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Urbanistica, il futuro passa dalla rigenerazione sostenibile
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Città efficienti e ben collegate fra loro, edifici sicuri e rispettosi dell’ambiente, spazi pubblici come isole verdi. Non è Utopia ma l’Italia del futuro dopo un piano di rigenerazione urbana sostenibile. Un progetto ambizioso per ripensare il territorio nato dal Cnappc (Consiglio nazionale architetti pianificatori paesaggisti e conservatori) con l’appoggio dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) e di Legambiente.

COSA VA MALE - Leopoldo Freyrie, presidente del Cnappc punta l’accento sui problemi delle città: «Ci sono difficoltà di mobilità, nel ciclo dei rifiuti e gli agglomerati urbani appaiono isolati, non abbastanza in rete tra loro». Freyrie rileva anche una tendenza eccessiva alla settorializzazione negli interventi governativi: «Non abbiamo bisogno di un piano casa, uno per l’energia e uno per le città. Questa visione ristretta ha fatto sì che sia stata spesa una montagna di soldi negli incentivi per il fotovoltaico. Poco più di un palliativo se le case non sono efficienti da un punto di vista energetico».

RINNOVABILI E RIQUALIFICAZIONE - Gli impianti per la produzione di energie rinnovabili e la riqualificazione, ossia l’ammodernamento degli edifici già costruiti, traineranno il mercato delle costruzioni nei prossimi tre anni secondo il rapporto diffuso dal Cresme (Centro di ricerche economiche, sociali e di mercato per l’edilizia e il territorio). La necessità della riqualificazione è legata alla volontà di abbattere i consumi energetici, a fattori idrogeologici, all’età avanzata delle case (oltre la metà ha più di 40 anni), alle cattive condizioni delle abitazioni (per il Cresme oltre 250 mila edifici sono in condizioni pessime e più di due milioni in condizioni mediocri).

MANCANZA DI CONSAPEVOLEZZA - Un altro dato emerso dal rapporto del Cresme è la mancanza di consapevolezza degli italiani riguardo allo stato effettivo delle proprie abitazioni. Per esempio tra coloro che abitano in una zona sismica, la maggior parte crede di vivere in un’abitazione costruita secondo criteri antisismici, mentre è risaputo che solo una risicata percentuale delle abitazioni costruite in zone a rischio di terremoto dispone di misure in grado di garantirne la stabilità. Proprio per aumentare la consapevolezza dei cittadini, il Consiglio nazionale degli architetti ha pensato di mettere appunto una app per smartphone per verificare le condizioni della propria abitazione. Sarà gratuita e consentirà, tramite semplici quiz, di effettuare un primo controllo.

INQUINAMENTO INDOOR - Inoltre, tra gli intervistati, è emersa scarsa sensibilità riguardo ai temi dell’inquinamento indoor, ossia dell’inquinamento che riguarda l’interno di case, uffici e luoghi di ritrovo. La mancanza di informazione su questo tema è particolarmente preoccupante visto che gli italiani passano l’80 per cento del proprio tempo in ambienti chiusi.

STRUMENTI - Il sogno di una vita, ottenuto a costo di grandi sacrifici, non ha una durata eterna. Freyrie sottolinea: «Le case hanno una durata che va dai 50 ai 90 anni. Molte delle case costruite negli anni Sessanta dispongono di impianti che sono ormai a fine vita». Per Freyrie «sono necessari strumenti normativi, tecnici e finanziari. Il governo ha già dato una risposta positiva, il ministro Passera si è impegnato a fare un piano per le città considerando edifici e spazi pubblici insieme. Le risorse finanziarie si possono reperite all’interno del progetto stesso, facendo sì che le banche attribuiscano un valore economico alla riqualificazione degli edifici».

Maria Rosa Pavia

Fonte > 
Corriere.it



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