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Novità emergenti dal silenziato margine destro
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Ho avuto il l’onore e il piacere di incontrare l’ingegner Legittimo (laurea in Ingegneria dei Trasporti, quindi non un raccomandato della politica, ma un esperto del settore; aveva già diretto le Ferrovie Nord di Milano) – penso fosse il 1995 – in occasione di una trattativa per ottenere la formazione del personale di Trenitalia, di cui Legittimo era presidente. Persona dai tratti simili a quelli di un gentleman tedesco, era veramente rammaricato per il fatto di non poter far nulla, per me e per il mio socio Tofoni, in quanto la formazione era monopolio assoluto dei sindacati e quindi era impossibilie ritagliare un seppur piccolo spazio. Non trovava di meglio che farmi accompagnare alla Stazione Termini dal suo autista, nonostante questa distasse 500 metri dalla sede di Trenitalia. Si commosse quando gli regalai 10 copie del suo Sociologhi cattolici italiani, ormai esaurito da anni (penso avesse al massimo la sua copia personale) di cui però avevo una giacenza nella libreria di Milano. Morì poco dopo; un altro pezzo di un’Italia che non ci sarà mai più se ne andava.

Fabio de Fina


Novità emergenti dal silenziato margine destro


Correvano i primi, tumultuosi anni Sessanta, quando un giovane e sagace militante nel MSI, Gianfranco Legittimo, scoprì negli scritti del beato Giuseppe Toniolo – e fece propria – la teoria della «democrazia organica», quale forma ideale di una politica d’ispirazione cristiana perfettamente indenne da suggestioni moderne e/o modernistiche. Estraneo al fascino del totalitarismo, Legitimo proponeva una democrazia conforme alla tradizione italiana ossia «sfrondata dai paludamenti meccanicistici e livellatori retaggio delle moderne ideologie».

Naturalmente la sua proposta cadde nel vuoto democristiano e nell’aperta ostilità dei laici. Non era pensabile che un giovane esponente della cultura emarginata impartisse una lezione ai democristiani, cattolici adulti in cerca di un compromesso tra verità cattolica ed errore lib-lab. Sull’altra fronte non era tollerabile che un giovane scrittore appartenente alla fazione perdente e infamata, proponesse ai partiti radicati nella vincente area dei laicisti illuminati una ragionevole alternativa alla teoria della sovranità popolare, feticistico e intoccabile pilastro dalla costituzione italiana e prevedibile fomite di violazioni del diritto naturale. Se non che il tempo è galantuomo e concede il diritto all’immobilità solamente ai paracarri. I giudizi, nel tempo, mutano e le ostinazioni traballano. Finalmente i disgraziati effetti delle leggi abortiste e divorziste, promulgate dall’oligarchia radical chic nel nome del popolo sovrano e dell’intoccabile costituzione, e il trapasso del potere democratico agli insaziabili gabellieri piovuti dal cielo della finanza strozzina, suggeriscono un’aggiornata e spregiudicata riflessione sulla non più impertinente e irricevibile proposta di Legitimo.

Nel 1963 l’editore e mecenate Giovanni Volpe pubblicò Sociologi cattolici italiani, un’antologia curata e introdotta da Gianfranco Legitimo, giovane e appassionato studioso, militante in quella destra missina che purtroppo si rivelò incapace di stimare, assimilare e valorizzare le qualità dei talenti educati dalla generosa e feconda area dell’attivismo post-fascista. Amante della fedeltà canina praticata nelle fascia bassa dell’attivismo e ostile al senso critico dei giovani dotati di attitudine allo studio, la classe dirigente del MSI isolò e penalizzò i militanti più vivaci e creativi. Il destino politico di Legitimo, pertanto, fu simile a quello di Fausto Gianfranceschi, Enzo Erra, Fausto Belfiori, Giano Accame, Silvio Adorni, Primo Siena, Tazio Paltronieri, Paolo Caucci, Pucci Cipriani, Maurizio Blondet e Marcello Veneziani, studiosi tenuti a freno davanti alla salita, che fu invece agevolmente superata, grazie alle spinte della miopia politica di Almirante, da creati appartenenti alla classe opaca ma ligia dei Fini, dei La Russa, dei Matteoli, degli Urso, dei Granata, dei Briguglio e dei Bocchino.

Se non che la memoria degli emarginati sopravvive ostinatamente e felicemente all’effimero successo ottenuto (per interposto cavaliere nero) dalle comparse senza qualità.  A cinquant’anni dalla pubblicazione, l’ampia prefazione di Legitimo all’antologia degli scritti del beato Giuseppe Toniolo manifesta l’attualità, che compete a un pensatore acuto, che ha previsto le trasgressioni ratificate dalla sovranità popolare e ha indicato la via d’uscita dalla degenerazione democratista e oligarchica della giurisprudenza moderna. È invece arduo immaginare che la memoria della rumorosa e applaudita impresa finiana a Fiuggi sia desta fra cinquant’anni.

In discussione ad ogni modo non è la curiosa metafisica del «male assoluto» ma la teoria illuministica intorno all’assolutismo democratico. Il disastro causato dalla finanza truffaldina di Bernard Madoff  ha fatto scivolare il potere politico nella «mani pulite» del Tempio dell’Alta  Finanza, esemplarmente servito dagli oscuri e inflessibili esecutori di un progetto fiscale iettatorio, concepito in un orizzonte malthusiano e perciò inteso a castigare severamente la plebe incontinente, consumista e scialacquatrice. Il populismo festante nel 1789 è lontano anni luce. I grigi servitori del potere finanziario possono mettere in riga gli eletti dal popolo sovrano senza incontrare resistenza e senza suscitare proteste violente.

La credibilità dei partiti, intanto, si disperde nei rivoli che alimentano il fiume impetuoso e masochista dell’antipolitica.

Il popolo si separa tranquillamente dal fantasma della sua sovranità: nel margine della democrazia residuale sindaci di grandi città italiane sono eletti dal 20% degli aventi diritto al voto. Il partito degli usurai gongola nella fruizione della bulgara maggioranza astensionista e vanta la sua affidabilità davanti a una piazza occupata e vanamente agitata dagli scapigliati attori del cabaret e dai disciplinati protagonisti del sottobosco letterario benedetto dai giornalisti stipendiati dall’ingegnere Carlo De Benedetti. Ora la via d’uscita dalla dittatura bancaria è stata indicata da Legittimo nelle meditate ma taglienti obiezioni che Toniolo indirizzava «alle concezioni meccanicistiche dellindividualismo liberale e del collettivismo marxista».

Legitimo apprezzò e condivise le tesi di Toniolo sulla «democrazia organica», che avevano in qualche modo anticipato la dottrina di Pio XII sulla inautenticità e la fragilità della democrazia fondata sulla massa anonima anziché sul popolo. Pio XII perfezionò il concetto tonioliano di democrazia confutando la leggenda dello Stato demiurgo e stabilendo la precedenza della società ordinata: «Lo Stato non contiene in sé e non aduna meccanicamente in un dato territorio unagglomerazione amorfa dindividui. Esso è, e deve essere in realtà, lunità organica e organizzatrice di un vero popolo. ... Dalla esuberanza di vita dun vero popolo la vita si effonde abbondante, ricca nello Stato e in tutti i suoi organi, infondendo in essi, con vigore incessantemente rinnovato la consapevolezza della propria responsabilità, il vero senso del bene comune» (Radiomessaggio del Natale del 1944).

Puntualmente Legittimo rammentava che Toniolo aveva definito la democrazia «come quellordinamento civile nel quale tutte le forze sociali, giuridiche ed economiche, nella pienezza del loro sviluppo gerarchico, cooperano proporzionalmente al bene comune, rifluendo nellultimo risultato a prevalente vantaggio delle classi inferiori». Di qui la coraggiosa riabilitazione dei corpi sociali: «La corporazione è la base necessaria di unorganizzazione sociale effettivamente ispirata ai princìpi cristiani e rispondente insieme al concreto bisogno (avvertito da Toniolo) di unità armonica connaturato al corpo sociale e urgentissimo oggidì».

L’essenza della democrazia pertanto non dipende da «una specifica forma di governo. Essa è un concetto etico sociale prima che politico, e coincide con unazione sociale volta al bene comune, la quale può compiersi, almeno in linea di principio, con qualsiasi forma di governo». Il bene comune, che è l’unica ragione dei vincoli civili «trae seco logicamente e realmente un beneficio speciale più copioso in pro dei ceti più numerosi». Toniolo aveva dimostrato che l’autentica dottrina del bene comune discende da «alcunché di nuovo, di originale, di singolarissimo che sgorga dallessenza stessa della vera ed unica religione, dalla sua sapienza, dal suo amor; ed è la sollecitudine, lo zelo, la preoccupazione incessante ed assorbente per gli umili, per i deboli, per i poveri, per le moltitudini».

La novità cristiana aveva dato vita «al nuovo concetto della proprietà, che non è più una somma di diritti soltanto ma ancora di doveri, di qui la disciplina di esso, mercé cui l'’interesse individuale si coordina a quello generale, di qui lannullamento ancora dei patti leonini nei contratti agrari, la proibizione dei monopoli nelle transazioni commerciali, la condanna delle usure nel traffico del capitale».

Nell’alterna vicenda della storia il Magistero cattolico rimase fedele al principio ispiratore della sua azione civilizzatrice: «Infrenare i forti e sorreggere i deboli». Non si può dimenticare che la Chiesa cattolica istituì rifugi e difese per i popoli minacciati dalle feroci invasioni barbariche. Che riconobbe il diritto alla libertà dei Comuni italiani e costituì un argine contro l’esorbitanza del potere imperiale. Ostacolò l’attività degli usurai (memorabili le prediche di San Bernardino da Siena) ed istituì i Monti di Pietà per intralciare l’immorale attività dei banchieri. Resistette all’intromissione negli affari ecclesiastici delle monarchie assolute e tracotanti. Si oppose tenacemente agli abusi dell’aristocrazia libertina e illuminista. Approvò e incoraggiò la resistenza alle rivoluzioni moderne, in Vandea, in Italia, nel Tirolo e in Spagna, e pubblicò confutazioni esemplari delle teorie liberali e comuniste. Esercitò una benefica influenza nell’Italia fascista senza mai rinunciare al diritto di criticare gli errori dei neohegeliani. Tentò di impedire il naufragio della Democrazia Cristiana, mostrando gli errori e le incongruenze del cattolicesimo liberale.

La via d’uscita dalla tirannia oggi esercitata in nome delle fittizie virtù predicate dai maghi della finanza è visibile nella storia del Cristianesimo non dalle interminabili e fatue discussioni sui meccanismi elettorali, sulle strutture del potere, sulle ammucchiate ideologiche. Il contributo della cultura di destra alla rinascita dell’Italia dipende dall’uscita dal modello almirantiano del partito a mente plurima (tutto e il contrario di tutto) dunque può e deve essere intitolato alle geniali e attualissime riflessioni di Legitimo sulla dottrina di Toniolo.

Piero Vassallo




 
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Commenti  

 
# cgdv 2012-06-09 21:02
Caro Vassallo, impossibile non applaudire.
Giuliano
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# albertotardivo 2012-06-10 20:59
Veramente chiarificatore! Grazie.
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# alphiere12 2012-06-10 09:41
APPELLO DI MARCELLO VENEZIANI
Rivolgo questo appello esplicitamente, anche se non esclusivamente, a chi proviene da destra. Un appello personale, di cui mi assumo intera la responsabilità, non concordato con nessuno. Mi rivolgo a chi proviene da Alleanza nazionale, dal vecchio MSI, dalle esperienze varie e anche non politiche di destra nazionale, sociale e i non allineati. E mi rivolgo apertamente e direttamente a chi attualmente esprime su posizioni diverse il desiderio di ricominciare daccapo. Dico dunque alla componente destra del Popolo delle Libertà, dico alla Destra di Storace, dico a Futuro e Libertà, dico alla galassia di nascenti movimenti, come gli azzeratori di Giorgia Meloni, i patrioti di Elena Donazzan, RinascItalia di Elisabetta Foschi, e tutti coloro che in questo momento stanno dando vita a esperimenti, incontri, tentativi di ripartire.
Senza escludere la galassia giovanile dispersa o ritrovatasi in comunità e circoli, case e movimenti. Infine considero chi, come me, viene dalla destra sfusa, pensa da anni in libertà e in solitudine, o non è impegnato in nessuna realtà vagamente politica. È ora di ricostruire un soggetto civile, prima che politico e culturale. È ora che si torni ad Itaca, come scrive in un appello che sottoscrivo, Renato Besana. È ora che si tenti, dico almeno si tenti, di ritrovare un motivo comune per rilanciare l’iniziativa politica.
Accogliamo come dato di fatto il disarmo bilaterale: Berlusconi e Fini costituiscono inevitabilmente un ciclo concluso. La loro parabola di leader è finita, differiscono i nostri giudizi su di loro, ma non possono essere più motivo né di unione né di divisione. Si deve fare un passo oltre. Si chiede un passo indietro anche a coloro che hanno rappresentato in questi vent’anni la destra e si selezionino giovani, donne e outsider per costituire il nucleo costituente. Non volevamo morire democristiani, ma non ci piace nemmeno finire grillini o montezemoliani. Si può agire all’interno del quadro bipolare, dunque collocandosi sul versante alternativo alla sinistra, ma occorre recuperare una propria linea d’azione e di pensiero. Anche perché nel paese esiste, come dimostra la nostra storia e il presente nel resto d’Europa, un’area che oscilla tra il dieci e il venti per cento, che aspetta un discorso serio di rinascita italiana.
La Lega è ormai semidistrutta, il Pdl è dimezzato nei consensi e spappolato nelle sue interne spinte centrifughe, Futuro e Libertà vive con disagio all’ombra di Casini che peraltro gioca in autonomia e dichiara concluso il Terzo polo. Sintetizzando in una boutade sostengo che il Pdl, per accrescere l’offerta politica, deve spacchettarsi in P, D e L, ovvero Popolari, Destra e Liberali. C’è un potenziale bacino di consensi per chi con tempismo e attraverso volti e temi giusti riesce a interpretare il disagio presente, la voglia di futuro ma anche la memoria storica. Come mi è capitato di dire e di scrivere, è il momento giusto, per far nascere un’Altra Storia. Un movimento rigoroso e forte, duttile ai fianchi ma duro al centro, onesto e animato da passione civile, etica e ideale, un amor patrio di quelli che non odorano di stucco e rimmel ma vero e severo, che fa tornare il gusto della politica. Stavolta non si lascia il monopolio dell’etica alla retorica partigiana della sinistra, non si lascia l’esclusiva della sobrietà ai tecnici, non si lascia ai giudici stabilire l’onestà, non si lascia la rabbia popolare ai grillini. Si fa sul serio. Si chiamano i migliori, si usano i tecnici per raddrizzar la barca ma senza dar loro il comando: devono risponderne, e non alle banche o ai poteri esteri ma alla politica e al popolo italiano. Il primo atto è la selezione, la cerca dei dieci, e dai dieci dei cento e dai cento dei mille, per costituire una nuova élite, con fresche energie, scegliendo il meglio che c’è nel paese; il minimo indispensabile tra chi c’era prima, gli altri a casa o in fila senza priorità d’imbarco. E poi un programma essenziale e popolare in una decina di punti per rilanciare su basi effettive una nuova rivoluzione conservatrice italiana, conservatrice sul piano dei principi e dei beni, rivoluzionaria sul piano delle innovazioni pubbliche e sociali. L’alternativa è fingere che nulla sia accaduto, accodarsi ai vecchi capi, assistere inermi alla scomparsa, affondare indecorosamente per non osare. C’è un’estate intera per fondare il nuovo o finire nel nulla. Chi mi legge sa quanto sia lontano ormai da anni, dalla politica; ma, senza mutare indirizzo e soprattutto indole, è tempo di innescare un movimento vitale come quello che sorse, giusto vent’anni fa, con L’Italia settimanale, che fu battistrada di molti eventi e coalizioni. Deponete i rancori, incontratevi, cercate la linea comune. Da soli non ce la fate, andrete al rimorchio se non al guinzaglio o finite fuori dal gioco. Abbiate il coraggio di sacrificare qualcosa e qualcuno per far nascere un vero soggetto politico, in grado di splendere da solo e di allearsi ma in funzione trainante e non passiva, capace di egemonizzare e non di accodarsi. Lo dico per l’Italia, per noi e per chi ha nostalgia del futuro.
SABATO 9 GIUGNO 2012 21:21:00
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# AlexFocus012 2012-06-12 09:13
Caro Veneziani, premesso che apprezzo generalmente sia il suo stile sia gli argomenti che lei tratta, le devo confessare che sono alquanto scettico sulla probabilità che possano saltar fuori, almeno per ora, le forze di cui lei vagheggia tratti. Per varie ragioni che ora le elencherò:
1) la maggioranza delle persone non vecchie ma diciamo più "esperte" si è quasi irrimediabilmen te imborghesita tanto da contraddire il se stesso della propria gioventù ed il loro imbolsimento (più mentale che fisico) gli impedisce di distogliere anche una piccola parte del tempo dai loro "interessi", venali o ludici che siano; inoltre hanno certe difficoltà ad usare mezzi a diffusione rapida come Facebook, Twitter, persino e-mail e blog;
2) le persone più giovani o "fresche" che sono nate in un ambiente culturale avvelenato dagli interessi delle oligarchie, non hanno una percezione di ciò che si è perso nel passaggio dala società tradizionale (almeno per l'Italia patriarcale/matriarcale, quella che praticava ed apprezzava la solidarietà sia di quartiere sia generazionale) a quella moderna (in cui il tratto comune è la nuclearità, la solitudine delle mono-famiglie);
3) tutti NON leggono, non solo nel senso dell'analfabetismo "di ritorno" ben tratteggiato da Tullio De Mauro (cioè di coloro che non aprono più un libro, una volta usciti dal ciclo di studio) ma anche NON sono in grado di affrontare un articolo di giornale dall'inizio alla fine e, seppur ci riescono (vincendo la pigrizia) NON sempre capiscono quel che stanno leggendo e non parlo solo degli eventuali significati "dietro" le righe (i cosiddetti messaggi "esoterici" rivolti ai pochi iniziati in grado di interpretarli) ma anche quelli "tra" le righe (che presuppongono un minimo di conoscenza della storia, più o meno recente, che sta dietro gli avvenimenti), quando non addirittura "sulle" righe (nel senso che molti hanno un lessico così povero da non consentirgli di interpretare nemmeno il senso letterale di un testo);
4) un capitolo a parte meriterebbero i giornalisti: molti di essi sono chiamati a commentare argomenti che hanno un sottofondo tecnico non indifferente, ma avendo solo gli strumenti letterari, e implica che essi sono in balia dei cosiddetti "esperti" i quali possono dire ciò che vogliono (il che significa ciò che fa comodo agli "interessi privati" che sostengono l'esperto di turno);
5) e poi l'informazione e quasi completamente omologata (la quasi totalità dei giornalisti fa riferimento a 4-5 agenzie di stampa, in mano a ben determinati interessi), frammentata (i nostri mezzi di informazione hanno servizi "pulviscolari" cioè quasi sempre di durata insufficiente a descrivere compiutamente i fatti, cosa ben diversa accade, ad esempio, alla televisione cinese che è fatta in modo da presentare almeno un dibattito, chiarito in modo da esser perfettamente comprensibile anche al meno colto abitante delle campagne)
Come si fa a risvegliare una massa che non sa nemmeno di dormire nel baccello di "Matrix"? Abbiamo la magica "pillola rossa"? Chi interpreta la faticosa parte di "Morpheus"?
Io nel mio piccolo diario elettronico http://alexfocus.blogspot.com sto cercando di dare il contributo allo squarciamento dei veli (specie sul signoraggio) ma non è che sia riuscito a fare più di tanto. Comunque sono a disposizione di chi vuole opporsi alle forze del male. Speriamo vada a finire bene...
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# Gianni 2012-06-12 13:08
Bella l'esortazione, ma temo che si debba necessariamente passare dal purgatorio dello spappolamento, finchè ci sono questi parassiti di falsa destra, di cui equivocano ed usurpano il nome solo per soddisfare il loro Ego e la loro avidità, la "Destra" con la d maiuscola non riuscirà a riemergere.
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# ulisse 2012-06-10 19:06
Articolo molto interessante, che dovrebbe essere letto da tanti "benpensanti" italici. Grazie!
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# SILVIO54 2012-06-11 10:21
Lo Spirito Santo renda possibili chiare e forti posizioni sociali da OltreTevere. Renda visibile e comprensibile una continua ostensione della Verità. Esca il Papato dalla bilancia truccata dei Potenti. Sparigli in Christo, forzi e rischi come il rosso delle loro vesti suggerisce ed indica. Forzi e rischi, disperato coraggio, lo deve.
Adriano Silvio Toniolo
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# astrorosa1 2012-06-11 22:27
Non sono d'accordo.

"L’essenza della democrazia pertanto non dipende da «una specifica forma di governo. Essa è un concetto etico sociale prima che politico, e coincide con un’azione sociale volta al bene comune, la quale può compiersi, almeno in linea di principio, con qualsiasi forma di governo»"

La Svizzera ha un democrazia datata 600 anni, L'Assemblea federale costituisce il Parlamento svizzero, formato da due camere: il Consiglio nazionale (200 seggi) e il Consiglio degli Stati (46 seggi). Le sedute si svolgono a Palazzo federale, a Berna, almeno in 4 sessioni annuali di 3 settimane l'una.
Nel Consiglio nazionale i seggi sono distribuiti proporzionalmen te alla popolazione dei vari cantoni; per il Consiglio degli Stati, ogni cantone ha a disposizione due seggi mentre per i semi cantoni uno solo (Basilea Città, Basilea Campagna, Appenzello Interno, Appenzello Esterno, Obwaldo e Nitwaldo). Ciò fa sì che le decisioni dell'Assemblea federale siano prese secondo la volontà sia dei cantoni che del popolo.
Il presidente del Consiglio nazionale ha il titolo di presidente anche dell'intera assemblea, così da essere il primo cittadino svizzero.
Ogni decisione del parlamento svizzero deve essere approvata da entrambe le camere.
Compiti principali
L'Assemblea federale elegge il Consiglio federale, il Presidente della Confederazione, i giudici del Tribunale federale, il Cancelliere della Confederazione e un generale, nel caso in cui fosse in discussione una mobilitazione generale dell'esercito.

Se l'Italia non fosse serva di un sistema politico disonesto, sarebbe una nazione tra le più ricche al mondo.
Ricca di storia e capacità morali.
Al momento un cancro ha distrutto questo Paese.
L'appartenenza alla volontà politica usisraeliana, cioè al sionismo ed alla massoneria.
Uomini mediocri ed infami sono al potere, 60.000 leggi determinano una schiavitù del popolo dal potere.
Un giudice mediocre/assassino può toglierti la dignità salvo riconoscere l'errore dopo un tempo incongruo alla realtà della vita vissuta.
Il popolo ha perso l'anima, è una massa informe dedita solo al proprio interesse.
Questo schiavitù è voluta e programmata. La Lega è distrutta per colpa di mancanza d'ideali e meschinità, gli altri partiti sono putridume.
Il Paese è terra di conquista, in attesa del crollo definitivo.
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# Annilus 2012-06-12 10:17
L'italiaccia unificata (sulla carta) a mezzo truffa e sopruso dalle massonerie anglo-nizzardo-piemontesi è stata definitivamente strangolata dalle tecnocrazie finanziarie ebraico-anglo-sassoni che nella loro inettitudine rapace hanno creato un moloc putrefatto e l'hanno chimato Europa unita.

Questo non sopprimerà mai la storia gloriosa dei popoli italici, nè l'impostura di mammona e la nefanda pletora parassitaria di politicanti porcelli potrà sopravvivere al salutare spurgo che ci attende. Le genti del benedetto stivale e le fondamenta imperiture della santa capitale morale del mondo, dovranno soffrire e tremare come sempre è stato, ma le porte degli inferi non prevarrano.
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# Giulio Cesare 2012-06-13 09:07
Il dottor Vassallo l'ho conosciuto personalmente perchè sono di Genova, quando era insieme a Stefano Mangiante, un figlio del sole, anche lui ha fatto un percorso da equilibrista, da pagano a cattolico di ferro, difensore del Carlismo spagnolo a recensore favorevole di Medjugorie, quindi nemmeno il dottor Vassallo è riuscito a tenere fermo sulle posizioni iniziali, c'è chi sa stare in piedi oltre le rovine e chi cede franando rovinosamente su posizioni nebulose che mal si comprendono.
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# nemesi65 2012-06-16 09:46
Qualsiasi organizzazione politica che voglia essere operativa deve avere un gruppo dirigente culturalmente omogeneo, con il senso del nemico ben chiaro e la consapevolezza di rischiare, altrimenti sarà solo un'accozzaglia di presuntuosi intellettualoid i, di opportunisti, di frustrati.
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# piero vassallo 2012-06-16 22:10
Nebulosa è la posizione di chi non firma le proprie opinioni.
Piero Vassallo
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# Juma 2012-06-22 12:26
ACitazione piero vassallo:
Nebulosa è la posizione di chi non firma le proprie opinioni.
Piero Vassallo

L'anonimato su internet è l'argomento di chi non ha argomenti.
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# piero vassallo 2012-06-16 22:12
Condivido il giudizio di nemesi 65: i naufragi a destra hanno avurto origine dal sincretismo (dilettantesco) di classe dirigente opportunista e sciocca.
Piero Vassallo
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# Giulio Cesare 2012-06-17 19:29
Il naufragio è di chi, caro Dottor Vassallo, dalla sua cultura cattolica che riconosco, dai suoi studi tomisti, si riduca a fare da cassa di risonanza a quel trombone mediatico di padre Livio e a Medjugorie, più sincretismo (dilettantesco) di così, credo che le persone di destra abbiano finalmente aperto gli occhi, e diffidano di tutti quei soloni che sanno solo pontificare su ciò che è giusto o sbagliato, mi permetto prenda esempio da don Villa; in lui non cè nessun naufragio, e pur battendosi idealmente su posizioni perdenti da una vita senza cambiare rotta, ha smascherato con coraggio le forze
dell'Antitradizione all'interno della Chiesa.
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# piero vassallo 2012-06-18 08:12
Sulle veggenti di Medjugorje è doveroso sospendere il giudizio (sospensione peraltro suggerita dalla Santa Sede); diverso è il discorso su padre Livio, un sacerdote del quale parlano con favore diverse persone attendibili.
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# senza rispetto umano 2012-06-18 16:21
Articolo esemplare!
Mi permetto di disapprovare chi disprezza Medjugorie; magari senza esserci stato.
"Dai frutti riconoscerete la pianta...".
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# rjurik79 2012-06-22 16:17
Egregio dottor Vassallo,
mi permetto di prendere spunto da un punto forse marginale del suo bell'articolo, vale a dire la svolta di Fiuggi, per rivolgerle una domanda su un punto che mi è oscuro, vale a dire quello inerente le responsabilità di Giorgio Almirante nel tracollo attuale della destra. Mi risulta infatti che sia stato lui a selezionare la classe dirigente dei Fini ed affini epurando qualsiasi elemento di valore dalla schiera delle giovani promesse del vecchio MSI. Gradirei un suo commento/delucidazione al riguardo.

Cordiali saluti
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# piero vassallo 2012-06-23 09:51
Almirante:
a. quando la cultura di destra era rappresentata da un gran numero di illustri studiosi (Marino Gentile, Nicola Petruzzellis, Carmelo Ottaviano, Ettore Paratore, Giovanni Volpe, Francesco Grisi, Giano Accame, Francesco Pallottino, Marco Tangheroni, Fausto Gianfranceschi, Gianfranco Legitimo, Silvio Vitale, Primo Siena, ecc., ecc.) decise di affidare l'incarico di addetto alla cultuira ad Armandino Plebe. E ottenne due catastrofici risultati: fece credere che la cultura di destra avesse necessità di ricorrere a un alieno (data l'assenza di veri studiosi d'area) avviò un processo di confusione ideologica che tuttora dura
b. Almirante scelse Fini e lo nominò segretario nazionale dei giovani quando Fini, in assemblea, risultò quinto (quinto) degli eletti
c. difese a spada tratta Saccucci provocando la scissione di Democrazia Nazionale.
Almirante costruì un castello di sabbia e lo fece cadere in un battibaleno. Il suo discepolo Fini seguendo la traccia del maestro costruì Alleanza Nazionale. Fortuna, perché in tal modo l'almirantismo esce dalla storia italiana. Per sempre.

Piero Vassallo
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# rjurik79 2012-06-26 19:20
La ringrazio per la cortese e magnifica risposta: le va dato atto di avere molto più coraggio di tanti nostalgici del fascismo immaginario degli anni '70 che ancora non sanno dirsi la verità su quel periodo e sui tradimenti del loro santino Almirante, o forse dovrei dire Mossad-Almirante.
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# Giulio Cesare 2012-06-24 15:06
La scissione di Democrazia Nazionale fu voluta e finanziata dalla vecchia guardia DC curiale e maneggiona, fatta per togliere voti al MSI che con la costituente di destra era guardato favorevolmente in molti ambienti cattolici, altro che Saccucci, lei a quei tempi ne fu uno dei promotori perchè ormai gravitava vicino agli ambienti DC, posso dirlo con certezza perchè sono cose che ho vissuto e sofferto,però la verità va detta.
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# Vero Ereticus 2012-06-25 18:00
Caro dottor Vassallo, Armando Plebe era sì un famoso studioso marxista,che passò alla destra, portando il suo contributo culturale, fu eletto senatore con una marea di voti da parte di molti elettori che approvarono il suo ripudio del marxismo e il suo fallimento storico, una scelta molto coraggiosa dato che all'epoca guai a parlare male del comunismo, mentre la sua posizione culturale, caro Dottor Vassallo. era molto merginale all interno del partito, dato che in quel periodo molto infuocato per noi, in cui i nostri ragazzi morivavano, in scontri quotidiani, lei parlave e scriveva di Carlismo, cioè di cose lontane anni luce dalla realtà politica italiana di allora. Per capire gli errori fatti a destra bisogna,cominci are con il fare una sana autocritica, e non nel dare sempre la colpa agli altri.
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# alphiere12 2012-06-25 21:55
A proposito di Plebe, leggete un po' qua:
http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=7980 .
Comunque, insegnò, il PROFESSOR. Plebe, ai militanti di destra, a considerare/definire se stessi, in modo non dissimile da come li avrebbero considerati/definiti uno dei minatori di Bucarest, quelli che andarono, su sollecitazione dei comunisti gorbacioviani, ma sempre comunisti del post-Ceausescu, a malmenare gli studenti.
Esempio: "Il ragazzo di destra, va a scuola con la cravatta"; "l'uomo di destra DETESTA occuparsi di politica, ma se ne occupa per evitare che la politica si occupi di lui, dato che ha degli INTERESSI concreti, di solito economici, da difendere". Et similia.
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# Anima Nera 2012-06-27 08:47
Se posso esprimere il mio parere, posso dire che nel MSI le correnti erano due gli almirantiani e i rautiani, poche rispetto alle miriadi di correnti degli altri partiti, vedi DC,e di solito nei congressi nazionali le mozioni erano sempre due, quelle presentate da Almirante e Rauti, questo lo dico con certezza perchè fino agli anni '80 sono stato un dirigente del Fronte della Gioventù di Genova. Il dottor Vassallo è sempre stato considerato un intellettualoid e astruso dai problemi reali della società, mai preso in considerazione da noi ma anzi guardato con sospetto, perchè nei suoi percorsi esistenziali passò repentinamente da pagano evoliano figlio del sole,a cattolico, e quindi denotavamo in lui parecchia confusione ideologica.
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# piero vassallo 2012-07-03 09:36
anima nera, perché non esce dall'anonimato? quanto al cambiamento le rammento quel che disse Mussolini: solo i paracarri non si muovono.
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# sanbernardino 2012-07-06 23:33
Penso che cio' di cui abbiamo bisogno oggi sia un nuovo movimento "fascista", in grado cioe' di "legare insieme", al di la' ed al di sopra degli attuali schieramenti ideologici, tutti quegli individui che non hanno smarrito se stessi e percepiscono vivi dentro di se' quei bisogni di fondo dell'animo umano a cui solo il diritto naturale ed il senso comune sanno dare una risposta. Su questa linea vedo molto bene il Distributismo di Chesterton e Belloc, oggi riproposto ed approfondito soprattuto negli Stati Uniti, in quanto si pone come terza via tra un capitalismo ormai in rovina, di cui rifiuta la separazione tra lavoro e proprieta' dei mezzi di produzione, ed un social-comunismo, definitivamente sepolto dalla storia con il suo retaggio di statalismo asfissiante e liberticida.
Il Distributismo e' per una societa' di uomini liberi, soprattutto economicamente perche' dotati di proprieta' privata, che agiscono in un mercato liberato da forze monopolistiche e dall'invadenza del potere finanziario, in cui il denaro nasca di proprieta' delle comunita' e non di una minoranza di saprofiti sociali chiamati banchieri. IL Distibutismo e' quindi per la massima estensione della proprieta' al piu' alto numero possibile di individui, secono i meriti e le capacita' di ciascuno, ed affonda le sue radici nella Dottrina Sociale della Chiesa, pur senza essere un movimento confessionale.
Il fondatore del Distributismo d'altronde e' stato un certo Gilbert Keith Chesterton, considerato negli anni '30 del secolo scorso l'alfiere del senso comune, del diritto naturale e delle retta ragione, oltre che uno dei piu' raffinati interpreti del pensiero di Tommaso d'Acquino.
Cosa ne pensate?
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# nenesi65 2012-07-14 10:55
14/7/1789: Rendiamo onore ai Martiri della Vandea. Ricordiamoci che con la sovversione non si scende a patti.
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# astrorosa1 2012-07-14 11:38
La destra e la sinistra non risolvono la qualità del pensiero del popolo.

Il popolo deve governare, secondo le proprie responsabilità.
Padre Livio è uno strumento di DIO come altri migliaia di sacerdoti e tanti onesti laici.
E' utile in questo particolare momento
dell'umanità ma ha tradito DIO e non si è ancora pentito.
La perdita di morale cristiana da parte politica avrà conseguenze molto gravi
di cui vediamo i primi risultati:

l'assurda dittatura del sistema finanziario sulla politica incapace d'esprimere la volontà popolare.
Burattini in cerca di guadagno personale.

Purtroppo non credo che una nuova espressione politica possa portare un cambiamento all'attuale situazione.
Il sistema è troppo corrotto dall'avidità
di voler apparire e non d'essere faro.

Monti è un servo dei forti e forte con i deboli.
Questa è moralità anticristiana.

La proposta d'un nuovo partito od unione
senza una visione prospettica di riforma dello Stato non credo possa dare risultati.
Dopo aver letto i libri proposti da Grillo penso che almeno quest'uomo il problema morale lo ha affrontato.
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# piero vassallo 2012-07-14 20:12
all'anonimo denigratore rammento:
a. non ho aderito a democrazia nazionale
b. a partire dal 1974 e fino al 1978 ho lavorato con de tejada e silvio vitale alla fondazione di un tradizionalismo capace di rinnovare la destra
c. ho collaborato succesivamente al secolo d'italia (direttore giano accame)
d. ho lasciato il msi/an nel 1994 quando seppi (da fonte attendibile) che fini era prigioniero di un "giro" massonico. non ho prove provate dell'appartenenza di fini alla schifosa setta massonica, ma il suo ondivago comportamento...
e. può darsi che il mio pensiero sia "avulso" dall'ambiente culturale missino, ma questo non sarebbe un difetto ma un merito, vista la umiliante deriva finiana
f. plebe ha aperto le porte del msi a uno scetticismo tossico. da lui il pensiero multiplo che regna indisturbato nella destra ultimamente ridotta all'alcova dei gaucci
g. plebe ha introdotto in italia il pensiero neodestro, pensiero illogico e delirante, ogi rifluito nello spettrale e gaucciano movimento di finibocchinobri gugliorossi
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# Giulio Cesare 2012-07-15 15:00
Caro dott.Vassallo io non denigro,nessuno ma dico la verità,spero che la redazione me la lasci dire e non mi censuri,se no va bene ha ragione lei, e comunque l ultima parola non è indice di verità.Lei ufficialmente non ha mai aderito a Democrazia Nazionale,ma ha finanziato la nascita di tale partito,infatti elementi che lavoravano per lei nella sua ditta si erano iscritti in tale partito,portand o suoi finanziamenti,l ei stava sulla porta,per vedere anche l andamento alle elezioni di tale partito che naufragò subito,e quindi lo finanziò ma non si espose.Il M.S.I. non era solo Fini,infatti riuscì a superare la crisi della scissione grazie all apporto dato dai rautiani,di cui io all epoca facevo parte,e che da sempre avevamo criticato la deriva almirantiana,qu indi noi con la coscienza siamo a posto,nè massoni,nè traditori.Vorrei fare un ultima considerazione, io mi sono ormai ritirato dalla politica per le delusioni sofferte,in attesa di qualcosa che possa risvegliare le coscienze,però provo pena per lei che dice che il suo pensiero era avulso dalla cultura missina come a dire che lei volava troppo alto con le sue pratiche intellettualist iche per noi poveri mortali con menti non esercitate al discernimento,p erò le dico sinceramente che preferisco essere solitario e contro,che ridursi dall alto delle sua cultura a farsi portavoce di padre Livio e Medjugorie, è tutto qui il suo tradizionalismo ,mi perdoni ma che brutta fine.
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# piero vassallo 2012-07-15 22:24
Può darsi che miei dipendenti abbiano aderito a Democrazia nazionale. Vorrei sapere cosa dimostra questo fatto ipotetico. La notizia del mio finanziamento a quel partito è infondata, ridicola, inverosimile. Ripeto: in quel momento mi occupavo della diffusione della cultura tradizionalista insieme con Silvio Vitale, Tommaso Romano e Pino Tosca. Non mi interessavo di politica. Giudicavo catastrofica la gestione di Slmirante (autore, lo ripeto di scelte disastrose: la nomina di plebe e la "creazione" di Fini) ma non condividevo la cultura di democrazia nazionale (un partito in cui era arruolato Armando Plebe)

Sono abituato a sentire accuse strampalate. Ad esempio: "sono diventato militante di ordine civile nel giro di poce settimane" (da evoliano che ero); chi mi frequentava in quel periodo ha chiare due date: 1957, mia adesione al partito di Enzo Erra (a seguito della mia rottura con Rauti) e 1961 (mia adesione a ordine civile, insieme con giano accame, fausto gianfranceschi, fausto belfiori, guido giannettini ecc.) Dal 1957 al 1961 passano poche ore evidentemente.

Infine vorrei rammentare a Giulio Cesare che le idee non si confutano con pettegolezzi inventati ma con argomenti - screditare l'autore di un giudizio ideologico mediante calunnie e/o accuse infondate rivela povertà di idee e assenza di vera cultura - io ho criticato le idee di Evola e dei neodestri e non ho mai discusso le rispettive biografie - qualunque affermazione è vera o falsa indipendentemen te dalla persona che la formula.

Piero Vassallo
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# piero vassallo 2012-07-16 08:39
giulio cesare sostiene che le mie idee erano e sono astruse - mi permetto di consigliarli una visitazione dei fatti degli anni Settanta: da un parte agiva il centro studi di De Tejada (costituito da Vitale,Caucci, Tosca, Romano, il sottoscritto e altri) dalla parte opposta la neodestra. Noi tejadiani sostenevamo che Vico sarebbe il filosofo ideale per una destra autenticamente italiana e degnamente erede del miglior fascismo. I neodestri sostenevano che Vico era un filosofo democristiano /vico è qui con tutta la diccì, sosteneva il loro capofila - Vico democristiano? ebbene: gli esponenti (Giani e Pallotta) della scuola di mistica fascista (fondata da Arnaldo Mussolini e approvata e sostenuta da Benito) sostenevano che Vico era il vero filosofo del fascismo- Nino Tripodi nel 1941 pubblicò un libro in cui sviluppava la tesi su Vico filosofo del fascismo - Anche Carlo Costamagna era vichiano - Si veda al proposito la nota magistrale di Ulderico Nisticò in appendice ai volumi di Costamagna sullo stato - vichiano era un grande filosofo (epurato nel 1946), Nicola Petruzzellis - ecc. - contro vico a destra si levò solo il citato giovane fiorentino infatuato dalle pagine fumose di alain de benoist -
certo è che l'informazione di studiosi della classe di giulio cesare è lacunosa e probabilmente inquinata da sentimenti negativi
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# Giulio Cesare 2012-07-16 13:33
Caro dott.Vassallo il problema non era Vico o i neodestri o Plebe,ma il suo essere filoamericano e filoisraeliano mi vuole smentire anche in questo?Lei, Giano Accame(andò per primo in israele a deporre una corona 32 anni prima di Fini),Fausto Gianfranceschi, Mario Tedeschi(ebreo e massone),Carado nna(massone)ecc . eravate su posizioni tenacemente filoisraeliane, per questa ragione eravate invisi a buona parte della base missina.
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# piero vassallo 2012-07-16 18:19
egregio imperatore con la camicia da imperatore lei spara con un fucile o un ciuffile del felliniano zampanò scarico -
nel 1973 io ero tanto inviso alla base da ottenere una schiacciante maggioranza al congresso genovese del msi-dn presieduto da valensise (che elogiò pubblicamente la mia relazione "vichiana", procurando mal di pancia alla classe dirigente)
lei dirà che si trattava di voti comprati da israele e che valensise apparteneva alla sinagoga di catanzaro, immagino: il ridicolo non ha confini - e con questo metto fine alla discussione con lei e la invito a cercare un altro interlocutore al quale lanciare i suoi coriandoleschi pensieri
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# NUMA 2012-07-20 09:41
ot
Nuovo delirio talmudico alla Knesset,
DEPUTATO ISRAELIANO STRACCIA COPIA DEL VANGELO.
http://www.buonanotizia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2991:israele-deputato-straccia-nuovo-testamento&catid=28:esteri&Itemid=54

Oltre all'osservatore romano nessun media divulga la notizia,ciò dovrebbe rendere evidente quali siano i poteri occulti che dirigono la informazione in italia.Invece la notizia del pastore che ha bruciato il korano ha fatto il giro del mondo al fine di istigare i mussulmani contro i cristiani e viceversa.
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# NUMA 2012-07-20 11:18
mmm..in Italia ci sono magistrati prostituiti agli interessi della lobby sionista che perseguono penalmente come un terrorista coloro che bruciano le bandiere di Israele....bruciare il vangelo sembra invece essere uno sport condivisibile. Senza contare che hanno speso 5 milioni per tradurre in italiano il talmud.
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# piero vassallo 2012-07-22 00:26
5 milioni dei contribuenti italiani...

mah
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# Ereticus 2012-07-23 07:02
Il problema del fallimento della destra erano le sue collusioni con i servizi segreti,perchè il prof.Vassallo non parla un pò del Trilateral,quan do a una politica filoaraba si sostituì una politica filoisraeliana mettendo uomini fidati a israele nei gangli vitali dello stato,e di tutti gli uomini di destra iscritti al Grande Oriente di palazzo Giustiniani come la mettiamo tutte fantasie?
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# cattolicopapalino 2012-07-24 13:40
Al professor Vassalo e alle sue teorie sulla negazione del volere popolare consiglio la lettura dei saggi di Kelsen come introduzione al diritto dello Stato.
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# enrico61 2012-07-27 15:47
Citazione Annilus:
L'italiaccia unificata (sulla carta) a mezzo truffa e sopruso dalle massonerie anglo-nizzardo-piemontesi è stata definitivamente strangolata dalle tecnocrazie finanziarie ebraico-anglo-sassoni che nella loro inettitudine rapace hanno creato un moloc putrefatto e l'hanno chimato Europa unita.

Questo non sopprimerà mai la storia gloriosa dei popoli italici, nè l'impostura di mammona e la nefanda pletora parassitaria di politicanti porcelli potrà sopravvivere al salutare spurgo che ci attende. Le genti del benedetto stivale e le fondamenta imperiture della santa capitale morale del mondo, dovranno soffrire e tremare come sempre è stato, ma le porte degli inferi non prevarrano.

Nella Bibbia è scritto "Dio lascia il mondo al Diavolo perchè ne faccia scempio, perchè inganni...

Chiaro che: "Verrà l'anticristo, trionferà, ma verrà sconfitto."
Questa ultima considerazione è poca ma sicura!!!
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# enrico61 2012-07-27 19:22
Citazione astrorosa1:
La destra e la sinistra non risolvono la qualità del pensiero del popolo.

Il popolo deve governare, secondo le proprie responsabilità.
Padre Livio è uno strumento di DIO come altri migliaia di sacerdoti e tanti onesti laici.
E' utile in questo particolare momento
dell'umanità ma ha tradito DIO e non si è ancora pentito.
La perdita di morale cristiana da parte politica avrà conseguenze molto gravi
di cui vediamo i primi risultati:

l'assurda dittatura del sistema finanziario sulla politica incapace d'esprimere la volontà popolare.
Burattini in cerca di guadagno personale.

Purtroppo non credo che una nuova espressione politica possa portare un cambiamento all'attuale situazione.
Il sistema è troppo corrotto dall'avidità
di voler apparire e non d'essere faro.

Monti è un servo dei forti e forte con i deboli.
Questa è moralità anticristiana.

La proposta d'un nuovo partito od unione
senza una visione prospettica di riforma dello Stato non credo possa dare risultati.
Dopo aver letto i libri proposti da Grillo penso che almeno quest'uomo il problema morale lo ha affrontato.


Secondo me, il sistema finanziario non capisce una cosa, ossia, qual'è il reale ostacolo alla venuta dell'Anticristo, infatti sono uomini soli, convinti che la mente sia più importante di ogni altra cosa: Sono degli ILLUSI e forse dovrebbero rileggersi Giordano Bruno...quando egli parla della mente illusoria!!!!
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# enrico61 2012-07-27 19:29
Dimenticavo una cosuccia....

Stavo proprio leggendo "IL DIO DI CACCIARI"
Sinceramente Cacciari mi fa sorridere, ha ricopiato la teoria sciamanica del "fuoco del profondo" e l'ha trasformata in teoria cristiana?
Secondo tale teoria l'unico modo per liberarsi dell'Aquila(e delle sue regole) è bruciare la propria essenza, ovvero nientificarsi. Pensate solo a questo...credete nel fatto che un padre possa non amare la propria creatura?

Eh gia!!! Dovrebbero proprio riflettere questi pseudo personaggi!
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# piero vassallo 2012-07-29 14:10
cacciari (a mio avviso) segue emo e la weil sulla strada della teologia de-creazionista
cacciari è un pensatore neognostico (e questo fatto indiscutibile spiega le ragioni del successo che egli riscuore in ambienti intossicati dal guénonismo e dall'evolismo)- cacciari è il maestro "ultimo" della falsa destra
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# enrico61 2012-07-29 20:07
Citazione piero vassallo:
cacciari (a mio avviso) segue emo e la weil sulla strada della teologia de-creazionista
cacciari è un pensatore neognostico (e questo fatto indiscutibile spiega le ragioni del successo che egli riscuore in ambienti intossicati dal guénonismo e dall'evolismo)- cacciari è il maestro "ultimo" della falsa destra

Cacciari è un grande estimatore di Nietsche. Secondo entrambi il male è un principio VITALE dell'esistenza e la morale è un'ipocrita gabbia di regole tristi e punitive imposta dal Cristianesimo all'Occidente. Il Cristianesimo sarebbe un movimento sovversivo dell'ordine naturale (impulsi, riti ancestrali) e dell'ordine violento vita-distruzione-morte-nuova creazione che invece faceva parte di riti pagani come il dionisismo. Cacciari ritiene la lotta Anticristo-Cristo giusta e tiene vagamente per l'Anticristo. Commette parecchi errori non capendo che 1) è vero che l'Anticristo è necessario (come strumento di disturbo e evoluzione) 2) è vero che l'uomo libero tende a manifestare propositi egoistici e caotici 3) è vero che la morale cristiana funge da ostacolo ma ... 1) l'esistenza dell'Anticristo e del male sono funzionali all'equilibrio (e voluti) nello stesso modo in cui il vuoto è funzionale al pieno (un biccchiere non potrebbe ospitare alcun liquido se non fosse vuoto o periodicamente svuotato) 2) l'uomo libero non sa gestire la propria libertà solo se non ne capisce il valore (va dunque educato alla comprensione del proprio vero valore e al riconoscimento della propria luce interna, non mortificato con regolette morali solo formali) 3) la morale cristiana fa da ostacolo parziale perchè, avendo il problema di dover rispondere alla struttura borghese, deve mascherarsi in parte (per non essere distrutta).
Che l'Anticristo arriverà e che ciò è voluto da alcune elite intellettuali? Che il mondo è già quasi tutto dominato dall'Anticristo? Che hanno il potere economico, politico, intellettuale, che sono all'interno della Chiesa stessa?
Non mi sconvolge affatto, dovrebbe?
L'Anticristo è debole e il suo potere si fonda su una GRANDE menzogna

Insomma Cacciari è (almeno secondo me) un grande pallone gonfiato
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# Ur 2012-07-31 19:29
Caro prof.Vassallo e cara redazione di effedieffe,Evol a e Guenon fanno parte del patrimonio della destra,e non si può prescindere da loro in una qualsiasi ipotetica rinascita della destra,mi dispiace per il prof.Vassallo ma deve rassegnarsi a questo dato di fatto,provo rispetto e venerazione per chi è stato in prima persona un testimone del grande Reich millenario,il resto e solo aria fritta.
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# cattolicopapalino 2012-08-04 23:34
Io credo che anche chi è di dx non può più accettare come fonte del potere il diritto divino. Magari sarà per un regime forte autoritario e di un uomo solo al comando, però la legittimità gli viene dal popolo. Il prof. Vassallo mi assomiglia ad un ministro pontificio del XVIII secolo.
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# piero vassallo 2012-08-05 12:49
A ur: Mi permetto di rammentare il giudizio su Evola formulato nel 1928 dall'allora don Giovanni Battista Montini: "strane forme di cerebralismo e nevrastenia [nel saggio Cavalcare la tigre Evola confesserà di essere approdato all'ateismo dopo una serie di crisi mentali...] di coltura intensiva dell'incomprensione [penso, ad esempio, alla strana lettura evoliana di Vico..] di metafisica dell'oscurità, di preziosismi psuedomistici, di fascini cabalistici magicamente evaporati da droghe raffinate di erudizioni orientali, che tentano di nuovo la confusione delle lingue".
Gentile amico, oggi Evola è (e non per caso) un ideologo dei "pensatori" raccolti intorno all'occupante l'alcova di Luciano Gaucci. Cordiali saluti, Piero Vassallo.
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# piero vassallo 2012-08-05 12:51
Cattopapalino: La sentenza Omnis potestas a Deo non è mia...
Piero Vassallo
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# piero vassallo 2012-08-05 12:52
Legittimo è il potere esercitato in conformità con il diritto naturale. L'eventuale contraria decisione del popolo ha il peso dello zero a sinistra.
La persona civile sputa sul popolo che (ad esempio) vota per l'aborto e il divorzio.
Piero Vassallo
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# Ur 2012-08-06 09:21
Bene prof.Vassallo,per demolire Evola,ricorre a PaoloVI,bel colpo per chi si professa dopo essere stato un figlio del sole a rappresentante della riscossa cattolica,fa riferimento a un Papa massone che nel 1975 riceveva Licio Gelli e concesse sotto il suo pontificato al capo virtuale della massoneria italiana la nomina a Commendatore Equitem Ordinis Sancti Silvestri Papae,può fare tutte le critiche che vuole a Evola ma se non altro è stato un acerrimo nemico della massoneria.Mentre un certo M.S.I. era inquinato dalla trilateral(atla ntisti,servizi segreti deviati,e massoni).
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# cattolicopapalino 2012-08-08 10:27
Prof. Vassallo, ha sentito? Pierfurbi Casini ha aperto alle coppie di fatto.Certamente questo politico vicinissimo alle alte gerarchnie vaticane se ha fatto questo passo deve aver avuto un placet da parte di coloro che reggono le sorti della Chiesa. Prof. Vassallo si rassegni anche la Chiesa poco a poco si arrenderà ai segni dei tempi.
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# piero vassallo 2012-08-08 15:09
a Ur: quando e da chi è stato dimostrato che Paolo VI era iscirtto alla massoneria? e se (per caso) la notizia fosse vera che cosa cambierebbe? non dubito che lei conosca la differenza che corre tra giudizi di fatto e giudizi di valore - la ricordo (tale differenza) per me stesso citando un esempio: un pregiudicato afferma: "Piove" un galantuomo gli risponde: Taci, ladro. Il primo è un giudizio di fatto (può essere vero o falso, ovviamente) il secondo è un giudizio di valore: il ladro deve sempre tacere - la vera questione tuttavia resta in piedi: piove o non piove? occorre l'ombrello o non occorre? - shakespeare direbbe: questo è il problema - perdonerà il mio ardire se affermo che fra gli evoliani è abituale il ricorso a giudizi di valore (finalizzati alla rimozione degli imbarazzanti giudizi di fatto) - questo mi induce a credere che la posizione di Evola maestro della destra tradizionale italiana non sia sostenibile con argomenti appropriati alla bisogna -
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# piero vassallo 2012-08-08 15:14
Evola fu nemico della massoneria ma non esitò a scrivere un saggio squisitamente massonico quale Imperialismo pagano - il testo fu da lui ritrattato - non del tutto ritrattato, invece, il pensiero che lo sosteneva, come si può evincere dalla lettura del suo saggio sul mistero del graal e sulla tradizione ghibellina dell'impero -
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# Ur 2012-08-09 08:46
Credo che il prof.Vassallo viva in un mondo tutto suo,PaoloVI massone?Il Concilio Vaticano II è stato tutto influenzato da certi cardinali che erano affiliati alla massoneria per instaurare insieme all commissione trilaterale e atlantista il "N.W.O.",questo non lo dico io ma inchieste portate avanti da un sacerdote,corag gioso e solitario Don Luigi Villa e pubblicate dalla redazione di Effedieffe,Mino Pecorelli direttore di O.P.iscritto alla P2 riportava nella sua rivista 121 nominativi di affiliati alla massoneria tra cardinali e persone vicine al vaticano,PaoloV I ha varato un comitato per cancellare la scomunica che da secoli vige sui massoni,le inchieste di Don Villa sono state riprese da altri giornalisti e scrittori come Pinotti che ha scritto "Fratelli d Italia",denunce ai danni di don Villa?Nessuna.Riguardo a Evola prende le distanze da certi suoi scritti dovuti a intemperanze giovanili,come d altronde il prof.Vassallo prende le distanze dal suo essere stato un figlio del sole o no?
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# alphiere12 2012-08-09 11:41
Denunce ai danni di don Villa?Nessuna.
Una. Da parte di Mons. Bettazzi. Credo ancora pendente.
In un'altra situazione, i libri di Mons. Luigi Villa, sono entrati in tribunale di "sbiego".
Negli anni'90, un prete abbruzzese diede del "massone" ad un vescovo. Il vescovo lo denuncia. L'avvocato del prete, cita come prove a favore del suo assisisto i libri di Mons. Luigi Villa. Non so come è andato a finire.
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# alphiere12 2012-08-09 11:43
Mino Pecorelli direttore di O.P.iscritto alla P2 riportava nella sua rivista 121 nominativi di affiliati alla massoneria tra cardinali e persone vicine al vaticano.
Pecorelli agginge, in quell'articolo: "Mi aspetto una pioggia di smentite, o, in silenzio, l'epurazione. A tutt'oggi, non si sono viste, nè l'una, nè l'altra. Comunque, la lista di Pecorelli era un estratto parziale di una lista, molto più lunga, pubblicata nel giugnoi 1976 da "Panorama".
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# piero vassallo 2012-08-09 13:30
non ho elementi per smentire le notizie diffuse da Pecorelli né per confermarli - tuttavia rammento che si stava discutendo della legittimità di un tradizionalismo italiano fondato sull'evolismo - a ur chiedo cortesemente una risposta, ammesso che sia lecito domandare (marx ad esempio diceva che non si devono porre domande...)
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# piero vassallo 2012-08-09 23:20
penso che ur conosca i saggi di roberto melchionda, il più accreditato interprete del pensiero evoliano - ebbene melchionda dimostra che evola aderì al pensiero ultramoderno (dadaismo e dintorni) se ne allontanò per seguire il pensiero di guénon ed infine ritornò sui suoi passi (cfr cavalcare la tigre) - quando sostengo che evola non è un pensatore atto a rappresentare la cultura di una destra fedele alla tradizione italiana seguo le indicazioni di melchionda oltre le idee che deduco dalla lettura di evola - non capisco perché gli evoliani rifiutino di discutere questa tesi
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# Ur 2012-08-10 07:49
Io conobbi Evola più di quarant anni fà,mi ci portò il prof.Del Ponte genovese come me,e fondatore del centro studi evoliani,fù un solo incontro,ma vidi in Evola una persona molto semplice e umile,che accoglieva tutti e rispondeva alle domande di noi ragazzi,notavo fortemante la diversità tra le sedi missine dove si imitava in modo piatto lo stile mussoliniano(pa rlando di tattiche elettorali)e lo stile del maestro che parlava di tradizione,c era in lui qualcosa di antico,e lontano di tradizione primordiale,e la mia stima e venerazione nascono dal fatto che sentivo scorrere un brivido lungo la schiena,quando diceva ho detto la mia opinione a Gobbels....un testimone del grande reich millenario,quin di può capire la delusione quando si rientrava nella realtà missina fatta di tecniche elettorali e congressuali per un voto in più.Evola non si è mai mischiato con la politica considerandola semplicemente acqua sporca,penso che un tradizionalismo italiano non possa fare a meno dell opera di Evola se non altro per la coerenza di vita dimostrata,tra i suoi migliori allievi c è Adriano Romualdi,che fa parte di quel patrimonio di destra idealista e non maneggiona,inol tre non era ateo come dice il prof.Vassallo ma era arrivato al cuore del problema metafisico che attanaglia l uomo.
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# piero vassallo 2012-08-10 16:22
egregio signor "ur" (mago del gruppo ur?), l'ateismo di evola non è una mia personale opinione ma una verità di fatto - le ricordo che evola dichiarò il suo ateismo in una pagina memorabile del saggio cavalcare la tigre - non capisco il significato dell'espressione "cuore del problema metafisico" da lei riferita a evola - inoltre evola si è mischiato nella politica, legga la lettera firmata "un lettore" pubblicata nella rivista ordine nuovo: evola si dichiara favorevole all'alleanza elettorale del Msi con il Pnm (partito nazionale monarchico) - legga la dichiarazione di giulio maceratini, deluso dal moderatismo politico professato da evola - la storia non si scrive citando leggende metropolitane! una destra evoliana non potrà mai rappresentare la fedeltà alla tradizione italiana, che evola (in questo in curiosa sintonia con gramsci) peraltro disprezzava cordialmente
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# Ur 2012-08-10 19:28
Caro prof.Vassallo,non sono nessun mago del gruppo Ur,vorrei ritornare all argomento dell ateismo di Evola ho il libro da lei citato e se cortesemente,mi volesse citare il passo o la pagina,dato che ho letto il libro più volte ma non mi risulta quello che dice......comunque riguardo all ateismo ho le mie idee in proposito,anche Gesù non ne fu esente e parte dal suo grido"Dio mio Dio mio,perchè mi hai abbandonato?"Gesù sulla croce,è diventato il senza Dio,l ateo,e guardi prof.che la mia non è una citazione personale e blasfema ma nè cito l autore padre Raniero Cantalamessa nel suo libro "La vita in Cristo" ed.Ancora.Quindi caro prof.Vassallo non diciamo mezze verità, dicono spesso le Upanisad, che chi dice mezza verità non conosce la verità.
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# piero vassallo 2012-08-11 00:01
"la grande rivelazione raggiunta attraverso una serie di crisi mentali e spirituali consiste nel riconoscere che non esiste nessun aldilà, nulla di straordinario, che esiste solo il reale" Cavalcare la tigre, Scheiwiòller, Milanp 1971, pag. 34. Se questo non è ateismo mi spieghi lei che cosa è. nell'opera citata a pag. 34 - ad ogni modo - Evola aveva proclamato l'avversione dl Dio della vita. Se questa non è professione di nichilismo abbia la bontà di spegarmi di che cosa si tratta. Non conosco l'opera di padre Cantalamessa dunque non posso risponderle. in generale posso dire che l'ateismo di Gesù Cristo è opinione improbabile per non dire incredibile, qualunque sia la tesi di padre Cantalamessa - solo i vangeli gnostici affermano che Cristo non è figlio di Dio (e con gli gnostici i francofortesi, cfr. Banjamin, Bloch, Taubes ecc.)
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# Ur 2012-08-11 15:17
Caro prof.Vassallo il problema dell ateismo percorre tutto un filone di mistici all interno della chiesa,la così detta teologia negativa che va da Eckart a San Giovanni della Croce,a Santa Teresina di lisieux a questo proposito scrive Baget Bozzo nel suo libro il futuro del cattolicesimo pag.91"Teresa di lisieux,che muore a 23 anni nel 1987,vive nel suo Carmelo la prova della assenza del sentimento della fede.Teresa vuole vivere la notte della fede e morire in essa.Teresa,che ama Dio avendo perso ogni sentimento di credere,è la prova vivente dell vita mistica che percorre la Cristianità divenuta società moderna,senza forma pubblica di religione.La novità culturale di Teresa è di aver letto la condizione dell uomo che non ha fede come una condizione mistica.Penso prof.Vassallo che conosca tutto questo filone che si ritrova all interno della Chiesa cattolica.
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# piero vassallo 2012-08-11 21:42
la notte oscura dell'anima non è ateismo, cortese amico. inoltre non sono convinto della liceità dell'accostamento di Meister Eckart a San Giovanni della Croce e a Teresina di Lisieux -In Eckart si vedono segni di tendenza al panteismo, un errore che non sfiora né s. Teresina né San Giovanni della Croce - osservo che lei segue il compianto don Baget dove io non riesco neppure a capire - spero che lei abbia la bontà di svelarni il significato della vita mistica che percorre la Cristianità divenuta società moderna, senza forma pubblica di religione - ella crede che la Cristianità sia diventata società moderna? ella sa chiarire che cosa don Baget intendeva per "società moderna"? Baget era antimoderno come il primo Maritain? o moderno [ultimamente liberale]come il secondo Maritain ?
Mi creda: Baget è un autore difficile, spesso oscuro e indecifrabile - un autore che ha mutato più volte opinione teologica (cfr. ad esempio quello che di lui ha scritto padre C Fabro nel saggio L'avventura della teologia progressista). cordiali saluti, p. v.
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# Ur 2012-08-12 10:37
Caro prof.Vassallo per dovere di coscienza,mi sono andato a riprendere in mano i volumi di "Introduzione alla magia",in particolare lo scritto di Evola sull immortalità dell anima,ebbene per quanto scrive lui crede all immortalità di un principio olimpico e icorrutibile che viene alimentato dalla personalità spirituale,cert o che lui pone differenza fra ciò che è esoterico ed essoterico,e vede la religione cristiana come essoterica in cui tutto è grazia,e non conquista,pone quindi l immortalità dell anima come una conquista iniziatica.Quindi mi sembra una posizione ben lungi dall ateismo.In quanto a S.Teresina di Lisieux mi sono andato a vedere degli scritti su di lei,in particolare dalla "Gola del leone"di Sergio Quinzio che conferma che la Santa morì con disperazione,d altronde anche certe ultime lettere di Madre Teresa di Calcutta al suo direttore spirituale sembrano denotare un certo ateismo,e non voglio dilungarmi perchè la cosa è già stata ampiamente dibattuta dai mass-media.In quanto a Baget Bozzo mi è oscuro anche a me,salvo quelle pagine su Teresina in cui certi studiosi vedono in questo ateismo una sorta di purificazione operata da Dio,però confesso la mia ignoranza e il mio vivere anchio la fede come un dramma.La ringrazio comunque prof.di avere perso del tempo con me,che sono una persona che cerca solo di capire quel poco che posso con sincerità.Distinti saluti
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# piero vassallo 2012-08-12 21:47
introduzione alla magia è stato scritto prima di cavalcare la tigre - l'evola maturo è quello di cavalcare la tigre (spero che non abbia difficoltà a riconoscerlo)- Quinzio è un autore "sospetto". verosimilmente influenzato dalla tradizione gnostica - ad ogni modo io non ho letto "Gola del leone" e non posso giudicare - mi permetto di consigliarle la lettura delle opere di Santa Teresa di Lisieux -
la fede è un dramma perché divide il credente dal resto dal mondo - il tempo trascorso nell'onesta discussione non è perduto e lei non deve ringraziarmi - cordiali saluti p. v.
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# cattolicopapalino 2012-08-13 06:34
Se il tempo trascorso nell'onesta discussione non è perduto, mi dica prof Vassallo come si può reintrodurre nel mondo e nello specifico in Europa il concetto del potere di derivazione divina, dopo che nel novecento i dittatori hanno fondato illorto potere su se stessi e nel loro corpo, (Hitler, Mussolini, Franco), Il primo facendo sparire il corpo, il secondo avendolo vilipeso e il terzo sezionandolo per un'impossibile sopravvivenza. Non sarebbe meglio rassegnarsi e relegare il divino al di fuori dello spazio politico come due camere a tenuta stagna, ma con rispetto del religioso. Diversamente credo che il religioso accentuerà il suo essere irrilevante nella vita pubblica.
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# Ur 2012-08-13 09:31
Caro prof.vassallo riguardo al problema dell ateismo ho qui una citazione di Madre Teresa di Calcutta al suo direttore spirituale che nessuno avrebbe sospettato in lei:"Dicono che la pena eterna che soffrono le anime nell inferno è la perdita di Dio...Nella mia anima io sperimento proprio questa terribile pena del danno,di Dio che non mi vuole,di Dio che non è Dio,di Dio che in realtà non esiste.Gesù,ti prego perdona la mia bestemmia".Siamo sullo stesso binario di Giovanni Taulero(mistico tedesco del 300) con la sua visio essentiae Dei,"Allora veniamo abbandonati in tal modo da non aver più nessuna conoscenza di Dio e cadere in tale angoscia da non sapere più se siamo mai stati sulla via giusta,nè più sappiamo se Dio esiste o no...."Queste sono affermazioni di persone vissute nella Chiesa Cattolica e ritenute mistiche.Io ho parlato più volte con il prof. del Ponte che è stato vicino fino all ultimo ad Evola e mi ha assicurato che non era ateo ma che si rivolgeva a un principio superiore,quind i vedo Evola più che altro come un mistico,d altronde lui seguiva la via al Buddismo e dato che il Buddismo non parla mai di Dio ma della realtà,è vista(erroneame nte) come una religione atea.
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# piero vassallo 2012-08-13 12:21
Del Ponte è un fedelissimo ma Evola ha negato esplicitamente l'esistenza dell'aldilà - la nobile ostinazione delpontina è degna di rispetto ma non può essere condivisa - cordiali saluti, p. v.
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