011-08-18 16:51
"Io, francamente, vedo l'Europa come "il liberatore dell'Italia" da caste e quant'altro".

Ah ah, questa è buona. Lei è un umorista nato.
M. B.
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# Alfio200 2011-08-19 00:22
Allora diciamo così... se devo essere comandato da un burattino dei banchieri, preferisco sia un burattino tedesco, francese o inglese. E' una sorta di discorso inverso a quello della fuga dei cervelli, ovvero gli italiani più in gamba sono apprezzati più all'estero che in patria. Burattini tedeschi, francesi e inglesi garantirebbero un po' di meritocrazia e un po' di liberismo vero (cioè anticasta).
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# amsicora 2011-08-19 13:26
Direttore, si dimentica sempre (diciamo così) di chi è il nostro "garante" in Europa...
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# gib 2011-08-18 10:28
Bellissimo articolo, che condivido pienamente. Solo, una considerazione: quando lei scrive che: "... una crisi monetaria epocale avrebbe costretto gli Stati ad implorare l’aiuto della UE, demandando ad essa le ultime briciole di sovranità", non crede che il progetto sia ancora pienamente in essere? Cioè, che questa crisi aumenterà ancora in un parossistico crollo e ALLORA scatterà questo progetto? In fondo, Draghi ancora non si è insediato: forse si aspetta che il salame venga sostituito da un Goldman e allora sarà tutto più operativamente fattibile. Che ne pensa?
Saluti
Giacomo - gibì
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# ryu21 2011-08-18 11:13
Ma Tremonti con i suoi libricini di "economia "per tutti" e le sue illuminanti soluzioni da mago Merlino di qualche anno fa che fine ha fatto?!!!
Bravo complimenti, Giulio, dai, che c'è ancora margine di peggioramento!
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# rosalina 2011-08-18 14:50
«A questo punto l’eurozona necessita di una massiccia infusione di liquidità altrimenti vedremo la paralisi del mercato interbancario che si verificò dopo la bancoarotta Lehman, e che trascinò l’economia in immediata recessione». Questo era Daniel Gros l'altro giorno; oggi invece in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, alla domanda: "Come giudica la mega manovra-italiana?" ha risposto: "Indispensabile, è chiaro... anche perché rimane un mistero il perché l'Italia cresca meno della Germania, con investimenti superiori a quelli tedeschi e il recente aumento del livello di istruzione... d'altra parte la Germania ha preparato per oltre un decennio il calo del tenore di vita. E abbassando i prezzi è tornata competitiva. E adesso esporta. Ora tocca fare lo stesso all'Italia e alla Spagna".
Daniel questa volta l'hai fatta veramente Gros!
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# Nicola M. 2011-08-18 18:02
Il professor Mario Baldassarri, persona seria e altamente competente che ho avuto l'onore di conoscere, valuta in 180 miliardi l'anno i costi e sperperi annessi al sistema politico italiano. Questa è una noizia bomba. Basterebbe che la famigerata spectre Equitalia dirottasse i suoi pignoramenti verso la genìa imputata per risolvere parecchie delle italiche problematiche. Di converso, riducendo i pignoramenti che fanno letteralmente chiudere le micro e piccole si darebbe ossigeno, appunto, alla economia reale di piccole imprese vero motore di una economia dal volto umano utile ad arrestare l'aumento delle masse diseredate. Sono un candido lo ammetto: la finanziaria prevede una dura lotta all'evasione fiscale per cui si viaggerà sempre nella stessa direzione. Si distruggeranno quelle poche botteghe rimaste che si ostinano a eviatere scontrini fiscali di 70 centesimib per due rosette o la lavandaia che non fattura il lavaggio dei pedalini pur fatturando quello delle camicie.
Avanti prodi finanzieri in armi. Gli ultimi ed umili bottegai attendono stoicamente il vostro arrivo. Mancata emissione di uno scontrino chiuura della bottega. Finalmente, chiudendo bottega con coercizione laddove non lo si fa per ferie per via del morboso attaccamento al lavoro e alla evasione fiscale, i nostri bottegai andranno in massa a trascorrere il riposo coatto in Svizzera a verificare l'entità dei loro misfatti con la possibilità di incontrare De Benedetti, illustre cittadino svizzero costretto a tale incombenza da una Italia ingrata che non apprezza appieno il suo spessore imprenditoriale .
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Nei conteggi di Baldassarri è compresa l'eliminazione del costo Gianfranco Fini, oltre che inutile dannosissimo per il nostro Paese, al cui "partito" lo stesso Baldassarri appartiene?
FdF
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# nicolas 2011-08-18 19:29
Mi riferivo al Baldassarri docente universitario non al politico.
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Sono comunque la stessa persona.
FdF
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# amsicora 2011-08-19 13:34
Baldassarri negli ultimi anni, quando era ancora deputato del Pdl, ha presentato delle "manovre alternative" a quelle del bildeberg di Sondrio: meno tasse, meno spesa per stipendi e pensioni, meno contributi a fondo perduto, meno spesa per acquisto di beni e servizi (raddoppiata in 5 anni per la sanità).
Alla fine si è rotto le palle ed ha mandato a fare in c... il bildeberg e il banana...
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# eLahi 2011-08-18 18:22
Una curiosità Direttore, agli islandesi che hanno ripudiando il debito... è mica successo qualcosa di male dopo? Cosa succederebbe a noi, se facessimo altrettanto, secondo lei?
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# Pietro G 2011-08-18 19:23
Solo per avere una idea del clima che regna in Europa e sulla fiducia che i cittadini hanno verso la loro classe dirigente basta una occhiata all'articolo presente oggi sul sito del kopp-verlag (traduco):

"Sempre più cittadini tedeschi, per paura di un prelievo da parte dello Stato, portano il loro oro nei bunker ad alta sicurezza nelle Alpi svizzere. Lì viene custodito dall'esercito svizzero".
"... Molti non si fidano più delle banche. Le cassette di sicurezza e le casseforti privati possono, secondo un progetto di legge, dall'inverno 2011, essere soggette ad accertamento da parte della Finanza...".

Leggo sul sito del Corriere che i rendimenti dei bond elvetici sono diventati negativi!
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# winston1984 2011-08-18 23:14
Sclereotipo quello dei “pesi morti meridionali”,.
magari meno voraci dei piraña settentrionali, ...
Residuo forse di influenza circa come aviaria,.
contagio da ex articolisti in carta padania,.
la stessa con cui si promuovono i maroni,
e poi si serve la trota e simili campioni...

Quanto “all’euro forte – che ci ha fatto perdere... competitività rispetto alla Germania”.
Pure sia..., ma sarebbe interessante un cenno sul “cosa” mettere in pista nella competizione coi tedeschi:
forse Lancia contro BMW? O la Mercedes, Benz superata dalla Besso? O forse l’alemanno neo-romano per battere il teutonico germano? Magari messo in pacco coi derivati del Salame pure spesso qui promosso?
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# Pierpaolo 2011-08-19 09:31
Crederò possibile il doppio Euro solo dopo che avrò visto la riesumazione della Dracma.
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# henri 88 2011-08-19 15:25
Speriamo che non arrivi questo doppio euro, altrimenti noi italiani ci beccheremo un euro svalutato!
E addio al 50% dei risparmi sul conto corrente...
Che Dio aiuti l'Italia.
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# Catello 2011-08-19 09:37
I tempi dei politicanti europei sono troppo lunghi e questi comunicano troppo poco tra di loro, e quando lo fanno sono deludenti. I giornalisti europei sono troppo intenti nel loro mestiere di mantenere i pensieri della gente sui soliti argomenti nazionali, anziché sulla crisi europea. E quando la BCE comincia a capire qualcosa e a fare il suo dovere di comprare BTP e BONOS per 22 miliardi, ecco che la Deutsche Bank rema contro vendendo dieci miliardi di BTP. Nel frattempo i “mercati” non vanno in ferie e fanno danno su tutto, e con tutti i nuovi e illegali “strumenti finanziari”, e con l’aiuto dei piccoli risparmiatori avidi e spaventati, hanno già punito la proposta Merkel-Sarkozy di una futura Tobin tax. Mentre l’America riesce a sprofondare nella seconda depressione, nonostante abbia il privilegio di stampare dollari con poca perdita di valore, perché i nuovi liquidi emessi arrivano ad ogni tipo di pescecani, con e senza elmetto, ma non al popolo debitore o alle casse del Tesoro. Purtroppo non basta che l’Italia azzeri il deficit per ottenere lo sviluppo, se a ciò non si accompagna una riduzione degli interessi passivi da pagare ogni anno. Perciò il problema è dell’Eurozona.
La soluzione proposta dal direttore sarebbe efficace perché i debiti sarebbero svalutati e si pagherebbero con un euro svalutato, che consentirebbe più esportazioni. Però sarebbe di difficile attuazione perché oltre ad andare contro gli interessi delle banche creditrici andrebbe anche contro gli interessi commerciali della Germania. Inoltre rimarrebbe scoperto il problema energetico, perché, avendo perso le forniture di petrolio dalla Libia, dovremmo pagare il petrolio in dollari con un euro svalutato. E infine un Europa spaccata sarebbe più debole.
Soluzioni unitarie non mancherebbero, dall’inflazione al 5% al riconteggio del debito con le banche, se esso fosse diminuito del valore sottratto all’euro dalle stesse creando nuovi euro dal nulla e appropriandosen e integralmente, però queste soluzioni dovrebbero essere volute politicamente dai leader europei.
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# EMERICH 2011-08-19 11:36
"Che fare"?
Restiamo solo a commentare le perle del Direttore o proviamo a farle diventare "carne e sangue", ad andare sulle strade?
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# zara 2011-08-19 13:34
Bisogna leggerti e rileggerti più volte... ma sei impareggiabile, Winston 1984
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# sursumcorda 2011-08-19 14:53
"Il peggio che può capitare ad un genio è di essere compreso".(Flaiano)
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# sursumcorda 2011-08-19 14:57
Vorrei ricordare un aforisma di Flaiano che mi pare si attagli bene alla situazione: "Diavolo, vado bene di qui per l'Inferno?" "Sì, sempre storto".
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# gjovi 2011-08-19 14:08
Mi sembra evidente che chi governa non sappia più "che pesci pigliare". Allo stato attuale qualsiasi intervento "classico" sarebbe ben che vada inutile (al peggio dannoso). A mio modesto avviso più che una nuova "moneta debito" denominata Euro2 sarebbe più utile introdurre (oltre all'euro) una moneta locale (italiana) emessa dallo Stato per gli scambi interni. Prodotti italiani vengono acquistati con moneta a costo 0 per lo Stato. Sarebbe una situazione di compromesso che probabilmente darebbe fiato alla asfittica economia italiana. Sarebbe l'occasione per semplificare il quadro normativo eliminando tante pseudo figure lavorative statali e non che vivono su leggi inutili complicate e ridondanti, che generano spesso molte professioni di "intermediazione " che non esisterebbero se le leggi e norme fossero state fatte da "menti sane".
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# giorgio 2011-08-19 15:24
Ripeto quello che comincio a leggere in interventi su altri blog... ma che le mie poche parole credo sintetizzino bene: sembra l'estate del '39; se non lo fosse, siamo comunque poco prima (1938?).
Spero di no, ma qualche persona un po' "sensitiva" comincia a percepirlo.
Raccomandiamoci alla Madre Celeste, e cerchiamo di fare il bene.
Chi ha perso la fede, veda di ritrovarla, e chi ce l'ha, la riprenda e la applichi, senza perdere altro tempo... un caro abbraccio a tutti gli amici di questo blog, al Direttore e alle brave persone che lavorano per il sito. Non ci lasci la speranza nella salvezza finale.
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# amsicora 2011-08-19 16:28
Infatti dalla crisi degli anni '30 si uscì solo con la IIa Guerra Mondiale...
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# milvus 2011-08-19 16:45
Credo che si la situazione sia pesante, anche nei confronti della Germania, però dobbiamo, come stanno facendo loro con i "Buoni" applicare la virtù della prudenza. Non bisogna credere che "l'altro" sia un salame, e nemmeno che il furbo, conosca tutti i trucchi dell'universo. Ponderare comportamenti che potrebbero far parte di strategie e schemi più vasti. Ad esempio, visto che il problema principale che ha scatenato proteste sono i "Buoni" e l'ascesa al potere politico da parte dei banchieri, chi dovrà pagare più tasse perchè guadagna più di 90.000 euro l'anno, lo Stato potrebbe dargli Buoni invendibili a bassi interessi, a cambio del fondo solidarietà. Perchè regalare i propri denari? Anche se ci danno 100 euro a Natale come interessa di quella cifra data e depositata in buoni non vendibili, potremmo abbonarci a FdF, farci un regalo o fare un regalo.
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# MARCO POLETTO 2011-08-20 22:23
Mi sembra perlomeno incauto dire che la Germania sia entrata in recessione perche nell'ultimo trimestre avrebbe fatto lo 0,1%, aspettiamo fine anno per fare i calcoli.
L'Italia è il primo concorrente industriale della Germania (nel mondo?)! Ho l'impressione che siamo un po' in vena di barzellette, la Germania ha chiuso il mese di luglio con un attivo commerciale di 16 miliardi di Euro, a fine anno saranno più o meno 180 miliardi di attivo.
Sono cifre che dall'Italia attuale distano anni luce, sono cifre che non fa nemmeno la Cina facendo lavorare i cinesi ad 1 Euro l'ora e tenendo volutamente lo Yuan svalutato.

Vorrei dire anche che non basta svalutare la moneta, per diventare dei mostri sui mercati internazionali, non è cosi semplice: il dollaro in 10 anni si è svalutato del 50% sull'Euro e su quasi tutte le rimanenti monete del mondo, eppure, l'economia americana è in palla come un pallone forato.
Cerchiamo di tenere i piedi per terra e non sulle nuvole!
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# Giovanni Silvano 2011-08-21 18:39
Allora a quanto sembra la Germania è in depressione dal secondo trimestre di quest'anno, perche nel primo trimestre ha staccato un PIL dell'1,3%.
Direttore pensi che noi siamo a crescita zero, cioè in depressione non da 3 mesi, ma da 10 anni!
Noi siamo in depressione da 120 mesi, loro da 3 mesi, non mi pare proprio che siamo dei concorrenti in grado di impensierirli troppo, anche se torniamo alla Lira: agganciata al Titanic, pardon al Dollaro.
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# luca73 2011-08-22 16:11
Caro Direttore, in merito all'articolo di cui sopra le riporto quanto emerso dibattendo con amici della mancanza di liquidità e chiedo a lei se può essere questa una chiave di lettura che si aggiunge al resto delle problematiche citate.
Negli ultimi anni l'Italia ha accolto un numero svariato di immigrati, mi riferisco principalmente a persone originarie dell'ex jugoslavia, Albania, Romania, Russia e stati confinanti.
In maggioranza donne che hanno trovato posto come badanti in regola e non che a loro volta hanno inviato quasi tutti i loro guadagni nel Paese d'origine per ovvie necessità familiari.
Così facendo una parte della liquidità fino a "ieri" disponibile è venuta meno causando una minore circolazione della moneta...
Saluti
Tellan Luca
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# Dany Zenobi 2011-08-24 10:21
Mi inserisco in questa faccenda: l'effetto è presente ma penso sia poco significativo in confronto ai miliardi di euro che ogni giorno le banche italiane possono spostare su investimenti esteri di ogni tipo (valute, titoli e azioni estere, hedge funds...). Del resto quando gli stranieri acquistano il nostro debito ci "riforniscono" di altrettanta liquidità, che paghiamo salatamente. Tra l'altro la quota di risparmio che gli immigrati possono trasferire all'estero non è "quasi tutto" ciò che percepiscono, ma solo una parte (forse un 20%), poichè anche loro debbono vivere in un Paese dall'alto costo della vita quale è l'Italia.
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# rosalina 2011-08-22 16:25
I politici nostrani dicono, per convincerci ad accettare le loro riforme e per evitare di fare quelle necessarie, che l'Italia ha il terzo debito pubblico del mondo in valori assoluti. Il che è falso, stando a quanto riporta il periodico della finanza anglo-giudaica "The Economist". Nel 2010 il debito pubblico della Germania ha superato quello italiano. Si può leggere sul sito:
http://www.economist.com/content/global_debt_clock?page=7
Al primo posto gli USA, al secondo il Giappone - ma da qualche parte ho letto che questo Paese batte moneta, quindi il debito non sussisterebbe - al terzo la virtuosa - si fa per dire - Germania, al quarto l'Italia e al quinto la Francia.
Da notare che i Paesi che hanno ridotto il debito pubblico negli ultimi dieci anni, Russia su tutti, sono quelli che fanno infuriare i banchieri.
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# Giovanni Silvano 2011-08-22 21:28
Cara Rosalina, Non so se il debito tedesco abbia superato quello italiano, ma in ogni caso quello tedesco è al 60% del PIL, il nostro è al 120%.
Comunque il responso inappellabile non lo dà "l'Economist", ma i mercati, ed i mercati reputano i titoli del debito pubblico tedesco i più solvibili del mondo.
Evidentemente la Germania: "prima potenza tecnologica ed industriale del mondo" è qualcosa di un po' diverso dall'Italia.
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# Fabio de Fina 2011-08-30 15:52
Il 2012 è l anno di una convergenza micidiale: andranno in scadenza
simultaneamente i titoli di Stato,le obbligazioni di aziende solide e
junk- bond, per un valore complessivo che sarà quasi 8 volte superiore
a quello che i mercati assorbono in un anno normale. Solo il Tesoro USA
nel 2012, dovrà emettere titoli di Stato x quasi 2.000 miliardi x finanziare
il fabbisogno corrente e rifinanziare il debito venuto a scadenza. Un fatto senza precedenti. La resa dei conti partirà nel 2012 quando verrano a maturazione le prime ondate di junk bond che risalgono all'era pre crisi. La Grande Muraglia delle scadenze crollerà nel 2012.

Stefano M.
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# zurvan 2011-08-30 16:56
Il fatto che in Spagna le banche siano in possesso di immobili invenduti non fa altro che confermare ciò che proprio questi istituti criminali perseguono da secoli: la schiavitù dell'intera umanità.

Non è possibile che un uomo viva risparmiando una cifra che regolarmente perde valore, costringendolo a vendere le proprietà, sicché gli stessi istituti criminali o i loro amici possano impossessarsene . e così via nei secoli. Tutto ciò non ha senso; non ha senso perché andiamo via via monetarizzando una serie di mansioni, lavori e còmpiti che prima si facevano gratuitamente. mentre andiamo distruggendo ciò che prima veniva lautamente pagato, o garantiva un futuro sicuro: l'agricoltura. il valore mobile delle attività è un feticcio sventolato da chi ha interesse nel tenerci alla gogna. Si vive nel mondo della carta e della moneta scritturale ma solo pochi coraggiosi (cioé, in termini di incisività, nessuno) sanno ravvedere nel sistema bancario internazionale il vero sarcoma del pianeta.

Così anche in questa ennesima crisi, banale e prevedibile (basta avere uno sguardo che vada oltre mezza aspettativa di vita di ciascun essere umano) diventa un affare inestricabile, innalza barriere tra parassita e sfruttato, ma pure, ridicolmente, tra parassita e parassita.

Addirittura qualcuno si appella all'etica. Quale etica? Quale etica può risorgere senza una comunità di destino? L'etica dell'edonismo individuale forse? Quella cosa che brucia di impenitenza fintanto che l'ultimo grande parassita non muore.
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# Annella 2011-09-07 15:57
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/bunga-bunga-coi-bund-perch-la-merkel-invece-di-svelenare-sullitalia-non-conta-meglio-29437.htm
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# bizza 2011-09-08 23:49
Europa uber alles!
Dell'Italia partigiana che vince le guerre che perdono i suoi alleati, e del tricolore non ci importa nulla. Anzi, che scoppi pure la repubblica troia con Garibaldi, il tricolore, la massoneria, Marco Pannella, Pertini, e le balle di 150 anni.compresa la sua economia e San Remo.
Le Venezie e il nord-est se hanno avuto qualcosa lo hanno avuto dalla Germania (mai doveva regalare il Veneto ai porci tricolori, visto che il Veneto a Lissa aveva affondato la regno d'Italia.) Altro che Grappa e Piave!
Ripeto l'industria sana del nord-est, parla Tedesco!
Dal sud-ovest tricolato e tricolore, sono venuti solo saccheggi e truffe.
Poi non si capisce perchè sempre la Germania debba farsi carico e pagare il conto delle cicale mediterranee. Questi parassiti vanno spostati più a sud!
Non sono bastate due aggressioni mondiali, studiate a tavolino contro il popolo tedesco per farla pagare? Per derubarla, ucciderla, odiarla, (questo è servito anche per arrivare in Palestina da padroni) disintegrare la più grande civiltà di tutti i tempi, per ordine, giustizia, pulizia, onestà, diritto, il non plus ultra del bene sociale che fu la Prussia.
Altro che i Savoia (boia) e i suoi alcolisti con la penna nera. Da infilargliela negli occhi, a questi sanguinari che in Russia, Libia, Etiopia, Yugoslavia, ne hanno combinate di tutti i colori con crimini orrendi. Dite la storia com'è! Non come la vuole sentire Napolitano.
E ora, ancora una volta dopo che nel 1914, la malavita mondiale guidata dal sinedrio, portò sangue e rovine, agli inventori della medicina, del motore, della stampa, della macchina per i raggi X, dell'aviazione, della pensione per i vecchi, ecc. Ancora si vuole additarla come colpevole dei debiti delle troie cicale?
Gli USA e la URSS per cinquant'anni hanno vissuto da nababbi con quello portato via, dalla Germania, rubanto uccidendo, stuprando, facendo sparire dal conto dei morti 15 milioni di civili tedeschi, profughi dai Sudeti, dalla Pomerania, Magdeburgo, Slesia, cancellando per sempre la Prussia, donne, banbini, ragazze innocenti come nella città martire di Dresda. Fatti sparire dai numeri degli ammazzati! E molti a guerre finite. Fatti morire per fame! Sia nella Prima Guerra Mondiale, e poi col famoso piano Morgentau dopo la seconda (gli altri campi di concentramento Mursia editore). Ancora si vuole RAPINARE la Germania? Non basta dopo averla annientata, rubandole il 60% dei territori agricoli, 40% della sua leggittima entità di Patria, per inventare la Polonia (che dovrebbe essere molto più a est o la cekia, ecc.
che si trovano ora in terra tedesca. La Germania deve farsi carico? Per salvare l'Italia? L'Italia se non ce la fa a pagare i debiti, che restituisca il Sud Tirolo, questa illeggittima colonia, qualche euro glielo daranno di sicuro.
La Germania ha solo lavorato, lavorato, lavorato. di lavoro vero per tutti.
Ora basta con la balla del barbaro nemico! Helmut Koln disse: piuttosto che ci facciano un'altra guerra, rinunciamo al DM (marco). Spero non rinuncino a essere tedeschi.
I tedeschi hanno insegnato a tutti come si deve fare per non cadere in miseria, a tutti, quanto sia importante l'onestà e la sobrietà, la sincerità. A tutti ha insegnato come funziona uno Stato, la libertà e non l'anarchia. Ma voi nemmeno sapete che la libertà e l'indipendenza americana, sì! Degli Stati Uniti d'America è stata opera di un generale prussiano. Europa Uber Alles.
Ketrina di Russia, oggi là venerata, era tedesca, La stessa regina e consorte del massimo splendore (con molte ombre perchè inglesi) dell'impero britannico erano tedeschi, Vittoria e Albert, Augusto di Sassonia, (il forte) per la Polonia. In tutti i regni o Stati a guida tedesca, ci fu benessere, giustizia sociale, (pensate cosa gli hanno fatto con la guerra dei trent'anni, ma voi non sapete nemmeno questo); pulizia, istruzione, medicina, ricerca, sobrietà, espansione economica, ecc. E per finire l'unico sepolto nelle grotte vaticane a non esser Papa è un Imperatore tedesco.
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