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Quanta demokrazia possiamo pagarci?
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Devo replicare ad un lettore, che commenta:

«Sciogliere le provincie? Si risparmierebbero solo 100 milioni di euro su oltre 800 miliardi di spesa pubblica».

Non so se il lettore sia un dipendente pubblico, ma questa è la mentalità tipica del ceto parassitario che non vuole alcun taglio ai privilegi e ai cosiddetti costi della politica. Tagliare gli emolumenti ai parlamentari!? Non sarà certo così che si risanano i conti pubblici, si risponde. Accorpare i Comuni sotto i mille abitanti? Ma 1.963 mini-comuni costano come 13 deputati... dunque non vale la pena (lo ha detto la presidentessa dell’Associazione Piccoli Comuni). Togliere i sussidi ai film De Sica-Boldi? No ai tagli alla cultura! E infine: tagliare le provincie? Che cosa volete che sia un risparmio di soli 100 milioni, su 800 miliardi di spesa pubblica...

Ma ovviamente, è con questa mentalità che le caste politico hanno accumulato gli 800 miliardi, più i 1.340 di debito pubblico. Cento milioni di euro qua, 40 là, 10 nella mensa dei senatori, centinaia in affitto di immobili per il Parlamento, 455 per il funzionamento della presidenza del Consiglio, 6.700 euro mensili ai consiglieri della Basilicata, stipendi per i 156 mila dipendenti della Regione Sicilia, miliardi per stabilizzare 66 mila precari della scuola... è davvero gratificante osservare la magnanimità con cui, coloro che i soldi dallo Stato li prendono, largheggiano con le tasse di coloro che i soldi, allo Stato, li danno.

Cento milioni sembrano una bazzecola, all’amico lettore. In quanto contribuente, a nome dei contribuenti, lo assicuro che noi ci contenteremmo se la Casta ci facesse risparmiare quei 100 milioni. Se la vedessimo adoperarsi per limare anche meno: centomila euro qui, 50 mila là, anche 10 mila risparmiati da un direttore di ASL ci farebbero contenti; ci basterebbero ad illuderci che trattano con rispetto e scrupolo il denaro che ci risucchiano dalle tasche, dalle tasche di gente che – nella sua quasi totalità – guadagna molto meno di loro, e per cui un aumento dell’ICI o del ticket sanitario rappresenta un sacrificio vero: eppure sono 20 euro di ticket; o mille euro l’anno di tasse locali in più; cosa volete che sia rispetto ai cento milioni che sembrano trascurabili al lettore.

Secondo calcoli approssimativi, sono almeno 1,3 milioni coloro che vivono di politica, ossia gli stipendiati dei vari strati di democrazia – Comuni, provincie, regioni, Stato centrale, ciascuno col suo parlamentino, col suo governuzzo, con il suo capo-governicchio regionale, comunale, provinciale. Una folla che divora il 12,6% del gettito IRPEF, un peso di 646 euro l’anno su ogni contribuente. E ciascun governicchio con una autonoma abilità di spendere denaro pubblico senza limiti nè reale controllo. E dietro a loro la sfilza dei dipendenti pubblici che, in un’Italia che non cresce, ha potuto far crescere i propri stipendi del 22% dal 2002, il triplo degli aumenti dei lavoratori privati.

Piacerebbe che ciascuno di costoro, lungi dal ritenere poco decisivi 100 milioni di risparmi, si preoccupasse invece di risparmiare anche i venti euro di siringhe, i trenta euro di carta A4 – come fanno ogni giorno i cittadini in difficoltà – nella consapevolezza che sono soldi altrui. Precisamente, di quei cittadini in difficoltà di cui, in teoria, sono al servizio. Ci piacerebbero spilorci nell’uso della benzina delle auto-blu e dei voli di Stato, perchè costantemente coscienti che i soldi che spendono loro, sono soldi sottratti ai 7 milioni di pensionati sotto il livello di povertà; soldi sottratti ai poveri e ai bisognosi.

Cento milioni sono un nulla? Pensi, caro lettore, che potrebbero andare a coprire cinque volte i debiti del consorzio Anni Verdi, che nella Regione Lazio assisteva egregiamente 1.200 giovani autistici e spastici gravi e le loro famiglie, il cui personale specializzato lavora da anni senza stipendio, e che a un certo punto ha dovuto rinunciare perchè la Regione Lazio non trova i miserabili 20 milioni di debiti che servono per appianare i debiti pregressi, pagare gli stipendi arretrati e rimettere in moto un servizio pubblico essenziale.

Nella regione Lombardia, Formigoni dice che, causa i tagli lineari di Tremonti, dovrà tagliare i servizi: ma questa regione-modello ha ben 25 ambasciate, uffici di rappresentanza, in 25 capitali estere. Se risparmiasse lì, forse potrebbe dare i servizi.

Non sarà un gran risparmio? Ebbene, noi contribuenti ci contenteremmo. Un milioncino di spesa in meno lì, 50 mila euro là, una briciola risparmiata in un modo, un bruscolino in un altro, e si mette insieme un bel risparmio significativo. Nelle famiglie, si fa così. Si va a comprare il detersivo al super-discount per risparmiare 0,50 euro, si usa la lavatrice di notte perchè l’elettricità costa meno. Vorremmo che tanta spilorceria contagiasse, per una volta, la Casta politica e il suo milione di sottopanza.

Sappiamo bene che la promessa di abolire le provincie piccole è solo una furbata alla Calderoli-Bunga Bunga, che mai e poi mai saranno tagliate; tutto il parassitismo locale è già sollevato in armi perchè non siano risparmiati quei miserabili 100 milioni annui; che poi sono molto di più, caro lettore. I 100 milioni (precisamente, 113) coprono solo gli emolumenti dei 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali, gli eletti della demokrazia locale, che risparmieremmo se le provincie fossero accorpate alle regioni; ma il costo dei rispettivi consigli e giunte ammonta ad oltre 455 milioni annui: anche questa, la spesa di demokrazia. Mezzo miliardo, già una bella cifretta, ammetterà il lettore.

Ma anche fosse solo un risparmio dei risibili 100 milioni (1), l’abolizione delle provincie deve comunque diventare un elemento centrale del programma – non dei politici, ma del programma di noi, dell’opinione pubblica – per un chiaro motivo di principio. Sarebbe la prima volta che si chiudono dei centri di spesa, anzichè crearne di nuovi, come la Casta ha sempre, incoercibilmente fatto fino ad oggi.

Sarebbe un precedente storico rivoluzionario, pari e superiore alla presa della Bastiglia nel 1789.; Si sa che nella Bastiglia erano detenuti solo sette delinquenti, per lo più per delitti sessuali; ma il popolo la vedeva come il simbolo dell’oppressione e dell’arbitrio regio. Parimenti, le provincie sono solo (solo!) 105 buchi in quel colabrodo che è diventato il settore pubblico; ci sono in esso ben altri e più grossi centri di spesa, ossia buchi da cui esce senza controllo il fiume di denaro di noi contribuenti. Il personale politico delle regioni, per esempio, rappresenta da solo il 44,2% del costo totale dei politici, mentre le provincie solo il 5% (2). Bisognerebbe dunque chiudere prima le regioni, ma non importa: bisogna cominciare da qualche parte, e le provincie sono un buon inizio. Cominciamo a tappare 105 buchi, sarà il precedente per cui un giorno si potrà chiedere di tappare gli altri.

Perchè le provincie sono praticamente sempre esistite, ma non hanno mai prima suscitato scandalo, per un motivo: erano organi tecnico-burocratici, che funzionavano con personale non eletto; di fatto, praticamente, a comandare erano i prefetti. La differenza è quando nelle provincie è entrata la demokratia. Allora ogni provincia ha avuto il suo parlamentino, il suo governicchio (la giunta), un suo governatoruzzo – tutti, essendo democratici, con la capacità di decidere autonomamente, con voto e con aum-aum fra complici, come spendere e quanto e perchè.

È per questo che la spesa è incontrollata. Il caso dell’ex governatore della provincia di Milano Penati, recentemente assurto alle cronache penali, è esemplare: Penati usò denaro pubblico per acquistare il 15% di una società autostradale, senza alcuna giustificazione e pagandola troppo;
Penati aveva un potere di concedere o negare autorizzazioni (edilizie o d’altro genere), e le concedeva in cambio di tangenti.

Ho sentito un euro-deputato leghista, Speroni, lamentare che abolire le provincie significa «un colpo alla democrazia». È appunto questo che vogliamo noi contribuenti: meno democrazia. Ne abbiamo già tanta, a strati sovrapposti come una torta di nozze: democrazia comunale, democrazia provinciale, democrazia regionale, democrazia statale. Uno strato in meno, non dovrebbe farci sentire la mancanza di democrazia. Ne abbiamo già a sufficienza.

La demokratizzazione delle provincie non è servita ad altro che a mettere nelle mani di politici di terz’ordine (quelli di second’ordine occupano le regioni) la fonte di spese, rendendola autonoma ossia insindacabile. E ancor più delle spese, si è trattato di mettere nelle mani di quei politici di terz’ordine tutta una serie di poteri di veto che ostacolano la libertà d’intrapresa e dei cittadini, al solo fine di prelevare delle tangenti. E ancora, la spesa dello Stato centrale è in qualche modo sotto l’occhio dell’opinione pubblica. Ma quel che avviene in regioni, provincie e grandi Comuni – specialmente nelle regioni, la cui spesa sanitaria è aumentata dal 50%, manco fossimo stati colpiti da una pandemia di peste – è indescrivibile: ed è la demokratia vigente a livello locale quella da cui nascono gli appalti gonfiati, le consulenze miliardarie, i contributi a fondo perduto, le malversazioni, e in più i veti e gli ostacoli posti alla libertà delle intraprese e dei cittadini, al solo scopo di prelevare tangenti. Il costo detto della intermediazione politica, è insomma il costo della demokratia. Anche un prefetto può essere disonesto o incapace, spendere male il denaro pubblico; ma se lo fa, non è protetto da nessun partito politico, e può essere licenziato senza che nessuno strilli alla violazione della demokrazia.

Sì, lo so. Ci sono almeno tre regioni dove la demokratia significa che comanda la criminalità organizzata, e la cui autonomia andrebbe abolita dallo Stato centrale, e sostituita con un governatore militare, un generale di corpo d’armata, magari anche straniero che governasse con la legge marziale, ossia con processi sommari e pubbliche impiccagioni dei ladri pubblici e loro complici colti sul fatto, poniamo, a bruciare cassonetti. So anche che i tempi non sono maturi, non spero di vedere una simile benefica riduzione della demokratia. Ma l’abolizione delle provincie è un inizio di un processo essenziale. Essenziale per restituire alla democrazia, quella vera, il suo vero senso e scopo: il governo dei cittadini, per conto dei cittadini e a favore dei cittadini. Con un uso scrupoloso e stretto del denaro che i cittadini versano.

Caro lettore, il costo delle provincie non è limitato ai 100 milioni che a lei sembrano poco decisivi, nè ai 455 che realmente pretende il suo funzionamento demokratico. Il vero costo, mai veramente calcolato, è negli ostacoli che questi organi intermedi pongono al funzionamento civile della società.

Le ricordo un caso, riferito anche da Report (LA VIA DEL MATTONE). Nel 2009, per una piena sul Po, crolla un ponte che univa Piacenza al Lodigiano. Su cui passavano ogni giorno 25 mila veicoli e 80 bus extra-urbani. La ricostruzione dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo: rifare un ponte che già esisteva, là dove già esisteva, mica un progetto ex novo. Invece, l’ANAS non ci riesce. Perchè deve ottenere il nulla osta, il permesso, l’autorizzazione di ben 18 enti. Siccome il ponte univa Emilia e Lombardia, devono dare il loro assenso le due regioni; poi, i due Comuni di Lodi e di Piacenza, la provincia di Lodi e la provincia di Piacenza, il magistrato del Po, l’ente navigazione fluviale ARNI, l’Agenzia interregionale del Po, il Servizio Parchi dell’Emilia-Romagna (ha voluto accertarsi che il nuovo ponte non disturbi la nidificazione di certi uccelli); ma soprattutto, le quattro soprintendenze delle Belle Arti.

Quattro? Sì, proprio così. Due regionali, e due provinciali.

La due soprintendenze regionali di Lombardia ed Emilia hanno infine dato l’assenso alla ricostruzione. Ma si sono messe di traverso le soprintendenze provinciali di Lodi e Piacenza, a cui non è parso vero di giustificare la propria esistenza – dopo anni di noia – esercitando il proprio meschino potere di veto. Secondo loro il ponte crollato, un orribile coso di fine Ottocento, aveva un valore storico-artistico, in quanto era «uno dei primi manufatti in cemento». Incredibile ma vero. L’ANAS non ha potuto costruire un ponte di nuova concezione, in tensiostruttura; ha dovuto fare un’imitazione del vecchio ponte con le sue numerose arcate a mollo nel Po. Naturalmente, con costi sballati. Ma nel frattempo e le lungagini, da due anni decine di migliaia di abitanti, per recarsi da Lodi a Piacenza, invece dei normali 7 chilometri, ne hanno dovuti fare 52 per raggiungere un ponte funzionante, in autostrada; e intanto si è lanciato un ponte di barche da 6 milioni di euro.

Ecco come vanno le cose. Quattro soprintendenze per la ricostruzione di un ponte dell’ottocento, in un Paese strapieno di antichità eccelse e trascurate, che cadono a pezzi oppure sono a prender polvere nei sotterranei. Quattro soprintendenze, di cui le due regionali non hanno evidentemente alcun potere su quelle provinciali, che noi ingenui credevamo gerarchicamente soggette alle prime. Invece, la casta politica non ha previso nessun raccordo e nessun sovra-ordinamento; le une sono doppioni delle altre, in conflitto irrisolto di autorità, con un quadruplicato potere di autorizzare o negare, di vietare e ricattare.

Quanto costa questo tipo di funzionamento delle provincie, non saprei quantificare. Secondo valutazioni confindustriali, per le imprese il costo della burocrazia pubblica – quella che ha il potere di autorizzare o vietare, di dare o negare nullaosta, insomma di mettere bastoni tra le ruote – ammonta a 61 miliardi di euro. Se si riuscisse a ridurlo di un quarto questo costo inutile e dannoso, già si avrebbe un aumento del PIL dello 1,7%. Ecco il vero programma per la crescita.

Ma lo so, sto sognando. Appena si parla seriamente di tagliare qualche costo della politica, l’insieme della caste parassitarie e indampienti ha pronto il trucco per distrarre l’attenzione via da se. «Lotta allevasione! Che bisogno cè di tagliare la spesa pubblica? Esiste in Italia un tesoro nascosto, 120 miliardi, anzi 180, anzi 200 e passa... Ecco, è nascosto là! No, qua! Basta prenderlo, e siamo salvi!».

«Denunciate gli Evasori! Fate la spia! Chiedete la fattura, lo scontrino! Questi sono i veri colpevoli, i veri delinquenti, i veri ladri! Prendeteli!».

E tutti a cercare i ladri, o almeno – visto che non li troviamo – ad odiarli per spirito civico; tutti a cercare il tesoretto sepolto che ci sarà pure, ma che da 40 anni a questa parte non si trova, e se non si trova è colpa della casta che non sa trovarlo, mica nostra. Di solito, questa è una scusa a cui ricorre la Sinistra; oggi vi ha ricorso anche la destra cosiddetta di Berlusconi e di Calderoli, il che prova in modo definitivo che i parassiti sono parassiti, senza distinzione, trasversalmente. Sono un solo partito.

Anche il cardinal Bagnasco ha additato al pubblico odio e sospetto la figura dell’evasore, questo nemico pubblico introvabile. Faceva meglio a tacere, visto che la Conferenza Episcopale si è esentata dall’ICI in base a occulte trattative coi governi precedenti (come del resto sono esenti da imposte le mega-cooperative). O forse no, ha fatto bene, ha tentato di sviare l’attenzione dalla propria elusione.

«Quando anche gli Evasori pagheranno, noi tutti pagheremo meno tasse», ci dicono. E noi, ogni volta ci caschiamo. Eppure dovremmo ormai saperlo: ogni volta il fisco ci strizza, poniamo, 10 miliardi l’anno di maggiori introiti fiscali, eppure noi paghiamo sempre più tasse. Perchè la funzione pubblica, più soldi ci spreme, più ne spreca e spende.

Ve lo dice uno che non ha mai evaso una lira perchè è sempre stato un dipendente con prelievo alla fonte: l’evasione fiscale è la legittima difesa, vorrei poterla fare anch’io.




1
) Naturalmente, non sarebbero eliminabili i costi (2 miliardi e 343 milioni di euro) dei 61mila dipendenti delle provincie, illicenziabili, che sarebbero trasferiti alle Regioni. Ma col tempo e bloccando il turnover di questo personale di fatto ridondante, si otterrebbe un risparmio considerevole di questa voce. Si tenga presente che nel 2010 le provincie hanno speso 12 miliardi di euro. Ecco le singole voci, che non si vede perchè non debbano spettare alle Regioni: Mobilità, Viabilità, Trasporti: gestione trasporto pubblico extraurbano; gestione di circa 125 mila chilometri di strade nazionali extraurbane. Spesa complessiva 1 miliardo 532 milioni di euro.
- Servizi e infrastrutture per la tutela ambientale: difesa del suolo, prevenzione delle calamità, tutela delle risorse idriche ed energetiche; smaltimento dei rifiuti. Spesa complessiva 827 milioni di euro.
- Edilizia scolastica, funzionamento delle scuole e formazione professionale: gestione di oltre 5.000 edifici, quasi 120 mila classi e oltre 2 milioni e 500 mila allievi. Spesa complessiva 2 miliardi 306 milioni di euro. Sviluppo economico e Servizi per il mercato del lavoro: gestione dei servizi di collocamento attraverso 854 Centri per l’impiego (ormai del tutto obsoleti); sostegno all’imprenditoria, all’agricoltura, alla pesca; promozione delle energie alternative e delle fonti rinnovabili. Spesa complessiva 1 miliardo 159 milioni di euro.
- Promozione della cultura. Spesa complessiva 247 milioni di euro.
- Promozione del turismo e dello sport. Spesa complessiva 235 milioni di euro.
- Servizi sociali. Spesa complessiva 325 milioni di euro.
- Spese generali dell’amministrazione e spese di manutenzione del patrimonio (informatizzazione, patrimonio immobiliare, cancelleria, costi utenze telefoniche, elettricità, etc., etc.); spesa complessiva 749 milioni di euro.
(Le cosiddette) - Indennità degli amministratori, ossia gli emolumenti del personale politico provinciale, ammontano a 113 milioni di euro lordi. Le provincie spendono circa il 20 % (le più piccole anche il 60%) per il loro puro e semplice mantenimento, chiara misura di inefficienza. Ovviamente le province levano ed estraggono una serqua di balzelli, una non meglio identificata Imposta provinciale di trascrizione, una Addizionale sul consumo di energia elettrica, un’imposta sulle assicurazioni auto, un Tributo in discarica, un altro Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente, eccetera, eccetera.
2) Se si deve credere ai dati ufficiali, il totale degli stipendi e degli emolumenti, riferito esclusivamente agli eletti nazionali e locali, è pari a euro 2.054.125.080. Il personale politico del Parlamento rappresenta il 20,3% del costo totale. Il personale politico delle regioni rappresenta il 44,2% del costo totale: è qui che si annidano i caso più scandalosi. Il personale politico dei Comuni rappresenta il 30% del costo totale. Il personale politico delle province rappresenta il 5,5% del costo totale (fonte: UPI, Unione provincie italiane).



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Commenti  

 
# gianluca 2011-08-23 10:41
E infatti di che cosa parlò al "meeting" di Rimini l'ex europarlamentar e che faceva le creste sui voli aerei? Evasione fiscale. Grandi applausi dai ciellini. Puah.
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# tricco 2011-08-23 11:06
Grazie direttore, articolo totalmente condivisibile.
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# Catello 2011-08-23 11:15
Ci sono tanti doppioni, ma iniziare a tagliare dalle province tanto per iniziare, significa che non ce ne importa nulla che ci sia alcun tipo di amministrazione locale.
Altrimenti ci dovremmo chiedere piuttosto come riorganizzarle.
Secondo me le cose da fare sarebbero quattro:
1) Dimagrire a metà i bilanci dei Comuni, dato che la loro funzione è solo quella di amministrare i centri abitati: vigili, circolazione stradale, urbanistica spesso trascurata, licenze edilizie, ecc. Se in futuro avranno altre competenze, ad esempio nel campo della giustizia o monetario, solo allora dovrebbero avere più risorse.
2) Dare alle provincie la gestione del territorio e sottomettere ad esse, e anche alle prefetture, tutti gli enti che si occupano di territorio, quali zone industriali, autorità portuale, aeroportuale, genio civile, ecc., ecc.
3) Dimagrire della metà, e nel caso della Sicilia di due terzi, le spese delle amministrazioni regionali.
4) Stabilire a priori per ogni tipo di domanda di licenza di chi sia la competenza esclusiva, ad esempio se delle belle arti del Comune o della provincia o della regione. Anche per le zone di confine domanda unica e licenza unica.
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# cgdv 2011-08-23 11:36
Tutto perfetto, ed ancora non sono nell'analisi migliaia di Consorzi, Enti, Società municipalizzate o miste e così via. Tuttavia non permettiamoci di ignorare che solo 1% dei contribuenti italiani dichiara più di 100.000€ lordi all'anno, che il 90% dichiara meno di 35.000€ sempre lordi, mentre il 50% ne dichiara meno di 21.000. Anch'io ho sempre "goduto" di ritenute e contribuzione alla fonte. La cosa però non riesco a farmela piacere, visto lo straordinario numero di ville, seconde case, barche e quant'altro, posseduto da chi teoricamente non potrebbe neppure tirare fine mese, risultando invece io, che non posseggo niente di questo, tra i privilegiati. Come ho sentito dire da un marmista toscano, non confondiamo il burro con la ferrovia!
Giuliano
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# w.didonato 2011-08-23 11:51
Ineccepibile.
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# capperi 2011-08-23 12:00
Il ragionamento non fa una grinza non c'è da aggiungere altro... solo i miei complimenti.
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# astrorosa1 2011-08-23 12:18
Ero in strada da 1 ora, si rompe una lampadina posteriore (o forse era già rotta) la Polizia mi ferma.
Multa costo 80 euro. Mi dimentico di pagare e dopo 4 mesi la multa raddoppia cioè 160 euro per una lampadina fulminata. Questa è la giustizia fiscale. Dato che percepisco una pensione di 800 euro/mese devo pagare il 20% della mia pensione.
Probabilmente se fosse passato il figlio di Bossi non avrebbe neppure pagato per ossequio al padre e per la sua posizione di parlamentare.
Non vedo differenza tra le multe di questo Stato ed il pizzo chiesto dai mafiosi, anzi una differenza c'è, il mafioso cerca di estorcere ai più ricchi una quantità maggiore di denaro.
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# DBF 2011-08-24 00:06
No signore. Se fosse passato con il figlio di Bossi in altri tempi sarebbe stato multato e avrebbero trovato altri cavilli su cui attaccarsi e lei e i suoi figli sareste stati deragliati per sempre, ridotti in schiavitù ed estinti.
Fino a ieri molti dicevano "Noi siamo la Razza padrona". E non erano del nord. Anche gli ebrei hanno i loro 'ebrei arroganti ortodossi e parassiti'. La razza padrona. Vede le cose stanno cambiando leggermente. Questo è solo per merito di Dio altrimenti sarebbero cambiate tanti anni prima. Perciò ringrazi Dio.
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# sursumcorda 2011-08-23 12:20
Non starei lì ad alimentare la grancassa della campagna zapateriana del Fatto e dell'Espresso sull'8/1000 alla Chiesa e sull'ICI degli immobili ecclesiastici. Piuttosto, il cardinale Bagnasco ha detto anche una cosa che ha dell'incredibile (se l'ha veramente detta), che cioè il risanamento del bilancio va fatto garantendo comunque le nostre missioni all'estero. Sto ancora cercando le parole per commentare, ma non mi vengono. Spero in una smentita o in un chiarimento.
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# Antonio_1234 2011-08-23 12:40
Scrive il Direttore:
"Ci sono almeno tre regioni... la cui autonomia andrebbe abolita dallo Stato centrale, e sostituita con un governatore militare... che governasse con la legge marziale, ossia con... pubbliche impiccagioni dei ladri pubblici e loro complici colti sul fatto..."
Quando si parla (anzi si ciancia) di "lotta alla mafia", l'unica soluzione che mi riesce di pensare nel mio piccolo è proprio questa, caro Direttore, insieme a quella di vedere i cantieri della Salerno-Reggio Calabria circondati da cavalli di frisia e vigilati h24 da piantoni armati fino a termine dei lavori.
Non si tratta di limitare la libertà, ma di restituirla ai nostri concitadini oppressi dalla piaga della criminalità.
Ma è tutto un sogno, direttore, così come quello di vedere le Province "amministrate" dai Prefetti (ossia rette da funzionari pubblici che debbono solamente mettere in pratica le direttive del Governo centrale DEMOCRATICAMENT E eletto), per non parlare dello scioglimento (nell'acido, se possibile) delle Regioni per tornare ad una Sanità unica per tutti gli italiani.
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# Annhilus 2011-08-23 12:54
Io non capisco: che senso ha sciogliere le provincie se poi abbiamo le regioni (un parlamento aggiuntivo per ognuna) sciogliamo quelle porca pu... e lasciamo le province.

I Comuni poi... sono assurdità... insomma invece di aiutare i Comuni con pochi abitanti si eliminano... come se uno che vive in un Comune piccolo abbia meno diritti o è cittadino di seconda serie ripetto ad uno che vive in un Comune più grande.
I Comuni dell'aquilano montano che saranno chiusi sono 52... significa che paesini di 60 70 anime a quota 1.500 metri sul livello del mare, uniti in comuni di 500 o 800 abitanti, prima per fare un documento o magari un certificato dovevano fare "solo" una trentina di chilometri in auto (perchè i mezzi lassù non ci sono) d'invenro senza spazzaneve poi la goduria aumenta... adesso ne dovranno fare una ottantina...
in effetti è un risparmio discreto per le casse pubbliche... ma per quei poveracci il solo mandare i figli a scuola (il Comune chiude la scuola pure... etc., etc.) diventa una impresa.
Risultato ulteriore definitivo spopolamento delle aree montane dell'alto aterno e interno, che sommate agli effetti della crisi e del terremoto faranno ulteriore "ciccia di porco".
Insomma che senso ha chiudere i piccoli Comuni??? In Abruzzo poi dove un Comune di 700 abitanti ha un territorio grande
come due volte il Comune di Varese?
Quesi 700 disgraziati hanno meno diritti ai servizi degli altri???
Io sinceramente non capisco... ma sono dell'idea che no... dovrebbero avere pari diritti.
In un Comune di 700 abitanti dove il Comune ha 6 dipendenti... si taglia con la scure... nel Comune di Napoli invece... tutto resta com'è... che risparmione!!!
E pensare che questi Comuni avevano in buona parte bilanci a posto, niente monnezza, non hanno firmato derivati e
non patiscono problemi di sorta... in effetti è vero... meglio chiuderli tanto 700 pezzenti in alta montagna sul piano elettorale non contano una mazza... meglio girare il rispermio a qualche municipalizzata insolvente che sennò va commissariata... che bella cosa la democrazia... è come la statistica... se uno mangia 10 polli e nove restano a digiuno... non fa niente perchè sulla carta hanno mangiato un pollo a testa... e se nove crepano di fame e uno di indigestione non frega a nessuno.
Saluti al direttore...

P.S.: Se vuole entrare anche Lei nel novero degli evasori, dei ladri patentati dei colpevoli d'ogni male... non deve faticare molto sa?
Basta andare all'apposito ufficio e aprire partita IVA... ipso facto sarà anche lei nel magico mondo dell'evasione... si toglierà ogni soddisfazione e con un vantaggio... prima si pagava per aprire la partita IVA... ci volevano 100.000 lire... quando lo feci io... adesso invece.. (chissà perchè ???) è pure gratis.
... e alla redazione tutta con rinnovata stima.
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# amsicora 2011-08-23 15:54
I piccoli Comuni non verranno aboliti. Saranno soppressi giunta e consiglio, in favore di una giunta e consiglio "intercomunali".
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# EMERICH 2011-08-23 19:20
Quella che pone Annhilus è una questione seria Direttore: dalle nostre parti spesso il Comune pur malandato e sofferente fa da argine allo spopolamento, capisco che purtroppo per chi vede le cose da una visuale metropolitana il Comunello è incomprensibile , ma il vero problema, a mio parere sono le metropoli, ma sarebbe un discorso lunghissimo...
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# Franco_PD 2011-08-23 20:53
Devo ammettere che il ragionamento di Annhilus fila perfettamente.
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# gufo67 2011-08-24 11:57
Beh anche la Regione Abruzzo ci prova da tempo, anche se non ufficialmente, a "favorire" lo spopolamento delle zone interne. Vedi per esempio lo stato della ferrovia, delle strade (quando ci sono), dei servizi postali e delle scuole. Parliamo di un territorio molto vasto, circa la metà dell'intera regione, dove sopravvive neanche un quarto della popolazione totale, siamo un peso, se potessero ci cederebbero volentieri al Lazio o alla Campania.
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# CESCO 2011-08-23 13:07
Questo Stato, nacque marcio, e morirà della sua stessa malattia.
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# amsicora 2011-08-23 13:44
Il lettore da cui prende spunto il direttore sono io: non sono dipendente pubblico, né, tantomeno, un difensore della casta.
Mi limitavo a evidenziare che quella del bilderberg della valtellina è solo fuffa demagogica: si tagliano le poltrone da 50 euro al mese (Comuni) mentre si lasciano le poltrone da 50 mila euro al mese (società pubbliche, areoporti, fiere, trasporti, acqua...).
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# gustavo d 2011-08-23 14:23
Da dipendente pubblico voglio spezzare una lancia a favore di tutti quei colleghi che lavorano sodo, bene e per pochi soldi (e ce ne sono per fortuna). Che uno dei problemi di questo Paese sia la burocrazia mi sembra ovvio, però il problema è politico, se la P. A. è fatta in questo modo è perchè l'hanno concepita così. Mi secca quindi farne le spese personalmente per colpa di pessimi politici e per l'incompetenza, l'incapacità e la disonestà dei miei colleghi.
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# pelzen 2011-08-23 16:23
Hai ben donde, ma tu come pochi altri sei la spina nel fianco della moltitudine dei parassiti.
Due esempi semplicissimi, il primo a Padova: qualche anno fa assunsero un responsabile per la biblioteca universitaria che con carattere cercò di dare un impulso all'efficienza cercando di responsabilizza re il personale: è durato solo sei mesi e l'hanno spostato.
A Gorizia circa 20 anni fa assunsero un direttore sanitario che nell'onda del miglioramento del servizio pubblico cominciò a mettere le mani in troppe cose che, secondo altri, non lo riguardavano: è durato un anno e la situazione ritornò come era.
Come affermo da sempre: un sistema dal suo interno NON si cambiaaaa.
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# rudo ergo sum 2011-08-23 14:24
Diretto’, "magara".
E che dire delle morigerate buone uscite dei seguenti, casuali, ma selezionatissim i, benefattori?
Geronzi, “kroff”, cimoli, arpe, colaninno, mele, fresco, romiti, passera, contezemolo, de maledetti.
“Rimborsi”, la butto lì, che, complessivament e, sfiorano i mille milioni di euro.
Mio padre, nel ’75, andò in pensione con una liquidazione di £.12.000.000. Frutto di 24 anni al servizio dello Stato (1951). Giusto cosi. Nel 1946, o 47, fece, Ritorno. I precedenti 12 anni, nell’esercito. In giro per il mondo. Africa, soprattutto. Mai da turista. Apparteneva alla Legione degli uomini scolpiti nel cuoio. La generazione che ci ha preceduti. Gente rigorosa, onesta. Fedele. Una stirpe in via di estinzione.
I selezionatissim i benefattori, e le larve, che saccheggiano lo “Stato”, dovrebbero, anzi, devono necessariamente essere invitati a visitare quel popolare, ma impopolare, Paese, noto per la facilità e per la frequenza con cui lo si raggiunge. Spesso, malvolentieri.

Spqr
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# Svetonio 2011-08-23 14:34
Un libro che analizza in maniera minuziosa il metodo (scientifico e "sistemico") dello sperpero del denaro pubblico - tramite la matrioska delle società e/o enti locali creati ad hoc (a livello regionale, provinciale e comunale) - è "Bassolino amici e compagni" di Mimmo Della Corte. La penna icastica del Direttore Maurizio Blondet (come al solito egregiamente) coglie nel segno quando individua il vero nemico dell'Italia: la demokrazia o burokrazia che non intende auto-riformarsi dall'interno. Io aggiungo che stiamo assistendo al processo di putrefazione non solo della cosiddetta "II^ Repubblica" ma della repubblica democratica fondata sull'antifascismo: ma questo si sa è, come scrivono i giornalisti e gli opinion-leader
televisivi più "titolati", rozzo "populismo" o (a voler essere benevoli) "qualunquismo".
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# ware 2011-08-23 14:55
Tutto condivisibile anche perché se la testa cominciasse ad avere rispetto dello Stato forse in successione anche gli evasori diminuirebbero.
Comunque secondo la mia modesta opinione i veri problemi sono il rimborso del debito + gli oneri sul debito (300 miliardi annui) e la spesa delle PA che ammonta a 328 miliardi all'anno.

Abolendo la moneta-debito e tagliando del 30% i privilegi delle pubbliche amministrazioni si risparmierebber o 410 miliardi all'anno che corrispondo al 26% del PIL del 2010.
Un buon inizio...
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# Zacalufla 2011-08-23 15:19
Caro Maurizio, le Sue considerazioni per gran parte sono assolutamente condivisibili. Ma piango, sul serio piango, perchè nulla di tutto quello che dovrebbe essere fatto per equità civica, per vera giustizia sociale, mai verrà fatto. Mai. L'Italia é un popolo mai nato e, come tale, esprime solo un insieme di interessi e di istanze tribali insopprimibili. E anche l'animosità tra clan e gruppi sta crescendo a dismisura. E' una nazione insalvabile.
Luciano.
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# Edmund Kiss 2011-08-23 15:43
Infatti, oltre a tutto questo, per allungare la dose, il famoso "contributo extra" di solidarietà mai verrà adottato, perchè dentro quelli che guadagnano più di 90.000 euro l'anno, ci sono sicuramente tutti quelli della casta politica e quindi, guarda un po', al posto del contributo extra aumenteranno l'IVA (quindi passaggio da imposta diretta IRPEF a indiretta IVA), che quindi colpirà tutti, poveracci inclusi, con in più sicuro aumento dell'inflazione perchè tutti diranno: "e ca..., hanno aumentato l'IVA cosa potevo fare, ho ritoccato un po' anch'io"...
Avete visto che figura del... che han fatto i calciatori? E siamo qui a preoccuparci di questo e di quello? A mazzate bisognerebbe prenderli, 'sti 1,2 milioni di politici e parenti e amici... altro che storie!
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# Leodavinci 2011-08-23 15:44
Carissimo Direttore Maurizio, è tutto vero. Ma il problema è che in Italia, anche quelle rarissime volte che si fa una cosa giusta, la si fa con le motivazioni e nei modi sbagliati. Non riesco nemmeno a immaginare che cosa saranno capaci di inventare i politici quando metteranno mano, essi stessi, a "ridurre i costi della politica" (???!!!).
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# pelzen 2011-08-23 15:48
E' segno evidente, illustrissimo Blondet, che la tua saluta sta migliorando notevolmente, l'articolo ne fa eco, e come al solito hai messo il dito nella piaga sempre più purulenta, così come l'hai anche rigirato per far capire all'ammalato (il pubblico) che il dolore è forte, quanto urgente è la soluzione da prendere.

La questione delle provincie, regioni e Comuni è cosa vecchia, ma sopratutto dimostra che è un problema che non cambierà mai. L'esempio da te riportato sullo spostamento dei dipendenti alle regioni è eclatante: pensi forse che quelli non costino come quando erano nelle provincie? Sicuramente no, anzi, lì nelle regioni avremo parassiti nullafacenti che incamereranno denaro e andranno a incrementare la ragnatela sempre più spessa della plutocrazia e della mafia pubblica.
No, la soluzione non è eliminare le provincie, perché nessuno all'interno del sistema parassita provocherà la sua estinzione. Inoltre l'abbattimento di questo ente, a mio giudizio, rappresenterà l'ultimo colpo di spalla del frazionamento ghibellino all'unità dello Stato italiano.
No! Le provincie, viste come espressione del potere di Stato hanno l'obbligo di esistere, essere ridimensionate, snellite nella loro gestione, ma azzerate no e mai!
Il parassitismo è presente sia lì che in tutti gli strati amministrativi e la sua presenza è tanto più presente quanto maggiormente sono inamovibili e illicenziabili.

Questa la vera causa del disastro. E' sufficiente rendere il pubblico alla pari del privato e licenziabile, anche in presenza dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Il carcinoma che affligge l'Italia è dilagante in tutte le amministrazioni , dalle più piccole alle più grandi, negli enti di gestione pubblica (consorzi, case di riposo, ospedali, forza armate, ecc.) e solamente una purificazione sui contratti di lavoro porterebbe ad uno snellimento e burocratico e ad un miglioramento sulle casse dello Stato. E' sufficiente fare l'esempio degli ospedali, grande buco senza fine, ma anche immensa fonte di guadagni “extra” per le case farmaceutiche, per l'edilizia e per tutta una serie di servizi collaterali che mai vengono evidenziati: si pensi agli appalti del cibo, delle lavanderie, dell'asporto rifiuti, delle forniture di materiale d'uso comune, come garze, bende, materiale usa e “getta”. Alcuni amici che hanno lavorato anni passati nell'ospedale di Padova, mi raccontavano di aver visto gli scantinati stracarichi di macchine e materiali ancora imballati con date di 5 o 10 anni più vecchi, perché ormai superati dalla tecnologia, ma acquistati perché “qualcuno” li aveva ordinati. E parliamo solo di un ospedale. A Padova ce ne sono almeno 3. Senza contare le cliniche associate (non universitarie).

Un giorno parlando con una persona che lavora in un ufficio della GdF di una città della Venezia Giulia mi ha dato il colpo di grazia, mi disse: “Vedi, il licenziamento nel settore privato è l'arma spesso usata a sproposito per far migliorare l'efficienza delle persone, nel pubblico non c'è nulla che spinga la gente ad essere migliore nel proprio lavoro e forse un lento lavoro di educazione potrebbe portare a qualcosa, ma viste le premesse della scuola e l'involuzione culturale della gente non mi aspetto nulla di nuovo. Sappi inoltre che nel pubblico l'unica cosa che forse e ripeto forse, potrebbe spingere al licenziamento, ma ho grossi dubbi, è il caso se ti vedessero che sgozzi uno, lì in ufficio... ma data la legge in corso, anche in questo caso credo che si manterrebbe il posto di lavoro, la garanzia dei versamenti pensionistici e dopo gli anni di galera ritorneresti alla tua occupazione pubblica senza aver perso nulla”.

E' quindi sulla base di questo e molto altro ancora che tutti conosciamo bene che la spesa pubblica divora incessantemente il frutto del lavoro. Non c'è regola, anzi una regola sola, state zitti perché qui c'è da mangiare per tutti. Vecchia canzonetta dell'italiano divoratore di pastasciutta e accomodatore di mille intrighi, eh?

Però ora credo che si debba smettere ed anche in fretta, anche perché sono solo i dipendenti pubblici che in questi momenti godono dei maggiori benefici, alla faccia delle patrimoniali e dei prelievi fiscali. Si pensi agli insegnanti che al massimo lavorano 22 ore settimanali o qualcosa di più, e delle ferie estive da giungo a settembre, delle ferie natalizie, di quelle per il carnevale (ai miei tempi non c'erano, ma le hanno create per il mercato), di quelle pasquali, e di tante altre occasioni per non fare nulla. Poi siccome questa masnada di insegnati sono una manica di sfaticati, (lo affermano loro) arrotondano lo stipendio magro dell'insegnante investendo il tempo quotidiano che rimane loro con il lavoro nero.

Se questi sapessero che devono dare e dimostrare di aver dato, che non ci sono le ferie per il carnevale e tanto meno quelle per Pasqua e che si lavora anche durante l'estate 8 ore al giorno vedresti che fuggi fuggi dalle scuole e quante altre invece prenderebbero il loro posto, forse con serietà.

Ma come all'inizio, può un sistema sfruttatore cambiare le regole dall'interno mettendo a repentaglio il suo vantaggio? Nel mondo vegetale e animale questo accade, ma in quello creativo dall'uomo mai. Ci vuole un intervento esterno, che tagli i lacci e le connivenze, invece accade proprio il contrario.
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# amsicora 2011-08-24 14:51
Infatti la spesa per gli acquisti di beni e servizi nella Sanità è aumentata del 50%...
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# Cisco85 2011-08-23 15:59
Una cosa è riorganizzare altra cosa è eliminare.
Dietro la eliminazione delle province c'è la massoneria (guarda caso è nel programma del partito repubblicano da decenni!) e serve per destrutturare lo Stato, lasciando nell'anarchia i Comuni e spianare la strada al privato nella proprietà e gestione dei servizi locali.
Saluti.
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# rosalina 2011-08-23 16:11
"... e dietro a loro la sfilza dei dipendenti pubblici che, in un’Italia che non cresce, ha potuto far crescere i propri stipendi del 22% dal 2002, il triplo degli aumenti dei lavoratori privati".
Gentile Direttore, può chiarire meglio a quale parte dei dipendenti pubblici si riferisce?
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# giogio 2011-08-23 16:12
Egregio Direttore, tutto condivisibile.
In tasca non è rimasto un granchè... a voler vedere non c'è più nulla.
Sono nella fascia dei cosidetti "evasori".
L'analisi del mio reddito è presto fatta:
reddito dichiarato -44.000,00 (ho lavorato troppo e pensato poco alla mia "salute") e non ho evaso un euro. Al cardinal Bagnasco dico che io non ho bisogno di confessarmi per il peccato di evasione.
Pagato IRPEF 10.607,00
INPS CONTRIBUTI FISSI 2.887,00
INPS CONTRIBUTI PERCENT. 6.025,00
ADD. COM 177,00
IRAP 503,00
PER UN TOTALE DI 20.199,00
Durante l'anno ho spese mediche "purtroppo" per questa maledetta patologia per € 2.400,00 che mi permette di beneficiare per ben € 456,00 di onere detraibile, senza considerare farmaci e integratori vari che non si possono scaricare. Abito per fortuna nella casa intestata a mio marito. Ho una figlia a carico e una mamma pensionata che percepisce circa € 8.500 all'anno dopo aver lavorato per circa 25 anni, affetta da Alzheimer e su una sedia a rotelle.
Ma che importa all'Agenzia delle entrate??? Siamo e dobbiamo essere un bancomat a cassa continua!!! Morale, decido di versare anche l'anticipo INPS PER UN TOTALE DI € 2.987,00 ... altrimenti poi devo pagare troppi interessi... Anche se mi disturba molto il pensiero che forse non riuscirò a percepire neanche un euro di ciò che ho versato... Mi rimangono cosi € 20.800 circa, avrò delle risorse che mi permetteranno di fare la spesa al supermercato, di pagare le bollette del riscaldamento, pagare la scuola di mia figlia, pagare il telefono, l'assicurazione e la benzina della mia auto... E far fronte a qualche imprevisto... Sono tra quelli piu' "FORTUNATI" se non considero il mio carcinoma... Ma a novembre, che è gia qui, si ricomincia e chissà se riesco a chiedere alla mia banca un prestito per pagare l'anticipo delle tasse... Altrimenti poi dovrò pagare più interessi e sanzioni... Insomma non e' mai finita!!! Al cardinale Bagnasco vorrei chiedere di condannare come peccato grave i privilegi dei nostri politici e della casta in genere, che toglie agli onesti cittadini un diritto ad un futuro sereno... Siamo stati concepiti per essere Figli di pari diritti... Grazie Direttore, coraggio e andiamo avanti nella nostra battaglia per la vita... Un abbraccio Gio.
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# Franco_PD 2011-08-23 16:27
Articolo inappuntabile. Me ne è piaciuta la chiusa. Io emetto fatture, che per fortuna mi vengono sempre pagate. E non potrei mai evadere perchè rappresento un costo detraibile per chi mi paga e il nero me lo posso quindi sognare. Alcune settimane fa sono andato pimpante dal commercialista per l'annuale denuncia dei redditi. Lui mi segue ormai da decenni, e quest'anno ero veramente tronfio come un tacchino, visto che lo scorso anno è stato buono. E mi sembrava di aver guadagnato. Quando ho fatto la domanda che non dovrei mai fare (ma la faccio... la faccio... da quell'idiota che sono) "E alla fine della fiera, pagate le tasse, dimmi... quanto ho guadagnato VERAMENTE" mi sono sentito morire. In pratica per ogni euro incassato me ne resteranno in saccoccia un 30 centesimi tra una cosa e l'altra...
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# andrea 2011-08-24 14:30
Citazione Franco_PD:
Articolo inappuntabile. Me ne è piaciuta la chiusa. Io emetto fatture, che per fortuna mi vengono sempre pagate. E non potrei mai evadere perchè rappresento un costo detraibile per chi mi paga e il nero me lo posso quindi sognare. Alcune settimane fa sono andato pimpante dal commercialista per l'annuale denuncia dei redditi. Lui mi segue ormai da decenni, e quest'anno ero veramente tronfio come un tacchino, visto che lo scorso anno è stato buono. E mi sembrava di aver guadagnato. Quando ho fatto la domanda che non dovrei mai fare (ma la faccio... la faccio... da quell'idiota che sono) "E alla fine della fiera, pagate le tasse, dimmi... quanto ho guadagnato VERAMENTE" mi sono sentito morire. In pratica per ogni euro incassato me ne resteranno in saccoccia un 30 centesimi tra una cosa e l'altra...

Caro Franco _PD penso che ti sia sbagliato... se ti restano 30 cent ogni euro vuol dire che ti restano in tasca il 30%... io non mi lamenterei... a me me ne restano 4... (che è il 4%) ante tasse è l'8%
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# winston1984 2011-08-23 16:48
“Ci sono almeno tre regioni dove la demokratia significa... criminalità organizzata”
Forse..., ma la triade regionale è tanto ammanigliata al vertice centrale da palesare un legame strutturale. La Trinacria fa da esempio con i capataz dell’unto empio, come già Bassolino, bei del baffino... Oltretutto, come “l’evasore” è utile come untore, parimenti serve la bisogna una Cosa Nostra da mettere alla gogna: dà il là al “dagli al terrone” per gli aficionados del filone, si fanno belle Benemerita e fiame gialle, come pure Morfeo che sta sul Colle, insieme al caimano presidente, ch’è risaputo, si è fatto da sé, onestamente.

Forse bisognerebbe chiedersi quale sia la criminalità meglio organizzata, se quella vernacolare o quelle con le ambasciate... Ma fa niente..., un remake di “impiccalo più in alto” certo rilancerebbe il cinema nostrano..., semprechè nel tabellone si proceda dai meglio artisti: Al nano si allunghi il collo à la Najibullah, poi magari dal Pirellone il divo casto, quindi a seguire nel palinsesto le coorti tutte di fanti lesti...

Ma siccome è aliena l’indole truce all’Italiano, la pena sia pure per finta ma quasi reale; poi il maltolto sia confiscato ed ogni figuro mondato da quanto è sozzo con un buon lasso facendosi il mazzo: per quelli che lavoro che può nobilitare, si riaprano le solfatare; per i più duri, in fundo dulcis, ci sono le miere del Sulcis...
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# nicolas 2011-08-23 18:15
Lotta all'evasione fiscale! E vissero tutti felici e contenti.
Ottima analisi direttore. La lotta all'evasione fiscale è il feticcio da dare in pasto alle sottocaste o aspiranti castisti per fomentare l'invidia sociale nei bassi ceti. Contestualmente i tagli alla spesa pubblica diventano limature ridicole ben magnificate dalla stampa serva e casta. Apparentemente nulla di nuovo se non fosse che ora la Lega, dico la Lega (Vi sovvien, disse Alberto da Giussano, quando il Bossun minacciava scioper fiscal per far carriera?), la CeEI (anche se già in passato si è provveduto a far diventare peccato l'evasione fiscale), Tremonti in netto sorpasso su Visco e chi piu ne ha più ne metta.
Posso testimoniare, tuttavia, che la lotta all'evasione questa volta funzionerà.
Ieri nel mio esercizio un tizio alto due metri, credo, con voce imperiosa e cortesia affettata, una frazione di secondo prima che digitassi il suo amato scontrino fiscale ha tuonato: Mi da la scontrino per favore?
Gli rispondo: Eccolo mister! Lei si che è un bravo cittadino! E' così che si combatte l'evasione fiscale.
L'ha fatto perchè c'erano, per fortuna vista la crisi che c'è, 5 o 6 persone. Quello che mi consola? I commenti e mugugni degli altri clienti che hanno inveito contro i politici ladri e i veri evasori. Vi risparmio gli elogi imbarrazati di un cliente che mi ha visto crescere imprenditorialm ente.
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# Nieuport 2011-08-23 18:53
Articolo magistrale, come al solito.
Se poi volessimo fare l’elenco di tutti gli sperperi degli enti locali, dai 100.000 euro spesi da un comunello per un parcheggio inutile ai milioni del festival del cinema di Roma, voluto da Veltroni e confermato da Alemanno, non finiremmo mai.
Quello che va sottolineato è che lo sperpero non viene a caso, ma è stato voluto e pianificato con leggi apposite, chiamate, per ingannare il popolo, riforme.
Così come la nostra classe politica è spregevole non solo per ragioni storiche ma per colpa della legge elettorale, che permette le liste bloccate, per cui ci troviamo le Maria Rosaria Rossi e i De Gregorio, così gli enti locali sono sperperatori per colpa del decreto 29 e delle riforma Bassanini.
Prima i Comuni operavano secondo i testi unici del 1910 e del 1934, immortali esempi di leggi ben fatte, che definivano i loro compiti e dividevano le spese in obbligatorie e facoltative. Ogni spesa del Comune era sottoposta al vaglio della Giunta Provinciale amministrativa, poi del Comitato Regionale di Controllo, il segretario comunale rappresentava lo Stato e i dirigenti facevano carriera grazie ai concorsi. Ora i comuni possono spendere in quello che più gli aggrada, le delibere o le determinazioni non sono sottoposte a controllo, il segretario comunale è stato sostituito dal city manager, e i dirigenti hanno la carriera, e le indennità di posizione nelle mani dei politici. In altre parole, non c’è più alcuno strumento o controllo che serva a frenare lo spreco del denaro pubblico.
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# amsicora 2011-08-24 14:51
Infatti la spesa corrente in regioni ed enti locali è impazzita negli ultimi 10-15 anni...
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# alberto 2011-08-23 19:43
Grande Blondet! Ma io parlo dei Comuni piccoli di due o tremila abitanti,qui al Nord. Cosa fanno? Spendono soldi per assumere parenti, organizzare "pro loco", annoiare tutti con continue scempiaggini, sagre, della fragola, della castagna, del fungo porcino, miss maglietta bagnata, festa "country", festa latino americana, tributo a Van Des Sfross, a Reitano, balli, serate danzanti di liscio e così via: tutti pretesti per incitare i giovani alla sbornia, alla stupidità e per buttare (con guadagno loro) i soldi che ci estorcono spesso con un bel semaforo con telecamera truccato, vigili (parenti) assunti in gran numero e così via. Ma per favore, quale democrazia? Ma che i Comuni sotto i 5.000 abitanti vengano aboliti e che tutti gli altri si limitino alla raccolta differenziata ben fatta e a elaborare piani regolatori fatti con onestà e rispetto della natura. Il resto sono solo chiacchere e furto dei nostri soldi.
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# Andrea V. 2011-08-23 20:35
IO eliminerei i prefetti.
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# rivalta50 2011-08-23 21:27
Sono stato amministratore in un piccolo Comune per 10 anni di cui 9 in giunta, ma non ho mai percepito un centesimo, vi è stata la rinuncia collettiva a tutti gli emolumenti; il risparmio così ottenuto è stato usato per la collettività.
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# milarepa 2011-08-23 21:32
Dato che viviamo in una collettività fintamente collettiva, vorrei che mi fosse spiegato, dato che abbiamo quotidiana dimostrazione che chi dispone di un potere se ne approfitta anche uccidendo, con che faccia andiamo poi, salendo la scala, a fare la morale ai finanzieri internazionali, padroni di tutto, avendo intuito le possibilità che gli sono capitate... oltre qua non riesco ad andare.
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# publied 2011-08-23 21:53
Già: "Perchè la funzione pubblica, più soldi ci spreme, più ne spreca e spende".
Che delusione.
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# zara 2011-08-23 22:28
La butto lì: Quanto ci costano le 115 basi americane sul suolo italiano?
Loro e i 15 militari statunitensi di stanza in Italia?
Poi la casta ci dice che 41 anni di versamenti sono pochi per il lavoratore, andare un pensione, ci chiedono di aggiungerci un mese per i prossimi scaglioni del 2012 e altri mesi aggiuntivi a seguire.
Pecoroni siamo! E fessi!
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# monardigelateria 2011-08-23 22:31
Caro Maurizio,
tutto quello che hai scritto è sacrosanto. ma secondo me la prima cosa che rende tutti "schiavi" del sistema è una ed anche enorme. E' lì sotto gli occhi di tutti e nessuno la vede, ognuno sviato da quei "rumori di fondo" di cui tu hai parlato, in modo accorato, decine di volte, da quelle "false flag" di cui continui a scrivere con la bava alla bocca ed il cuore in mano. In Italia, correggimi se sbaglio, non c'è un "VULNUS di DEMONIOCRAZIA": di quella ce ne è TROPPA; in Italia c'è un "VULNUS AUCTORITATIS". Basta un Comune, una provincia, una sovraintendenza e tutto si blocca. Non so se ricordate, ma per costruire mi pare 35 km di variante di valico tra Sasso Marconi e Barberino del Muggello, costo tecnico diciamo 100, tra opere chieste dalla Regione Emilia Romagna, province varie, Comuni che pretesero piscine, centri sportivi come indennizzo o balzello feudale per dare l'ok, il costo dell'opera lievitò a 1.500. Le opere furono realizzate tutte: la strada vi consta che sia stata fatta? NOOOOOO!!!
E quando i piloni dell'energia elettrica furono boicottati? E quando un governo tollera, senza rimuoverli, che dei suoi funzionari, notai, redigono atti a migliaglia per il trasferimento di proprietà di mq 1 di terra per impedire la costruzione di una ferrovia fa per caso l'interesse pubblico o quello delle cricche e delle caste?
Quando il governo riprendendo in mano l'AUCTORITAS chiuderà d'ufficio le varie ambasciate ed uffici di rappresentanza regionali all'estero in quanto questi signori violano la COSTITUZIONE, allora le manovre non serviranno come non serviranno più le "grida" ed i "Dalli all'untore" contro gli evesori.
Qualche anno fa il presidente della provincia di Ascoli Piceno, una di quelle in predicato di essere "chiusa", stanziò mi pare 200.000 o 300.000 euro per costruire case in Sri Lanca non commise un VULNUS contro la COSTITUZIONE?
Il medesimo era quello che durante la campagna elettorale predicava una "Vita più austera e più rigorosa" forse il Modello Cubano o Coreano del Nord erano i suoi obiettivi? Dovreste vedere lo stato in cui versano le strade della provincia... ma le aziende che costruirono le case nel Sub continente indiano indovinate chi erano?
E con rammarico ed amarezza devo constatare che ancora una volta la gerarchia della Chiesa ha perduto un abuona occasione per TACERE!!!
Comunque grazie per tenere acceso ancora il cerino in un mondo di gechi!!!

Luciano Garofoli
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# monardigelateria 2011-08-23 22:31
Caro Maurizio,
tutto quello che hai scritto è sacrosanto. ma secondo me la prima cosa che rende tutti "schiavi" del sistema è una ed anche enorme. E' lì sotto gli occhi di tutti e nessuno la vede, ognuno sviato da quei "rumori di fondo" di cui tu hai parlato, in modo accorato, decine di volte, da quelle "false flag" di cui continui a scrivere con la bava alla bocca ed il cuore in mano. In Italia , correggimi se sbaglio,non c'è un "VULNUSdi DEMONIOCRAZIA": di quella ce ne è TROPPA; in Italia c'è un "VULNUS AUCTORITATIS". Basta un comune, una provincia , una sovraintendenza e tutto si blocca. Non so se ricordate, ma per costruire mi pare 35 km di variante di valico tra Sasso Marconi e Barberino del Muggello, costo tecnico diciamo 100, tra opere chieste dalla Regione Emilia Romagna, province varie, comuni che pretesero piscine, centri sportivi come indennizzo o balzello feudale per dare l'ok, il costo dell'opera lievitò a 1500. Le opere furono realizzate tutte: la strada vi consta che sia stata fatta? NOOOOOO!!!
E quando i piloni dell'energia elettrica furono boicottati? E quando un Governo tollera, senza rimuoverli, che dei suoi funzionari, Notai,redigono atti a migliaglia per il trasferimento di proprietà di mq 1 di terra per impedire la costruzione di una ferrovia fa per caso l'interesse pubblico o quello delle cricche e delle caste?
Quando il Governo riprendendo in mano l'AUCTORITAS chiuderà d'ufficio le varie Ambasciate ed uffici di Rappresentanza regiolnali all'estero in quanto questi signori violano la COSTITUZIONE, allora le manovre non serviranno come non serviranno più le "grida" ed i "Dalli all'untore" contro gli evesori.
Qualche anno fa il presidente della Provincia di Ascoli Piceno, una di quelle in predicato di essere "chiusa", stanziò mi pare 200.000 o 300.000 euro per costruire case in Sri Lanca non commise un VULNUS contro la COSTITUZIONE?
Il medesimo era quello che durante la campagna elettorale predicava una "Vita più austera e più rigorosa" forse il Modello Cubano o Coreano del Nord erano i suoi obiettivi? Dovreste vedere lo stato in cui versano le strade della provincia...ma le aziende che costruirono le case nel Sub continente indiano indovinate chi erano?

E con rammarico ed amarezza devo constatare che ancora una volta la gerarchia della Chiesa ha perduto un abuona occasione per TACERE!!!

Comunque grazie per tenere acceso ancora il cerino in un mondo di gechi!!

Luciano Garofoli
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# EdoardoCas 2011-08-24 00:08
Grazie Direttore, quella indicata sarebbe la strada da seguire.
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# SART 2011-08-24 00:24
Perché non parlare delle nostre Forze Armate? A che servono se siamo una nazione occupata? Per gli interessi di chi combattono, se non dell'occupante?
Paghi lo Stato occupante le sue truppe coloniali, come facevamo noi con i nostri ascari cirenaici e tripolitani.
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# Codreanu Palermo 2011-08-24 00:55
Alla faccia dei cittadini siciliani che stanno soffrendo i tagli di interi reparti nei nosocomi dell'intera isola, riporto una notizia che mi ha veramente fatto girare le scatole.
In verità è stata resa nota da un movimento politico che, mi pare di intuire, avrebbe qualche aggancio - o forse qualche ricoverato - al Policlinico di Palermo. Riporto il comunicato tralasciando di citare il movimento, tanto su google è indicizzato.

"Accolti il 28 luglio in aeroporto da Raffaele Lombardo - e trasportati da 18 ambulanze, in una città in cui trovarne una non è mai facile e in cui i posti letto hanno subìto i tagli alla Sanità voluti dallo stesso Lombardo e dal suo assessore Massimo Russo - sono arrivati in città altrettanti libici feriti, tra loro solo una donna, tutti del fronte anti-Gheddafi, per essere ricoverati al Policlinico universitario di Palermo - reparto di Chirurgia d’urgenza, direttore il professor Gulotta - in virtù di accordi tra Autorità temporanea di Bengasi, Regione Sicilia e ministero degli Esteri, accordi che coinvolgono anche l’università, particolarmente solerte, pare in cambio di un lauto compenso, nel mettere a disposizione un team d'emergenza di ben 7 primari del Policlinico, a cui si è aggregata anche una specialista di chirurgia della mano, giunta da Roma.

Il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia, Giacomo De Leo, aveva assicurato alla vigilia che gli “illustri” pazienti sarebbero stati ben presto collocati in differenti reparti, ma così non è stato (http://portale.unipa.it/home/News/notizie/news_0532.html).

Infatti, un intero settore, situato al piano terra, sgomberato in fretta e furia, con grave disagio di malati e familiari, è stato riservato ai nuovi arrivati. Per l’occasione, se n’è rifatto il look – biancheria nuovissima, alimentazione e accessori ad hoc, letti e sedie a rotelle di ultima generazione, materassi e comodini nuovi sono solo alcuni degli optional – trasformandolo in un’“oasi” di efficienza, sconosciuta ai comuni ricoverati, in cui non vigono più le normali regole ospedaliere e da cui è nei fatti permesso entrare ed uscire quando si vuole, magari per andare a spendere qualcuno dei tanti biglietti da 500 euro che il personale e i pazienti non hanno potuto fare a meno di notare fra le mani dei ribelli.

Medici, infermieri e inservienti, che per ovvie ragioni desiderano mantenere l’anonimato, sono costretti agli straordinari, e a trascurare i normali pazienti, perché gli ospiti – per nulla riconoscenti e spesso arroganti – non si adattano alle normali regole di convivenza, fumando allegramente nelle stanze e sporcando senza ritegno i locali della struttura.

Dal 12 agosto, 8 di loro sono stati dimessi – uno ha persino riacquistato la vista e ce ne congratuliamo con i medici, lamentandoci solo del fatto che, com’è noto a molti palermitani, in quell’ospedale si preferisce spesso delegare ad altri l’eventualità di affrontare casi particolarmente difficili – e i loro sodali, per la felicità, hanno occupato gli spazi lasciati liberi con suppellettili ed oggetti vari per timore che normali pazienti vi fossero destinati, accettando, poi, solo in extremis la convivenza.

Il rettore Lagalla – probabile candidato sindaco alle prossime amministrative – assicura trattarsi dell’”esito di una collaborazione che dura da diverso tempo tra Italia e Libia” (http://portale.unipa.it/home/News/notizie/news_0532.html);
ci permettiamo di dubitarne, a meno che gli accordi vigenti fino a pochi mesi fa tra il nostro Paese e la Libia di Gheddafi non debbano essere estesi, oggi, anche a chi, con il supporto determinante della NATO e il voltafaccia del governo italiano, sta tentando invano di scalzare il leader firmatario degli accordi stessi che, ci piaccia o no, è sempre sostenuto fortemente dal popolo, nonostante le falsità propagate dai media occidentali sul suo conto".

Questa la notizia, sicuramente da approfondire.
La conclusione del comunicato, ovvia e sacrosanta:

"Alla luce di quanto esposto e documentato, [il movimento] chiede a tutte le autorità interessate che le stesse attenzioni e i privilegi riservati ai ribelli anti–Gheddafi – spesso sospettati di essere mercenari - vengano estesi a tutti i degenti palermitani, ospitati in strutture molto poco accoglienti, e che, inoltre, siano accolti negli ospedali cittadini – universitari e non – anche i numerosi feriti civili – tra loro molte le donne e i bambini - vittime innocenti dei bombardamenti NATO a cui, purtroppo, anche l’Italia partecipa attivamente con l’appoggio unanime di partiti e alte cariche dello Stato. Chiede, inoltre, al professor De Leo che – come previsto per l’ospedale di Bengasi – il Policlinico mandi in autunno anche a Tripoli i propri specialisti, dimostrando così la neutralità che i medici dovrebbero mantenere di fronte alle conseguenze di un conflitto".

Cioè... sapevo dei libici a Palermo dai quotidiani che, servili come sempre, hanno rifatto il look a Lombardo, ma non avevo trovato una sola parola scritta sui gravi disagi creati ai degenti e meno che mai sulle "grandi manovre" per abbellire il reparto!!!
Lombardo mi fai sempre più schifo! Ma cosa dobbiamo subire ancora prima che finalmente i siciliani lo mandino a casa a suon di calci nel molle deretano???
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# mauro73 2011-08-24 08:54
Grande Maurizio! E basta... Parla una partita IVA che ne ha piene le palle di pagare tasse. Preciso, una partita IVA da 23.000 euro lordi ovvero 18.000 netti (lasciamo stare i costi fissi se no mi metto a piangere...) quanto sopra in virtù di un regime dei minimi mal interpretato dal mio commercialista... ah.. dimenticavo sono laureato, sposato con 2 figli e ho 38 anni, mia moglie è una lavoratrice autonoma e ha lavorato fino al giorno prima di partorire, poi... 15 gg di meritata gravidanza e di nuovo al lavoro.
Non è per fare del vittimismo ma come noi ce ne sono tantissimi che, credetemi, alla prima occasione utile taglieranno la testa a questi privilegiati in quanto c'è troppa iniquità!
Dimenticavo anche io non posso evadere ma, se potessi, lo farei subito (direttore mi conforta molto il suo articolo perchè è oggetto di scontri odierni...).
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# aloisius 2011-08-24 09:07
Citazione CESCO:
Questo Stato, nacque marcio, e morirà della sua stessa malattia


Anche schiavo, come lo è da troppo tempo, o dovremmo dire colonizzato?
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# Katto 2011-08-24 09:28
Da dipendente provinciale sono d'accordo con l'abolizione delle provincie x i motivi che il direttore racconta. Sarei interessato a capire come si riequlibria il rapporto tra enti (piccoli Comuni e regioni) cioè come risolviamo il tema della rappresentanza dei territori. Perchè l'ipotesi prefettizia (cioè di un organo non elettivo non funziona); proprio l'esempio portato nell'articolo ci dice che chi ha ritardato l'opera e ha obbligato ad una scelta sbagliata è stato un ente diretto da personale non voluto.
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# Q 2011-08-24 10:40
VIVA L'ITALIA.
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# Luigi B. 2011-08-24 11:19
A metà degli anni '70 studiavo geografia e mi colpì che la Danimarca aveva commissionato uno studio ad alcune sue università su come rendere la PA più snella, efficiente e vicina al cittadino. Ne risultò la necessità di eliminare molti enti e accorpare molti Comuni, fino a raggiungere delle unità amministrative di almeno 50.000 abitanti l'una, le contee. Quella taglia demografica infatti era il minimo per poter gestire bene tutti i servizi di una società sviluppata. Noi invece siamo andati nella direzione opposta e, come ben evidenziato dal Direttore, il nostro eccesso di democrazia ha portato malcostume e inefficienza. Io sarei per abolire immediatamente tutte le province, avocare la sanità dalle regioni allo Stato, creare areee urbane omogenee con un solo consiglio comunale e creare Comuni-comprensori di almeno 50.000 abitanti. Insomma, un taglio radicale. Ma so che non interessa a nessuno.
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# matilde 2011-08-24 11:30
Invece di un commento al Suo articolo, mi viene da commentare il diluvio di commenti positivi dei lettori al suo ineccepibile articolo.
Ma insomma, se siamo tutti d'accordo e non sopportiamo più l'oppressione di furbetti e disonesti, perché non facciamo qualcosa?
Un altro partito degli onesti? Un nuovo movimento di grillini altrettanto (e forse più) astuti dei partiti che contestano?
No, non insorgete. Lo so anch'io che non è di questo che abbiamo bisogno.
Nè nemmeno servono i movimenti tipo gli "indignados" della Puerta del Sol di Madrid: molto folcloristici e anti-sistema, ma del tutto irrilevanti politicamente.
Perché non invece un raggruppamento che si presenti alle prossime elezioni politiche con un unico punto programmatico: tagliare nella successiva legislatura del 50% (sì: del 50%, non dello 0,5%!) le spese della politica.
Un solo punto nel programma e un solo mandato: alla fine della legislatura il raggruppamento si dissolve e chi lo ha rappresentato per 5 anni se ne torna alla vita civile (senza, si intende, maturare alcuna pensione da ex-parlamentare).
Se tutti siamo sinceramente indignati dal vergognoso comportamento di questa Seconda Repubblica (peggiore della Prima), il raggruppamento dovrebbe ottenere larghi consensi ed ottenere una rappresentanza sufficiente ad obbligare la casta a confrontarsi con le proprie istanze.
In fondo in Islanda, di fronte alla vergogna di una classe dirigente che aveva svenduto il Paese alle élite finanziarie, la società civile ha avuto la forza e la dignità di mandare tutti i politici di professione a casa, nominare dei rappresentanti della società civile, riscrivere la Costituzione, ripudiare il debito estero e denunciare gli strozzini delle banche internazionali, che hanno dovuto chiudere i propri uffici e scappare a gambe levate per evitare la carcere. E questo tutto in tre mesi! (Sarà per questo che l'asservita stampa di regime ha cessato di occuparsi dell'Islanda da 6 mesi a questa parte).
E non venitemi a dire che un governo non può avere come unico obiettivo quello di tagliare gli sprechi della politica, perché invece si deve occupare di relazioni internazionali, di politica economica e industriale, di promozione delle iniziative di sviluppo pubbliche e private, di crescita della società civile (istruzione, sanità, cultura...).
Perché, scusate tanto,gli ultimi governi (non solo quello dell'impresentabile Bunga-Bunga) hanno fatto nulla di questo? E questo ha forse impedito al Berlusca e al non migliore Prodi prima di lui di considerarsi capi di governo a pieno titolo? Anche se tutto hanno fatto, durante i loro mandati, meno che governare?
No, cari amici lettori, se non prendiamo l'iniziativa è perché in fondo siamo tutti troppo ignavi per assumerci la responsabilità del cambiamento.
Meglio il mugugno, allora... che ci fa sentire moralmente migliori di quelli che critichiamo, ma in fondo non richiede che facciamo alcuno sforzo personale!
Ma allora, smettiamo una buona volta di dire che la società civile è molto meglio della casta e ammettiamo che la casta esiste perché rappresenta fedelmente quello che siamo.
Scusate lo sfogo. Ma la proposta resta.
Chiederei perciò al Direttore di ospitare una stanza di dibattito tra chi se la sente di raccogliere la provocazione.
Cordiali saluti,
Alberto
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# aloisius 2011-08-24 11:47
Aforismi e frasi su politica e corruzione.

"La corruzione di una repubblica nasce dal proliferare delle leggi" Giovenale (l'Italia è la nazione europea con il maggior numero di leggi in assoluto).

"A proposito di politica... ci sarebbe qualcosa da mangiare?"
Totò

"Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee". Leo Longanesi (questo vale per il mondo intero).

"Prima raccogli i fatti, così in seguito potrai distorcerli come ti pare". Mark Twain

"Vorrei meno corruzione o più occasioni per parteciparvi".
Ashleigh Brilliant

"Il problema è che il 90% dei politici rovina il buon nome di tutto l'altro 10%". Henry Kissinger (deve aver avuto un momento di incontrollata modestia, visto che lui non è certamente da annoverare tra il 10%).

"I nove decimi delle attività di un governo moderno sono dannose: dunque, peggio sono svolte, meglio è".
Bertrand Russel (oggi, oltre a essere dannose, sono criminali).

"Governare è far credere". Niccolò Macchiavelli

"La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato". W.Churchill

"La corruzione esiste da molto tempo ed è quindi molto vecchia, ma ogni anno invece di morire diventa sempre più subdola e arzilla". L.W. Brown (oggi è assurta a sistema).

"La miglior dote dei politici è l'ipocrisia: quella dei peggiori giornalisti è di mascherarla". L.W. Brown

"Non ci può essere una crisi la settimana prossima. La mia agenda è già piena" H.Kissinger (ora i Bilderberg si sono aggiornati).

"Chi rompe non paga e si siede l governo". Leo Longanesi

"Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto" B. Makaresko

"Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino sincere e l'omicidio rispettabile e per dare una parvenza di solidità all'aria". George Orwell
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# mauro73 2011-08-24 14:17
Grande Direttore,
mi fa piacere vederla così in forma...
articolo CONDIVISO al 100%. E per quanto riguarda il finale? E' l'unica arma rimastaci... peccato che anche io, come Lei, non posso evadere un euro.
P.s.: Quest'anno la mia partita iva dice così: 23.000 euro lordi praticamente 18.000 netti (non considero i costi fissi altrimenti mi metto a piangere..), Considerando anche quanto segue: 10 gg di ferie all'anno (già da 10 anni), 45/47 h di lavoro alla settimana, età 38 anni, sposato con 2 figli (5 e 7 anni). Ah dimenticavo... una laurea... moglie autonoma che ha lavorato fino al giorno prima di partorire, poi dopo 2 settimane ovviamente a lavoro... che dire... per quanto mi riguarda sarei disposto alla revolution come gli arabi domani mattina... specialmente quando sento questi parassiti imporci nuovi balzelli e tasse.
Mi rivolgo anche alla schiera dei dipendenti pubblici che si lamentano sempre o quasi (tolto i co.co.pro..., etc., contratti a termine che, ovviamente smatassano tutto quello che non fanno i loro superiori...). Ma che avete da lamentarvi? Se state tanto male propongo uno scambio di lavoro... come me dovrebbero esserci circa 700.000/800.000 mila "partite IVA" (o dipendenti mancati...) coraggio fatevi avanti.
Anche voi dovreste ribellarvi per primi contro i balzelli, i privilegi dei privilegiati etc., ma.... probabilmente per voi va bene così: rendita assicurata, esenti dalla concorrenza, buoni pasto, se non si ha capo ufficio rompiballe anche spesa in orario lavoro, assenze ingiustificate, etc. 5 settimane di ferie all'anno, convenzioni con enti per vacanze, cellulare e quant'altro...
Per concludere: voi dipendenti pubblici non lamentatevi perchè c'è chi sta molto peggio di voi... e invece cercate, dall'interno, di cambiare il sistema pubbico perchè è veramente la rovina di questo Paese... (l'altro post devo essere andato perso... problemi in rete... lo riscrivo).
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# gianfranco56IT 2011-08-24 17:41
Caro Direttore,
trovo l'articolo, come sempre ampiamente condivisibile.
Solo una cosa mi preme sottolineare.
Prima di tutto che andrebbero abolite non le province ma le regioni.
Delle regioni proprio non si sa che farne.
Oltretutto sono lontane dal territorio mentre invece i compiti delle regioni (quali?) potrebbero eventualmente essere girati alle province.
Le regioni, a mio modesto avviso, sono enti inutili.
Ciò detto, l'eliminazione delle province questa volta verrà fatta perché è già nel DL in discussione al Senato.
E poi, Giorgio non dice niente, dunque si farà.
Altra cosa che verrà fatta è l'eliminazione dei Comuni sotto 1.000 abitanti.
Altra cosa che è in discussione nel DL è l'obbligo entro il 2012 - per i Comuni fino a 10.000 abitanti di svolgere la maggior parte delle funzioni in forma associata.
Il che, non è poco.
Quanto agli stipendi della presunta casta o burocrazia pubblica, ci andrei più cauto.
Il sottoscritto - che ci lavora dal 1980 - che è da anni responsabile di ufficio e che si occupa di almeno 4 servizi obbligatori, prendere la bellezza di 1.300,00 €;
senza contare che il nostro stipendio è stato bloccato fino a tutto il 2013 compreso.
E poi, tenga conto anche di questo:
lo Stato (sì, per dire, ma non esiste) ha stipulato un contratto con me a luglio 1980 dove, si badi bene, dopo 25 anni avrei goduto la pensione.
Bene, dopo pochi anni si è rimangiato quel contratto, (se fosse un privato lo portavo in tribunale) e mi ha detto che mi dava la pensione dopo 35 anni.
Bene, dopo pochi anni si è rimangiato pure quel contratto;
Mi ha detto: mi spiace ma devi lavorare fino a 40 anni.
Bene (si fa per dire) adesso mi ha appena detto che dovrò andarci dopo 40 + 1 anno senza stipendio che, diventano 41.
Poi mi ha aggiunto, come se non bastasse, che siccome si diventa tutti più longevi, ci dovo andare ancora dopo 3 mesi, dunque, per finire 40 anno +1 + tre mesi.
Ma, io le dico, caro direttore che adesso le cose stanno così, come le son state prima che il presunto Stato (che non esiste, altrimenti potrei chiedere i danni per recesso unilaterale del contratto) non le dichiarasse carta straccia.
Ora mi dice,la tua liquidazione la vedrai, dopo almeno due anni.
Sa come concludo, caro direttore, che forse se in quel lontano 1980 avessi accettato l'offerta di lavoro privato, adesso molto probabilmente sarei milionario e, molto probabilmente già in pensione.
Chiudo: capisco benissimo gli evasori fiscali, è molto difficile dar loro torto quando di parla di Stato, di Italia, di Comuni, di province.
Alla fine si parla di una casta fancazzista e di qualche sub-acqueo ben abbronzato e basta.
Cordiali saluti.
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# Giateno 2011-08-24 20:26
Egregio direttore,
immagino che quando parla delle tre regioni dove comanda la criminalità organizzata, una di queste sia la Lombardia, dove in nome di Gesù Cristo, un nota organizzazione criminale occupa tutti i posti di potere. Che non sono certo quelli di cui parla Lei con molta enfasi, cioè le poltroncine dei politici, ma ben altre.

Giustamente, fa notare il costo dei dipendenti pubblici nelle sole province: ecco il costo vero. Lei pensa che ridurre i politici farà ridurre i costi? Impossibile. Il risparmio sarà mangiato da ulteriori inefficienze della burocrazia. Sono certo che, vista la sua esperienza, sa bene che i più grandi mazzettari esistenti siano i burocrati (il geometra comunale ne rappresenta l'esempio più basso). Con qualche politico in meno a rompere i co..., certamente avranno ulteriore spazio per i loro magna magna. Tanto mica dovranno venire a chiederle il voto, sono lì vita natural durante, quasi per imposizione divina.

E mentre parliamo di queste ca... (notare che insieme al crollo delle Borse manovrato dai soliti noti, ai presunti "ribelli liberatori" della Libia, il tema principali dei giornali nazionali era proprio il leit motiv anti-politica), Autostrade spa si mangia miliardi di euro, nostri.
Ma l'importante è tagliare i consiglieri comunali da 12 euro a gettone!
Saluti
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# Silima 2011-08-24 20:39
Dal sito http://europa.eu/

"Il bilancio annuale dell'Unione europea ammonta a circa 133,8 miliardi di euro – in termini assoluti è molto, ma in termini relativi questa somma corrisponde solo all'1% della ricchezza prodotta ogni anno dai Paesi dell'UE. In termini di spesa pro capite, si tratta di 235 euro per cittadino".
C'è chi dice che preleviamo dall'UE più di quanto diamo, a parte questo, mi sembra una voce di spesa da non sottovalutare.
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# milvus 2011-08-25 11:02
Ho letto l'articolo-risposta del dottor L. Copertino, perchè questi argomenti sono molto difficili da trattare, e mi è servito per chiarire un po' le mie idee.
Con quello che sta succedendo in Libia, secondo il mio modestissimo parere, mettere mano, in questi momenti drammatici economicamente, sarebbe un errore. Il problema delle provincie è complesso, si dovrebbe trattare in tempi di pace, se Obama ce li vorrà concedere, è una faccenda tipicamente italiana. Sarebbe spiacevole che si accendesse la miccia tra "coloro che danno soldi allo Stato" e "coloro che dallo Stato li prendono", mentre siamo in guerra con la Libia, per opportunismo del governo, ed in alleanza con Francia, Inghilterra, USA. E' evidente che, anche se nessuno lo dice, c'è un qualcosa che non va nel governo e nel suo bisogno di reperire fondi dai cittadini, fa parte di schemi più vasti che per prudenza è meglio considerare. D'accordo, Craxi indebitò l'Italia nelle generazioni a venire per fare le regioni senza fondi, un doppione con le provincie, che c'erano nella Costituzione, ora il socilismo è anacronistico, come spiega Copertino, ma lui prudentemente accetta di essere il capro espiatorio, in attesa di tempi migliori, se verranno. Arabbiarsi è come lasciare che altri dettino il controllo della nostra emotività, lamentarci invece va bene. Difenderci ad oltranza, no, sebbene, come dice il direttore Blondet, c'è gente che paga le tasse fino all'ultima lira per mantenere quella parte del Paese che vive di burocrazia, ma fare cambiamenti paseudorivoluzi onari adesso, forse è concedere poteri ad enti sovranazionali che non hanno e potrebbero addurlo come pretesto per commissariarci, visti i governanti che abbiamo.
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# l.saletti 2011-08-25 13:53
Bravo Direttore.
Finalmente qualcuno che ha rotto il tabù delle regioni.
Ha davvero senso avere 20 Sistemi Sanitari in Italia?
Condivido con lei: eleviamo di livello il potere legislativo (ed anche di veto se necessario).
Stato e Comuni sono più che sufficienti. I Prefetti possono fare egregiamente da cinghia di trasmissione fra Stato centrale e periferia.
Bossi non avrà piacere, ma d'altra parte lui è lo specchio della decadenza italiana.
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# maspam 2011-08-25 22:59
Ma una riforma fiscale sull'esempio delle normative anglosassoni, dove si possano detrarre tutte le spese sostenute, no? Dove sia interesse dell'acquirente chiedere scontrino o fattura e non, come adesso, che conviene ad entrambe le parti fare transazioni in nero. Cosa impedisce di affrontare il problema alla radice?
---------------------------------------------------------
Il fatto che lo Stato incasserebbe meno.
FdF
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# lettera41 2011-08-26 01:24
Caro Direttore,
per me nell’evasione fiscale non c’è nessuna obiezione di coscienza o legittima difesa.
Non nobiliti gente che persegue solamente il proprio utilitarismo egoista.
Quando Lei ha deciso di fare il giornalista ha anche scelto la vita del pagatore di imposte. C’è chi invece fa scelte diverse e nella sottocultura dell’evasione fatta di aumma-aumma, mazzette, fondi neri e controlli arrangiati si trova benissimo.
L’evasione a mio avviso ha due effetti devastanti e non parlo dei mancati introiti per lo Stato che, come dice Lei, se disponesse di più risorse probabilmente si farebbe fuori anche quelle.
L’evasore è un formidabile difensore della casta e dello status-quo, mugugna ma vota chi continua a garantirgli l’evasione: in quale Paese occidentale a un gioielliere medio è permesso dichiarare 14.300 Euro di imponibile annuo (quindi c’è chi dichiara anche meno), a un gestore di bar 16.300 Euro... a un solone medico chiedere 200 Euro senza fattura per una visita di 20 minuti?
In quale Paese occidentale i lavoratori autonomi vivono in media con 16.000 euro l’anno, sempre stando ai dati elaborati dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia sulle dichiarazioni dei redditi medi? Alla fine se la regione Sicilia assume in un colpo solo un inutile esercito di 28.000 precari (“Federalismo alla siciliana”) a loro cosa importa. Si lamentano di tanto in tanto ma che Dio conservi la casta! E’ l’Italia il paradiso fiscale.
E poi non è vero che rischiano solo loro: i manager dell’industria privata non rischiano lavoro, salute e carriera? E pagano anche le tasse.
Penso però che ci sia un altro effetto, ancor peggiore: in Italia, grazie all’evasione, l’idraulico, il meccanico e il bottegaio guadagnano più dell’ingegnere. Buon per loro ma il risultato è che non c’è incentivo allo studio, alla conoscenza e le università sono diventate giusto degli ammortizzatori sociali che ritardano di qualche anno l’ingresso di nuovi sottoccupati nel mondo del lavoro.
Perciò estremizzando chi ha il contante non ha cultura: si esprime con un vocabolario di 300 parole ma gira con un SUV da 60 mila Euro. Vedo moltissimi evasori tra i selvaggi con telefonino.
Non so, ma l’evasione mi sembra davvero indifendibile.
Cari saluti.
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# Abete Rosso 2011-08-26 11:36
A-R-T-I-C-O-L-O S-U-P-E-R-L-A-T-I-V-O!!!
Maurizio Blondet, sono felice di averla conosciuta!
Ma la verità ci farà davvero liberi?
Quante imposizioni, quante ingiustizie, quanti balzelli, quante rapine da Bruxelles fino al nostro comune di residenza ci vengono quotidianamente imposte!
Commercialisti, notai, avvocati, geometri, architetti, dirigenti statali e compagnia bella mi raccontano di questa o di quella ingiustizia che arrogantemente il Leviatano ognora ci costringe a subire. Tutti si dicono sdegnati, tutti si vergognano di obbedire ad uno Stato che li costringe a richiedere ciò che è contrario al buon senso e alla giustizia. Tuttavia mi sorgono spontanee alcune domande: quanti, su queste inefficienze, ingiustizie, forche caudine burocratiche ci vivono e magari, proprio grazie ad esse, si fanno la villa al mare? Quante sono le lacrime di sdegno e di sofferenza e quante quelle di coccodrillo?
Quanti sono coloro che chinano il capo e le subiscono consapevolmente e quanti non sono nemmeno consci del loro umiliante stato di schiavitù?
Perché, se vi fosse la generale consapevolezza della nostra ignominiosa schiavitù, il tempo delle parole dovrebbe finire...
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# sculto 2011-08-29 15:49
Oramai non riesco più a leggere gli articoli sulla classe politica. Mi sale un nervosismo d'impotenza e di frustrazione che potrei trasformarmi in un rivoluzionario, anzi chiedo scusa, i rivoluzionari oggi non esistono più, ci sono solo "terroristi".
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