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E come sta la Francia?
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Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia... La lista degli Stati dell’eurozona devastati dalla crisi e dall’euro si allunga. E come sta la Francia sotto l’euro? La Francia, la cui relazione speciale con la Germania dai tempi di De Gaulle e Adenauer costituisce il pilastro europeista?

Vediamo. Tra il 1999 e il 2012, il cugino d’oltralpe ha perso la metà della sua quota di mercato mondiale: passata dal 6,5 al 3,5% degli scambi internazionali. «La Francia sta scomparendo dai radar del commercio mondiale», si allarma il super-europeista e massonico Le Monde. «Solo la Grecia ha fatto peggio di noi», dichiara Patrick Artus, economista principe del’Ecole Polytéchnque e del gruppo Natixis: «Quanto possiamo durare?».

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È una domanda tragica: la Francia, come il più grosso «Stato forte» a fianco della Germania, è chiamata a contribuire al 22% del Fondo Salva-Stati (EFSF) impegnandosi per quasi 90 miliardi di euro; una contribuzione che salirà al 35% via via che Spagna e Italia, come Stati deboli in difficoltà, non riusciranno a pagare la loro quota al Fondo, ed anzi avranno bisogno di essere sostenute. Sempre meno «Stati forti» (presunti) devono sostenere un numero crescente di Stati «deboli», impegnando centinaia di milioni in più dalle loro finanze sempre più pericolanti. Il rating della Francia è stato già degradato a gennaio; è evidente che il degrado continuerà e si aggraverà, e il costo per loro del denaro da prendere in prestito salirà fino a diventare insostenibile; anzi lo stesso rating del Fondo Salva-Stati perderà il suo AAA, e faticherà a trovare capitali sui mercati se non a costi insostenibili... è il nodo scorsoio in cui l’eurocrazia ha infilato il collo degli europei.

La bilancia commerciale francese è passiva da dieci anni, in significativa coincidenza con l’adozione dell’euro. E il buco fa passi da gigante: era di soli 230 milioni nel 2003, schizza a 24 miliardi solo due anni dopo nel 2005, e supera i 70 miliardi nel 2011; una crescita esponenziale. Ormai il deficit della bilancia dei pagamenti tocca i 5,8 miliardi al mese (dato di aprile)... Resiste l’alta moda e il lusso, resistono i cosmetici e i farmaceutici e l’industria aeronautica, ma il resto «è un bagno di sangue» secondo Artus: industrie che spariscono a ritmo accelerato per mancanza di competitività.

In dieci anni, le esportazioni francesi in Europa sono calate di 100 miliardi di euro: «Cifra che corrisponde all’incirca alle quote di mercato all’export guadagnate dalla Germania nello stesso periodo», dice un altro famoso economista, Michel Didier. L’export verso i Paesi emergenti, BRIC ed altre tigri, è sconfortante: verso la Cina, le esportazioni francesi rappresentano il 3,2%, quelle di Berlino il 6,1%: il doppio. Nel decennio, i margini di profitto delle industrie francesi si sono dimezzati.

Non c’è dubbio che l’euro è la causa di questo strangolamento. Nel 2004 l’euro si cambiava a 0,82 dollari, in aprile 2008 era salito a 1,60 (oggi è sceso un poco a 1,25, ma non abbastanza). Non potendo più svalutare per sostenere le sue esportazioni, l’industria francese ha subito gli effetti della sua storica specializzazione nei prodotti di gamma media: quando l’euro si rivaluta del 10%, le vendite francesi calano del 9%. Quelle tedesche però aumentano del 2%; nel mese di aprile in cui il passivo della bilancia commerciale francese ha raggiunto i 5,8 miliardi, la Germania ha registrato un attivo commerciale di 14,4 miliardi di euro.

Questo pone il problema: come per l’Italia, la moneta forte e (sostanzialmente) straniera chiamata euro ha messo a nudo le debolezze strutturali della società e dell’economia nazionale. Lo Stato francese è senza confronto meglio amministrato del nostro; ma è entrato nell’euro con l’orario a 35 ore: pretesa «conquista socialista» che si paga cara nella esasperata competitività della mondializzazione, in un mondo interdipendente dove la concorrenza è sui salari. Dove non solo i cinesi lavorano 70 ore, ma i tedeschi hanno accettato significative riduzioni dei salari reali.

Curiosamente, le 35 ore sono una misura popolare tra i francesi; ed esiste come una storica propensione della Francia a cercare di risolvere i problemi delle grandi crisi con manovre «socialiste» sui salari. Anche negli anni ’'30, in piena grande depressione, il Fronte Popolare andò al potere e credette di alleviare la spaventosa stretta recessiva con la riduzione delle ore lavorate (allora passarono da 48 a 40, con l’idea ben nota anche ad una certa sinistra nostrana: «Lavorare meno per lavorare tutti») e con l’aumento per legge dei salari del 10%-15%: il risultato fu, naturalmente, una ancor più atroce disoccupazione.

Ai giorni nostri, tra il '99 e il 2007 il costo del lavoro francese è rincarato del 2,3%; poco, ma nello stesso periodo il costo del lavoro tedesco è sceso del 10,8%. E il neo-presidente François Hollande ha subito promesso una replica delle misure «socialiste» e fallimentari d’antan, pensione a 60 anni e tassazione al 70% dei grandi redditi... e naturalmente le nozze gay («Dì qualcosa di sinistra»).

Per caso – un caso simbolicamente significativo – la presidenza Hollande s’è inaugurata con una zuffa tra concubine presidenziali: tra l’ex moglie Segoléne Royal («la madre dei miei figli») e la compagna attuale, la giornalista Valérie Trierweiller («la donna della mia vita»): quest’ultima – soprannominata Rottweiler per la sua arroganza aggressiva – aveva twittato a favore di Olivier Falorni, il candidato-rivale della Royal a Charente-Maritime. Il che ha fatto sospirare a L’Express se con una simile consorte all’Eliseo, Hollande creerà un ministero della Gelosia; e al sito di destra Polémia annotare, con amaro sarcasmo, che in Francia «la futilità ha sostituito la sovranità».

Un assaggio di tale futilità s’è visto a Roma, all’incontro a quattro fortemente voluto da MarioMonti e tradottosi nell’atteso fallimento (la Merkel ha educatamente detto no a tutto e non è rimasa nemmeno per cena, è volata a Danzig a vedere la partita), dove Hollande ha (ri)proposto gli eurobond, già ripetutamente negati dalla Merkel e dall’intero popolo tedesco, ed oggi ormai completamente inutili.

Peccato davvero. Perchè mai come oggi la leadership francese servirebbe per unificare le vittime dell’euro, ormai in maggioranza – Spagna e Grecia, Portogallo e Irlanda e Italia – mettendo da questa parte il suo peso storico e politico, e in primo piano il suo stesso interesse nazionale, danneggiato come abbiamo visto: dopo i PIIGS, non c’è dubbio che toccherà alla Francia subire l’attacco dei mercati e l’aumento dello spread; anche la sua economia è progressivamante desertificata dalla moneta unica. E anzi la rovina può arrivare prima e d’improvviso, sotto forma del collasso bancario generalizzato in Europa con una distruzione atomica delle sue economie.

Sono insomma presenti le condizioni di urgenza ed emergenza, e di prestigio e peso politico-economico, per cui l’inquilino dell’Eliseo spezzi «il mito catastrofico dell’amicizia franco-tedesca» (1) e ponga a Berlino questo dilemnma: o lascia che la BCE monetizzi i debiti pubblici svalutando l’euro, oppure è tempo che dall’euro esca la Germania. Indicandole la porta. Lo farà Hollande? Mah...

(Sì, lo so: è un progetto enunciato anche da Berlusconi, oggi riscopertosi anti-euro. Ma quando Berlusconi parla, non significa nulla. Non sarebbe capace di attuare un simile programma, e nemmeno lo vuole realmente attuare. L’abbiamo visto alla prova, ci basta un campione della futilità alla volta).





1) L’esortazione è dell’economista Frédéric Lordon. Ecco il passo: «Il est maintenant temps de prendre conscience quil ny aura aucune solution de survie de la monnaie européenne, et en fait de lUnion tout entière, sans une modification radicale de la position allemande — et lacceptation de tout ce qu’elle a toujours refusé: révision profonde des missions de la banque centrale, autorisations dactions ponctuelles de création monétaire au profit des Etats, abandon du dogme de léquilibre fiscal structurel, contrôle des capitaux, etc. — et lon évalue dici la probabilité de la chose… La solution est donc ailleurs quà Berlin: à Paris! Elle suppose de renoncer enfin au mythe catastrophique du «couple franco-allemand» et daccepter dentrer en rude confrontation avec lAllemagne» (Euro, terminus?).


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Commenti  

 
# andrea.4463 2012-06-24 11:12
Per inciso, il caro Mario Monti, meglio conossciuto con l'epiteto Binloden; mentre la Fornero è meglo conosciuta come Elsa la belva.
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# amsicora 2012-06-24 15:51
Elsa la belva?
Non spariamo sulla croce rossa.
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# AlexFocus012 2012-06-26 07:51
Credo che sarebbe il caso di dire croce "rotta" visto il ghigno satanico della ministra "con una lacrimuccia ipocrita di Elsa Fotterò"...
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# Pietro G 2012-06-24 11:50
Se si pensa che l'euro è stata una invenzione di Mitterand possiamo ben dire che la Francia è il tipico caso di "arroseur arrosé". Invece di insistere con il "complesso di Versailles" , cioè cercar di far pagare il più possibile dell'Unione Europea ai tedeschi, avrebbe fatto bene a curare la propria industria a sopratutto la competitività dei propri prodotti. Alcuni punti:
- La Germania non ha solo moderato i salari negli ultimi dieci anni (quest'anno sono cresciuti di molto), ha soprattutto ristrutturato la manifattura introducendo automazioni e riducendo la manodopera eccedente. Un "giochetto" che è costato una bella somma di miliardi e 5 milioni di disoccupati, ora però rientrati nel ciclo produttivo. Questo doveva essere anche il piano dell'Italia per poter usufruire dei vantaggi di una moneta forte senza pagarne gli svantaggi. Non se ne è fatto niente e i risultati si vedono, altro che eurobond, unione bancaria, ecc., ecc., La differenza l'ha fatta una diversa classe politica e un sistema produttivo capace di rinnovarsi.
- Chi ha seguito un po' l'ultima campagna per le presidenziali non ha potuto non notare lo scollamento dalla realtà di tutta una classe politica francese di sinistra. Non solo di gente come Jean-Luc Mélenchon (non voglio neanche parlare di Philippe Poutou o Nathalie Arthaud), ma anche dei rappresentanti socialisti a partire da Hollande. Una politica di "tassa e spendi" stile anni '70, ritorno alle pensioni a 60 anni e aumento degli impiegati del settore pubblico. Non una parola sulla ristrutturazion e industriale.
- Secondo me la Francia non vuole la leadership dei PIIGS perchè ha fatto due conti e sa benissimo che avrebbe tutto da perdere garantendo i debiti di Paesi come Grecia, Portogallo, Spagna, e Italia. No, se l'euro va a puttane la cosa migliore è ritornare alle monete nazionali, questo almeno il Berlusca lo ha capito.
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# Gilles 2012-06-24 11:59
Come il cinese sulla riva del fiume, i poteri elitari globali ed europeisti stanno ad aspettare che passino i cadaveri degli Stati europei, con tutti i cittadini al seguito. Il problema è che forse i tempi del processo di unificazione non sono quelli che avevano preventivato, troppi inconvenienti e troppi ritardi, forse, chissà. Abbiamo parlato del tempo e magari è proprio il tempo l’ultima salvezza rimasta per noi. Le elite mondialiste potrebbero non avere più il tempo di attendere che la Francia collassi, insieme a tutti gli altri Stati, seguita poi anche dalla Germania; certo è che ultimamente le elite hanno molto affrettato i tempi della mondializzazion e, senza preoccuparsi nemmeno più tanto di nasconderla. Come in un concorso dove tutti sono raccomandati (esclusi i greci, poveretti) e tutti cercano di avere una parola buona per avere il posto di lavoro, così i governanti servi delle elite cercano di sfruttare i vantaggi per posizionarsi nel mondo migliore all’interno del nuovo mondo globale. Alla Francia rimane un patrimonio morale di grande autorevolezza, fatto di idee anche di sinistra, perchè no, è l’unica moneta che può tentare di spendere per coalizzare gli altri popoli contro questa assurda deriva autoritaria mondialista. In questo non c’è tanto da fidarsi dei loro governanti, ma semmai della gente, di sicuro un po’ più compatta e consapevole rispetto a noi.
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# Giovanni Silvano 2012-06-24 15:47
Gilles tu stai sognando ad occhi aperti, dopo il disastro della 2a Guerra Mondiale la Germania è cresciuta costantemente sino a diventare quello che è adesso: Una superpotenza mondiale di classe, per cui figurati se collasserà per una crisetta insignificante dell'Euro, possono tornare al Marco quando e come vogliono.
Ma ti dirò di più, non collasseranno nemmeno i satelliti: Olanda, Austria, Finlandia, e Francia, sì hai capito bene, Francia, perche la Francia è un satellitte, grosso ,ma satellite.

Collasseremo noi coi nostri compari disgraziati: Portogallo, Grecia e Spagna.
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# Giovanni Silvano 2012-06-24 12:01
Io mi chiedo, perche i francesi abbiano voluto l'Euro???
Non l'hanno voluto i tedeschi l'Euro ma i francesi, l'hanno voluto per ridursi così?
Perchè non si sono tenuti il loro Franco svalutato e svalutabile? Lo avessero fatto adesso la Francia sarebbe Superstar?!

Secondo me il problema è economico, la Germania è troppo forte per tutti, si è riunificata i russi hanno tolto le basi, chi li ferma adesso... economicamente e geopoliticamete parlando?!

Sono stato di recente in America, e come si sa gli americani sono pragmatici e realistici (quando vogliono), ebbene i giornali USA titolano: "L'EUROPA HA BISOGNO DI UN PIANO MARSHALL TEDESCO".

Le televisioni americane, quando parlano di Europa inquandrano solo la Merkel e la Germania: Francia, Regno Unito, Italia, ecc. non esistono letteralemnete, per gli americani esiste La Germania e basta come interlocutore.

Detto questo, cosa può fare la Francia?
Può solo adeguarsi a questa realtà ci sia Sarkozy o non Sarkosy, difatti Hollande ha già smesso di chiedere gli Eurobond, ha invitato la Merkel all'Eliseo per fine mese: tradotto: per i francesi all'asse con la Germania non c'è alternativa.

Oltretttutto le due economie sono troppo interconesse, vedasi la compartecipazio ne nel gigante EADS, con AIRBUS e tutto il settore della difesa.

Ma io non vedo la situazione francese cosi catastrofica, in confronto a noi la loro è rose e fiori, i tedeschi butteranno (se il caso) a mare noi i greci e gli spagnoli, ma mai la Francia, l'Asse franco-tedesco è strategico non solo a livello europeo, ma mondiale, ad esso a Parigi ed a Berlino non hanno alternative.

Per cui passata la campagna elettorale e le elezioni presidenziali, prepariamoci a vedere un Hollande sempre più simile all'ultimo Sarkosy.

Non si facciano illusioni i PIGS, la Francia non morirà per loro, la Francia non morirà per difendere gli sperperi, la corruzione e le mafie italiane, non si cullino in queste pie illusioni a Roma!
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# amsicora 2012-06-24 14:50
E' vero, Berlusconi parla, non significa nulla. Non sarebbe capace di attuare un simile programma, e nemmeno lo vuole realmente attuare. L’abbiamo visto alla prova, ci basta un campione della futilità alla volta.

E' verò, però, che di economia bunga-bunga non capisce nulla ed ha fatto fare tutto all'innominabile presidente del Bilderberg, che ha sostituito Martino...
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# Scipio emiliano 2012-06-24 15:25
Stavo recentemente notando che i titoli di Stato francesi sono gli unici che seguono il trend di quelli tedeschi.
Mi domandavo se in fondo il mantenimento statale dei grandi gruppi strategici possa salvare la Francia o almeno proteggerla più efficacemente.
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# zara 2012-06-24 19:08
citazione dall'articolo: "i tedeschi hanno accettato significative riduzioni dei salari reali".
Tuttavia l'operaio tedesco, benché autoridottosi lo stipendio, guadagna ancora quasi il doppio di un operaio italian. Mi stupisco come riesca a sopravvivere l'italiano, e di come questa macroscopica disparità non sia motivo di scioperi ad oltranza in Italia.
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# Andrea V. 2012-06-24 19:33
Se ci sarà un euro forte non dubito che la Francia ne farà parte, non lo dubito, stiamo comunque parlando di un paese serio e con un adeguato senso civico nella popolazione.
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# renatodrg 2012-06-24 23:04
Sarebbe possibile introdurre una moneta per i Paesi in crisi Iitalia, Francia, Spagna, Grecia) creando una Banca Centrale che possa svalutare e stampare moneta, mentre i tedeschi, olandesi e austriaci continuerebbero con l'Euro. Cosa ne pensate?
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# aloisius 2012-06-25 18:18
Germania fuori dall'euro, Inghilterra fuori dall'Europa for ever, le nazioni "povere" chi più, chi meno lo sono tutte, svalutano l'euro, la sovranità nazionale non si discute, ma si ridiscuteranno tutte le Massnahmen, cioè
i provvedimenti di risanamento (sic) e distruttivi per il mercato del lavoro imposte dalla "spia" che venne dall'est, in favore di una dittatura europea.
La BCE va ridimensionata nelle decisioni di quali banche vanno salvate (sono troppe) e a quali tassi, imponendo di fatto che almeno un 30% dei soldi ottenuti vengano dati come crediti con un differenziale di massimo 3 punti in %,
tra tassi pagati e quelli applicabili ai creditori. Il parlamento europeo e tutti i fancazzisti che gli ruotano intorno va drasticamente ridimensionato, compreso i costi.
Solo così inizieremo a respirare e a uscire dalla spirale mortale.
Ha ragionissimo il direttore quando scrive che la Francia dovrebbe piantarla con il suo anacronistico senso della "grande nation" che per rimanere tale si appoggia alla stampella tedesca e ragionare nei termini del bene comnune che in questo caso sarebbe anche il loro. Ma si sa che il buon senso CHE MANCA quasi ovunque, richiede lucidità mentale e una visione futura che oltrepassi il provincialismo e le mere beghe per il potere, tra l'altro nemmeno conquistato, ma ottenuto in base alle dose di servilismo nei confronti di chi lo detiene veramente. Quindi non facciamoci illusioni.
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# ramuxara 2012-06-26 08:12
Ma perchè questi della BCE si ostinano a non volere svalutare? Non so, il 10%.
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# cgdv 2012-06-25 18:18
Caro Blondet, io penso che la Francia sia da così tanto tempo massonica, nonché in mano ai poteri ebraici, da non poterci fare alcun conto. Del resto Hollande proviene dal demonio Mitterand.
Giuliano
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# ramuxara 2012-06-26 08:16
Verissimo. Sono talmente stracotti che hanno perso il senso della grandeur. Ben gli sta.
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# lettera41 2012-06-26 10:21
Vero.
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# milvus 2012-06-25 19:17
Quando una persona esige da se stessa disciplina, studio, lavoro che può fare, consumo giudizioso, e spiritualità, allora potrà esigere da uno Stato, da un governo o da una autorità qualcosa di degno, altrimenti resta come quei studenti tipo sessantottini sempre "fuori corso" semi-analfabeti che studiano ma non imparano nulla. Tanto dopo, il mercato impietoso del Lavoro, comunque inciderà impietosamente e negativamente su di loro.
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# Giovanni Silvano 2012-06-25 22:36
Vorrei far presente al Direttore che forse non è il caso nel fare questo parallelismo stretto fra deficit commerciale francese ed avanzo commerciale tedesco.
Il trend del passivo commerciale inglese verso la Germania è identico a quello francese, anzi è ancora peggio, eppure il Regno Unito non è nell'Euro.
Cosa significa questo?
Significa che Euro o non Euro la Germania esporta a piene mani in tutto il mondo, è una fesseria dire che le esportazioni tedesche vanno bene grazie all'area Euro.

USA
REGNO UNITO
ITALIA
Come si vede fra i primi 5 ben 3 non sono dell'area Euro.

Nel mese di marzo di quet'anno hanno fatto il record dei record di fatturato all'esportazione: qualcosa come 100 miliardi di Euro, una cifra colossale in un mese, proprio grazie all'aumento del fatturato verso la Cina che ha un bisogno disperato di tecnologia industriale tedesca per il suo sviluppo.

L'incredibile successo commerciale tedesco nel mondo prescinde dall'Euro: sono la prima potenza tecnologica ed industriale del mondo, ed il mondo un certo tipo di tecnologia avanzata la può comprare solo dai tedeschi, perche l'hanno solo loro, costi quel che costi, il tasso di cambio che prima era col Marco ed adesso con l'Euro è del tutto marginale al fine del successo delle loro vendite nel mondo.
Certo per chi esporta magliettine, porcellane e calzini, il tasso di cambio incide, ma non è il loro caso.

Questa è la nuda realtà, per cui certe teorie giornalistiche artificiose che attribuirebbero all'Euro i loro successi, sono solo chiacchiere da bar.
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# Giovanni Silvano 2012-06-27 18:01
CINA
FRANCIA
REGNO UNITO
USA
ITALIA

3 SU 5 NON SONO AREA EURO.
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# Andrea V. 2012-06-27 19:27
Citazione Giovanni Silvano:
Il trend del passivo commerciale inglese verso la Germania è identico a quello francese, anzi è ancora peggio, eppure il Regno Unito non è nell'Euro.
Cosa significa questo?
Significa che Euro o non Euro la Germania esporta a piene mani in tutto il mondo, è una fesseria dire che le esportazioni tedesche vanno bene grazie all'area Euro


La penso come lei.
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# Gilles 2012-06-26 11:50
Si caro Silvano, è probabile che stia sognando ad occhi aperti, sicuramente la Germania ci metterà più tempo di tutti ad esaurire le proprie risorse, perchè in questa Europa è sicuramente quella messa meglio, dal punto di vista economico. Non so cosa succederebbe se tutti gli altri Stati invece arrivassero velocemente al collasso e la Germania non avesse più letteralmente a chi vendere il suo export. Ma non è questo il punto, ormai la faccenda è politica, non più economica, il collasso è politico e la Germania è ricattata come tutti gli altri, dovrà cedere la propria sovranità o saranno guai, sennò perchè avrebbbero architettato tutto questo?. Certo, come tutti, spero che tutto ciò non accada...
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# Giovanni Silvano 2012-06-27 18:04
Il collasso economico colpirà i PIGS, non gli altri.
Francia Germania, Olanda, Lussenburgo, Belgio, Finlandia, da soli possono anadare avanti benissimo.

E' la zavorra mediterranea, la più corrotta ed inefficente che si sfascerà.
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# Giovanni Silvano 2012-06-28 00:44
I mercati comndano, ok?
L'unico ricatto che i mercati fanno alla Germania è che continueranno a prestarLe sempre più soldi a tassi pressocchè nulli, bilanciandoli ai tassi sempre più cari che fanno e faranno pagare agli altri.
Cessione di sovranità, se si vorrà salvare capre e cavoli di sicuro ci sarà sempre più cessione di sovranità, ma verso la Germania.
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# Giovanni Silvano 2012-06-28 00:48
Il mio sospetto è che il marciume, le mafie italiane (forestali calabro-siculi, statali parassiti, casta, ecc.) dopo aver spolpato la Lombardia ed il nord Italia, adesso vorrebbero che fosse la Germania a subentrare come finanziatore a fondo perduto.
Ma sfortunatamente per loro i tedeschi non sono coglioni come il lombardi & C.
Il mio timore che il sunto di tutta questa storia sia questo.
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# Zacalufla 2012-06-26 13:20
Caro Maurizio, quando Berlusconi parla ancora come "politico", visto e considerato quello che ha (non) fatto in questi anni come uomo (?) di governo - lasciando perdere il resto circa donne, etc., ciò che a mio avviso lo condannerebbe alla clausura perpetua, tanto è miserabile - non è solo un parlare futile. E' piuttosto demenziale, ossia come uno che non sa quello che dice. Il grave è che in tanti ancora lo ascoltano e poi parliamo di salvezza per l'Italia...

Luciano.
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# giannizzero 2012-06-26 13:34
Rimango speranzoso che, sull'orlo del baratro, la Germania accetti il quantitative easing sull'euro (stampare soldi).
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# ulisse 2012-06-28 17:50
1) Gli elettori francesi hanno votato non per Hollande, ma contro Sarkozy, perché chiedevano la fine della "Merkozy". Che poi Hollande continui l'inerzia Sarkozista a traino della Merkel dimostra quanto sia compromesso lo strumento elettorale com espressione della volontà popolare, e invece prevalga la politica delle 3 C, come la chiamava il grande Gaetano Mosca, e cioé: Consapevolezza, Coesione, Cospirazione;
2) Il Parlamento Tedesco, sulle materie forti, vota con maggioranze qualificate: ad esempio, il fiscal compact é stato votato di recente con maggioranza qualificata dei 2/3, e cioè CDU/CSU/SPD. Proviamo ad immaginare un evento analogo in Italia!;
3) Ciò che emerge con chiarezza dagli avvenimenti degli ultimi mesi é che l'Italia ha bisogno di profonde riforme istituzionali, riduzione dello sconfinato e famelico apparato burocratico pubblico, bonifica delle spese, riduzione dell'autonomia di spesa degli enti locali, riforma della giustizia (certezza del diritto, giudizi rapidi e trasparenti), ecc. Tutte cose che la Germania ha già, ed é questa la fondamentale differenza con noi del Bel Paese.
4) Come si può ottenere questa miracolosa resipiscenza? Ad esempio con Governi di Grosse Koalition, come quelli che alla Germania hanno permesso di fare, anche di recente, le riforme più incisive e dolorose.
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# Vitoparisi3 2012-06-29 09:59
O i francesi restituiranno l'Alsazia e la Lorena agli imperiali... scherzi a parte, la storia insegna che le ostilità verso i persiani infliggevano spallate gravi all'impero romano. Quando i greci partirono alla distruzione dello zoroastrismo, annientarono la propria civiltà per sempre; quando i mongoli invasero la Persia, si sbriciolarono. Oggi, i propugnatori dell'embargo antiiraniano si stanno inabissando uno peggio dell'altro nella crisi economica, mentre l'Iran sta ben meglio di noi. La Francia e l'Europa hanno perso la memoria: rivogliono provare ad invadere la Russia, a fare le crociate, però questa volta per Israele, vogliono ricolonizzare... però senza più nuove generazioni, falcidiate dagli aborti. Le generazioni nuove, quelle che noi europei oggi rifiutiamo, quelle sono il valore vero. Per cui, buttata via prima la donna nel mercato truccato del lavoro e poi i figli, questi ultimi negli aborti conseguenti o, al meglio, nelle scuole obbligatorie dell'ateismo mondialista, che oggi cominciano sempre prima, dagli asili nido a tre anni, si perde per sempre la Valuta, ciò che vale. Il contrappasso non si arresta mai.
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