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Papa Francesco pentito per Scalfari
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Cara redazione,

vi segnalo questo articolo, uscito su Libero ed ora sul suo sito di Antonio Socci. Si può pensare tutto quel che volete del Socci ma quel che dice in questo articolo è molto importante. Papa Francesco ha riservatamente confidato che la sua buona fede è stata carpita da Scalfari ed ha pubblicamente, mediante padre Lombardi, aggiustato il tiro dopo la nota intervista. Credo che sia il caso di dare tempo al tempo e di invitare anche i lettori di EFFEDIEFFE ad un po’ di pazienza e, soprattutto, come è detto, a leggere direttamente il magistero di questo Papa come quello dei suoi predecessori. Vogliamo dare questa possibilità a Papa Bergoglio? Lo scrivente tende una mano e chiede alla redazione di porre all’attenzione del lettore l’articolo di Docci. Se non altro per quel diritto di difesa di cui alla lettera pubblicata da EFFEDIEFFE nello spazio della corrispondenza. Comunque resta assolutamente vera la chiusa del pezzo di Socci: la Chiesa è di Cristo e Lui non le farà mai mancare la Sua Assistenza.

Un saluto fraterno in Cristo e Maria

Luigi Copertino

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FRANCESCO E QUEL COLLOQUIO CON SCALFARI

C’è confusione e smarrimento, in alcune aree del cattolicesimo, per i primi mesi di papa Francesco. E c’è chi – lefebvriano più o meno confesso – soprattutto tramite la rete soffia sul fuoco di questo malessere, per alimentare il dissenso e per amplificare i dubbi, delegittimando il papa.

Tutto fa brodo per attaccare Francesco, perfino il colore delle scarpe o il fatto che dica “Buongiorno” e “Buon pranzo”. Ogni inezia viene guatata col sospetto di eterodossia e di infedeltà alla tradizione.

Ma degli atti ufficiali del suo magistero se ne infischiamo. Nemmeno considerano il documento più importante che finora ha firmato, la sua prima enciclica, la “Lumen fidei”, dove fa completamente sua la meditazione sulla fede di papa Benedetto. E lo scrive apertamente.

Così pure snobbano il suo magistero quotidiano. Per esempio anche in questi giorni più volte ha esaltato la famiglia e il matrimonio e in una serie di altri interventi ha ribadito l’insegnamento della Chiesa sulla vita, dal suo inizio alla sua fine naturale.

Inoltre ha fatto pubblicare dal Prefetto dell’ex S. Uffizio un documento sull’accesso ai sacramenti dei divorziati-risposati che ribadisce tutto il magistero cattolico di sempre (documento che deve aver deluso non poco i modernisti).

Ma tutto questo non è considerato. Mentre il Papa da settimane viene “impiccato” (moralmente) a una battuta attribuitagli da Eugenio Scalfari nel corso di un colloquio privato che poi è stato pubblicato sulla “Repubblica” il 1° ottobre. Si tratta di quelle due righe sulla coscienza, il bene e il male.

DUE RIGHE ESPLOSIVE

Da settimane nella rete (e in qualche giornale) ribolle il malcontento di certi cattolici che, scandalizzati, sollevano sospetti sul Papa per quelle due righe.

Nessuno di loro sembra porsi la domanda più ovvia: papa Francesco pensa veramente che ognuno possa decidere da solo cosa è bene e cosa è male e autogiustificarsi così?

Possibile che il Papa professi un’idea per la quale non avrebbe più alcun senso né essere cristiani, né credere in Dio (tantomeno fare il papa)?

E’ evidente che si tratta di una colossale baggianata. Qualunque persona in buonafede si rende conto facilmente che è assurdo aver alimentato tanta confusione per quelle due righe.

Se poi qualcuno, più sospettoso, continuasse ad vere dei dubbi gli basterebbe, per chiarirsi le idee, ascoltare il magistero quotidiano di Francesco.

Anche venerdì scorso, in quella splendida catechesi sulla confessione, ha detto l’esatto opposto; e la confessione – com’è noto – è uno dei suoi temi preferiti, su cui torna continuamente.

Un tema tipico della tradizione cattolica e ben poco frequentato da modernisti e progressisti. Come la devozione alla Madonna e la lotta alla corruzione del diavolo, su cui Francesco torna spesso.

Ma chi sta col “randello” del pregiudizio in mano, con l’unico obiettivo di coglierlo in fallo, non sente ragioni, si attacca a ogni pretesto ed è sempre pronto a colpire.

Il fondamentalista non riflette su come quella frase sia stata veramente detta dal Papa e magari su com’è stata capita e riportata da Scalfari, non coglie la circostanza colloquiale, né il fatto che Bergoglio parla in una lingua che non è la sua e che non padroneggia alla perfezione.

Infine tutto andrebbe valutato alla luce del vero e costante magistero ufficiale di papa Francesco. Il “mestiere” del Papa è uno dei più difficili e delicati al mondo, tanto più oggi sotto i costanti riflettori dei media.

RETROSCENA

Merita comprensione chi, abituato a frequentare le periferie di Buenos Aires come un parroco che porta conforto ai più derelitti, si è trovato d’improvviso sotto i riflettori del mondo a ricoprire il ministero di Vicario di Cristo.

Concediamogli almeno il tempo di prendere le misure. Bergoglio viene dall’Argentina e non conosce né la Curia né l’Italia, tantomeno i  media.

E’ un generoso, uno che va verso l’altro desideroso di abbracciarlo, che cerca di partire dai semi di verità che trova nell’interlocutore e da lì fare dei passi verso la luce di Cristo.

Non so cosa il papa sapesse di Scalfari e come si sia svolto quell’incontro. Però una volta che il malinteso si è prodotto il papa ha cercato di evitare equivoci.

A padre Lombardi è stato detto di far presente che quell’intervista non era stata da lui rivista, è uscita dalla penna di Scalfari dopo una chiacchierata informale. Soprattutto – come padre Lombardi ha sottolineato – essa non fa parte in alcun modo del magistero di papa Francesco.

Ma anche in questo caso ci sono i “troppo zelanti” che l’indomani, il 2 ottobre, hanno rilanciato quell’intervista addirittura sull’Osservatore romano.

Pare che il papa se ne sia rammaricato e che il 4 ottobre, durante la visita ad Assisi, se ne sia lamentato col direttore Gian Maria Vian. C’è anche un video che probabilmente immortala proprio la protesta di papa Francesco per quell’improvvida iniziativa.

Il Papa si è reso conto che è facile essere strumentalizzato dai media.

Per questo un pezzo da novanta della Segreteria di Stato, il monsignore americano Peter Brian Wells, il 18 ottobre scorso, in un evento pubblico ha invitato ad attingere direttamente ai testi del magistero del Pontefice perché “le parole di papa Francesco sono spesso diverse da quelle che gli vengono attribuite da certi organi di stampa”.

Certo, in Vaticano c’è un problema di comunicazione. Ma non da oggi: anche Benedetto XVI incappò nel doloroso malinteso di Ratisbona. Dipende molto dai media, da loro superficialità, approssimazioni o dalla malafede del pregiudizio. Ma non è tutta colpa dei media.

I cristiani – in primis i pastori – di fronte all’epoca dei media onnipresenti devono far tesoro dell’esortazione di Gesù, il quale mandando i suoi apostoli nel mondo prescrive loro di essere “candidi come colombe”, ma anche “prudenti come serpenti” (Mt 10,16).

Oggi poi alla forzatura di certi media che attribuiscono arbitrariamente a Francesco un profilo “sovversivo”, fanno da sponda – come dicevo – certi fondamentalisti che alimentano all’interno della cristianità la stessa idea. Il disorientamento che si produce così non va sottovalutato.

Anche un sociologo attento come Massimo Introvigne ha lanciato l’allarme, mettendo in guardia dal rischio di imboccare la via che porta allo scisma.

Perché la sofferenza è manifestata soprattutto da buoni cattolici ed ecclesiastici finora fedeli al papa che dicono di sentirsi orfani di Benedetto XVI.

IL VERO RATZINGER

Fedeli che però, spesso, hanno male interpretato il magistero di papa Benedetto, si son sentiti una minoranza dalla parte della ragione, contro una maggioranza dalla parte del torto.

Sia pure in buona fede ne hanno dato un’interpretazione politica, quella che divide anche la Chiesa fra progressisti e conservatori. Non capendo che Ratzinger, come papa Francesco, trascendeva del tutto questa logica.

Sono buoni cattolici che hanno ideologizzato arbitrariamente certi sacrosanti contenuti del magistero di Ratzinger, come le cose importanti e preziose che egli ha insegnando sulla liturgia.

Papa Francesco ha detto che non ha nessuna intenzione di cancellare il “motu proprio” di papa Benedetto che liberalizza la liturgia tradizionale, quindi dovrebbe essere esente dalle loro critiche, ma viene bersagliato egualmente, accusato di dare poca importanza alla liturgia, fino a contestazioni ridicole, come quella di chi lo rimprovera di non portare le scarpe rosse che sarebbero simbolo dei piedi piagati di Cristo crocifisso.

Questi sedicenti ratzingeriani infine dimenticano che papa Benedetto ha proclamato fin dall’inizio la sua affettuosa sequela al nuovo papa e ha ricordato a tutti – alla vigilia del Conclave – il fondamento del cattolicesimo: “Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura”.

Se non si crede questo, come ci si può dire cattolici?

Antonio Socci

Da “Libero”, 27 ottobre 2013


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Commenti  

 
# Olaf 2013-11-16 19:27
http://www.ilfoglio.it/soloqui/20670

Saluti.
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# romina2004 2013-11-16 21:21
Un mese e mezzo per dirci che è stato frainteso? Mmm....
E l'intervista a "civiltà cattolica"?
Ripeto: non sarà l'anticristo, lo Spirito Santo soffierà, ma con certezza solo su questioni dogmatiche ed ex cathedra, non è stata la scelta più felice. E chi dice che è stata dettata con sicurezza dallo Spirito Santo afferma una eresia.
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# romina2004 2013-11-16 21:32
Aggiungo che, probabilmente, qualcuno (Muller ?) ha fatto presente la gravità delle affermazioni contenute nell'intervista, che cmq nella globalità è ancora ritenuta valida. Che il Santo Padre, altro che vescovo di roma, si sia reso conto di averle sparate grosse e di non essere particolarmente ferrato in teologia (ma a qst punto neanche in filosofia) è possibile ed è positivo che lo abbia riconosciuto, seppur indirettamente. Speriamo diventi più prudente.
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# cgdv 2013-11-17 11:01
"Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura".

Solo gli ingenui o di peggio possono pensare o pensare di farmi credere che queste parole del "dimissionato" Benedetto fossero il viatico per il nuovo Papa (di cui molto probabilmente conosceva già tutto) e non una certezza "metafisica" che prescinde dalla contingenza.
A parte che anche i giornalisti e gli scrittori cattolici "tengono famiglia", sta diventando ridicolo questo profondersi in continue esegesi e spiegazioni giustificative. Solo questo fatto mi dice chiaramente (secondo buon senso) che qualche cosa proprio non funziona.
Giuliano
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# gianfranco56IT 2013-11-17 13:19
Intanto prendiamo atto che - come risulta da alcuni media* - l'intervista a barbapapà è stata rimossa dal sito ufficiale della Santa Sede.

Ci sarà pure una ragione!!

Diamo anche conto del fatto riportato da Libero ( 17/11) che il Santo Padre ha telefonato personalmente agli "epurati" da Radio Maria, nostri amici Gnocchi & Palmaro.



*
http://www.tempi.it/vaticano-toglie-dal-suo-sito-l-intervista-di-scalfari-a-papa-francesco#.Uoix9MRg-So

http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201311151323441104&chkAgenzie=ITALIAOGGI&sez=news&testo=&titolo=Il%20Vaticano%20ha%20rimosso%20dal%20sito%20internet%20l'intervista%20del%20Papa%20a%20Scalfari
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# Karl 2013-11-17 15:49
A volte penso che sia sempre più non dico obbligatorio, ma molto salutare, non informarsi più dagli organi ufficiali senza adeguate istruzioni per l'uso tanto è potente ormai il livello di proditoria disinformazione e travisamento delle parole e gesti di qualcuno.
Per quanto riguarda Papa Francesco credo sia importante ascoltarlo di persona e tutto. Tanto per fare un esempio evitando i "pezzetti" che compaiono al telegiornale. Anche quella è una tecnica di disinformazione .
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# Maurizio Blondet 2013-11-18 10:00
Blondet

Sì, papa Francesco ha telefonato a Mario PAlmaro, che è gravemente malato (e invito a pregare per lui: "Signore, se vuoi, puoi guarirlo"). la cosa doveva restare riservata. Palmaro stesso, se vuole, riferirà di quel che si sono detti.
A tutti, un suggerimento: NON FATE che LA CRITICA AL PAPA DIVENTI UN VIZIO MENTALE. STA FACENDO MOLTE COSE BUONE. E' UN PERICOLO PER LA VOSTRA ANIMA.
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# cgdv 2013-11-20 00:40
Caro Maurizio sai che io sono praticamente sempre d'accordo con la tua visione delle cose. Tuttavia in questo caso non riesco a ritenere significativo rispetto al problema in campo che Papa Francesco faccia molte cose buone, semplicemente perché lo ritengo normale per il successore di Pietro. Detto questo, mi sembra che un tale continuo arrovellarsi nel voler giustificare o ricondurre alla tradizione molte altre cose non abbia senso. Infatti così facendo, per molti più che una difesa diventa una prova a carico, mentre è irrilevante per chi è già convinto da Papa Francesco. In parole povere, se mi è permesso, sta diventando proprio questo il sintomo di un inutile vizio mentale oltre che un bell'invito alla polemica per chi voglia farlo. Meglio lasciare andare le cose come vanno: su questo Papa, forse fin che campa, vi sarà una grande disparità di vedute e solo il tempo dirà chi ha visto giusto senza però doverci mettere di mezzo l'anima. Un pericolo per l'anima? Aggiungendovi "vostra" sembra chiaro che tu abbia risolto ogni dubbio, beato te. Ma ad esempio io che ho passato buona parte del'infanzia e fino ai vent'anni a stretto contatto con suore e sacerdoti prima del 1960, sono altrettanto tranquillo perché non posso pensare di dover temere per la mia anima nel dubitare di Papa Francesco. E mi spiego: pur non essendo in alcun modo un tradizionalista della Fraternità o quant'altro, non ritrovo in moltissimo di questo Papa moltissimo di quello che mi hanno insegnato. Sarà anche una mia deformazione indotta ma non può essere che per salvarmi l'anima occorra che io ingaggi l'ottimo Copertino a tempo pieno per spiegarmi cosa invece voleva dire il Papa e come farlo rientrare in quello che conosco. Infatti anche in questi giorni ho sentito a viva voce dal Pontefice alcune considerazioni ed esortazioni apparentemente ottime ma che a causa del mio imprinting ampiamente preconciliare trovo perfettamente in linea con i suoi strani esordi. Stranezze che peraltro corrispondono altrettanto perfettamente con, diciamo così, il progressismo umanitarista che ci vogliono far digerire. Mi dispiace ma credo che per salvarsi l'anima, a parità di condizioni, il dubitare di Francesco (non del Papa) risulterà irrilevante. Ovviamente occorrerà innanzitutto non abbandonare né la Fede né la Santa Chiesa solo per questo.
Cari saluti
Giuliano
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# antaratman 2013-12-17 15:33
cgdv

Condivido l'ottimo commento.
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# zampano 2013-11-22 22:57
Esatto: questo è il punto più delicato di tutta questa vicenda. Rischiamo, con la scusa del Papa, di non essere più cattolici
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# Catone 2013-11-18 10:10
La politica di Bergoglio è degna dei migliori ristoranti: cucina a tutti la pietanza preferita.
Dopo un mese s'è accorto che c'erano dei cattolici che aspettavano ancora di essere serviti...
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# Rosetta M. 2013-11-18 12:05
condivido in pieno le considerazioni catoniane!
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# Annhilus 2013-11-21 09:26
Citazione Rosetta M.:
condivido in pieno le considerazioni catoniane!

Che un Papa faccia cose buone è prosaico. Lo ho già scritto altrove: quando un Papa fa cose buone non ci sono problemi, i problemi ci sono quando fa errori e propugna ideologie moderniste o relativiste o sincretiste.

Rifaccio l'esempio: se uno guida da campione per cento km e poi sbalgia una sola curva, va a sbattere lo stesso e se invece di essere un pilota di monoposto guida un bus pieno di persone si schianta lui e schianta tutti quelli che da lui dipendono, sia quelli che si fidano totalmente sua guida sia quelli che si fidano poco o nulla.

E' inutile che dopo un mese e mezzo lombardi fa dietrofront, Palmaro e Gnocchi restano epurati (anche se avevano ragione) e l'intervista oramai è ovunque. Aggiungo che le interviste a civiltà cattolica, gli auguri per i frutti spirituali del ramadan, le interviste aeree filogay e le lavate di piedi alla pregiudicata muslmana non sono certo strumentalizzaz ioni di Scalfari, per non parlare delle strumetalizzazi oni di stampo gnostico-massonico di nabulidano durante l'incontro col papa.
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# orion70 2013-11-18 14:55
Bellissime osservazioni, in particolare Romina e Catone. Concordo. Noto anch'io con stupore che al candore della colomba il Santo Padre non accosta la prudenza del serpente. Possibile che non rilegga quello che scrive o si lasci sfuggire imprecisioni legate alla scarsa padronanza dell'italiano? Un Papa, con tutto lo stuolo di collaboratori che ha, in balìa del misunderstandin g? Io non ci credo..
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# Karl 2013-11-18 23:03
Personalmente non credo che i fedeli delle varie parti del mondo si facciano distrarre da Scalfari, ma abbiano ben altre priorità dovute alla testimonianza dell'azione dello Spirito Santo nei gesti di Papa Francesco.
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# Annhilus 2013-11-23 21:13
...altre priorità dovute alla testimonianza dell'azione dello Spirito Santo nei gesti di Papa Francesco.

Senza alcun intento polemico le chiedo:

Potrebbe spiegarsi meglio?

Scalfari e Francesco su repubblica l'hanno letto milioni di italiani e non solo, Lei invece a cosa fa riferimento di preciso?
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# Fabio B 2013-11-19 11:33
In effetti c'è una gran confusione. Mi sembra che Socci dimentichi che, oltre all'intervista, c'è stata anche una lettera del Papa a Scalfari: se non padroneggia ancora l'italiano e non sa bene a chi si rivolge, mi domando il senso di tutto questo. Il documento è stato tolto dal sito: bene, la stalla è stata richiusa dopo la fuga dei buoi. Repubblica è molto più letta delle encicliche, probabilmente anche fra i preti!
Inoltre mi permetto di aggiungere che, anche nel caso di ciò che dice il Papa, come per il Concilio, c'è sempre bisogno di un 'interprete' che stabilisca che cosa intendeva dire. Forse è il caso di prendere atto che il linguaggio pastorale e le interviste discorsive generano problemi per cui si deve perdere poi tempo a rettificare, chiarire, polemizzare, disquisire.
Se potessi, farei al Papa una piccola e rispettosa proposta: visto che dopo cinquant'anni dalla fine del Concilio ancora si sta a dibattere sulla sua interpretazione - e non stiamo parlando del popolino bue, ma di teologi, Sacerdoti, Vescovi, Cardinali e Papi - nel frattempo non si potrebbe, EFFETTIVAMENTE, lasciare la libertà del Vetus Ordo e della dottrina di sempre a chi ritiene che le strimpellate ed i discorsi improvvisati confliggano con il senso stesso della S.Messa e della Fede? Mi basterebbe questo: in fin dei conti il compito del Papa è confermare i fratelli nella fede e sono convinto che questo sia il suo intento, ma poi di fatto rischia di disorientare i fedeli e di confermare nell'errore i lontani.
Nel frattempo preghiamo per il Papa, personalmente ho ripreso a recitare il Rosario proprio per questo!
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# orion70 2013-11-20 15:30
Citazione Fabio B:
...nel frattempo non si potrebbe, EFFETTIVAMENTE, lasciare la libertà del Vetus Ordo e della dottrina di sempre a chi ritiene che le strimpellate ed i discorsi improvvisati confliggano con il senso stesso della S.Messa e della Fede? Mi basterebbe questo...

Chiedi troppo, caro Fabio: se sotto sotto non ci fosse stata una forte avversione allo status quo liturgico e dottrinale (che mi pare "funzionasse" a meraviglia per chiarezza, esempio, carisma) DA SUBITO dopo il Concilio si sarebbe lasciata questa libertà. Del resto, i Canoni stessi del CV2 ad esempio dicono che SI PUO' celebrare la Messa nelle lingue locali, SI PUO' coram populo, ecc, e non SI DEVE. Il modernismo è stato imposto da zelanti interpreti della "rottura"; sono convinto che lo stesso Giovanni XXIII da lassù storca il naso vedendo dove siamo arrivati...
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# arduino 2013-11-21 12:59
Da lassù o da laggiù?
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# ALANODELLAROCCA 2013-11-19 18:49
Alla fine della fiera, tra affermazioni e smentite, pacche sulle spalle e telefonate di cortesia, rimane che gli unici che stanno patendo, lasciati fuori dalla Chiesa bergogliana, sono i Francescani dell'Immacolata, con il loro Vetus Ordo, e i figli della Regina della Pace (pardon, della postina), ossia i fedeli di Colei che schiaccia la testa al serpente. Sarà un caso?
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# Annhilus 2013-11-21 10:11
Citazione ALANODELLAROCCA :
Alla fine della fiera, tra affermazioni e smentite, pacche sulle spalle e telefonate di cortesia, rimane che gli unici che stanno patendo, lasciati fuori dalla Chiesa bergogliana, sono i Francescani dell'Immacolata, con il loro Vetus Ordo, e i figli della Regina della Pace (pardon, della postina), ossia i fedeli di Colei che schiaccia la testa al serpente. Sarà un caso?


Della ignobile censura ai francescani dell'Immacolata non si fa cenno nei "mea culpa" vaticani. Inoltre i continui strappi dottrinali di bergoglio ed i successivi dietrofront a me paiono studiati a tavolino ed i miei sospetti sono fortemente sostenuti sia dai tempi che dai modi con cui agiscono le sfere vaticane ed il papa.

Uno dei trucchetti più antichi dei modernisti è dire tutto e il contrario di tutto; fai contenti tutti e ognuno resta nell'errore in cui si trova.

Per quel che riguarda poi le tante cose buone di bergoglio a cui accenna il direttore io serenamente mi chiedo:
Ma quali sono queste eccelse meravigliose azioni papali?
La bollettina pagata alla vecchietta con tanto di grancassa mediatica antievangelica? La nomina scandalosa di Ricca allo IOR(tra le tante nomine squallide)? I giochi di prestigio coi cappelli e i diademi di piume di pappagallo? Gli scempi alla GMG?
L'intronizzazione a fianco al tabernacolo del pallone di gomma?
La fotografia coi calciatori sul trono papale? La misercordina in scatola?
Le telefonate estemporaneee? Le liturgie sciattissime? Le omelie bislacche? Il blocco della attivita vaticana di curia senza alcuna strategia col solo senso di avviare uno spoil system? Insomma a me non pare proprio Pio V!!! Certo non è che Benedetto abbia fatto miracoli prima di Francesco, ma almeno le benedizioni le dava e di pregare non si vergognava, senza contare che il suo magistero e le sue dichiarazioni erano precise e puntuali e non serviva nessun libretto di istruzioni di socci o di altri.

Con questo ribadisco anche che bergoglio è papa e che a lui sono ascritte dignità e funzioni del papato che non mi sogno di mettere in dubbio. Su Socci invece esprimo la disistima dovuta ad ogni ipocrita di comprovata provenienza (e non è soloma in buona compagnia).
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# Rosetta M. 2013-11-22 08:36
Sono stata testimone oculare di questo fatto:
Messa serale di un giorno di agosto 2013, tra i fedeli vi è A.Socci. Si mette in fila per la comunione, torna al banco, poi ritorna dal Don che sta asciugando il calice. Sono rimaste diverse ostie consacrate. Con fare circospetto il Don versa le particole nelle mani di A.Socci, il quale a pugni chiusi ritorna la suo posto. Subito dopo esce senza nemmeno aspettare la fine dell'ultimo canto. Quando poi sono uscita anch'io l'ho visto in macchina che parlava e rideva al telefonino!
Se anche dovesse portare le particole ad un gruppo di lebrosi inavicinabbile o a qualche moribondo ( ma poi perchè lui e non il sacerdote) mi chiedo è questo il modo " confidenziale e amichevole" senza rispetto e senza riguardo di trattare nostro Signore? Tenere le particole in mano facendo finta di niente?E chi agisce così è degno di stima, è una voce autorevole della cattolicità?
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# orion70 2013-11-22 16:32
Rosetta, questo fatto è grave e merita approfondimenti e risonanza diversi da quelli (limitati) che potrebbe avere qui. Parlane al sacerdote interessato, chiedigli spiegazioni, e se fosse reticente non temere di scrivere una bella letterina al Vescovo. Se poi non ti risponde neanche lui, prova con i giornali: vedrai come fanno alla svelta le persone coinvolte a parlare e giustificarsi!
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# Rosetta M. 2013-11-22 19:12
Il Vescovo??? mi ha "arronzato" già in altre occasioni!!Il Don è un convinto assertore della spoliazione della Chiesa dei suoi tesori e cattedrali ( con la svendita delle quali si potrebbero sfamare i negretti)e ha una percezione del sacro un pò sui generis il tutto in buona, buonissima, fede, si è consumato per i poveri ( un pò meno per le anime dei benestanti ma non se ne rende conto!)
Io penso che il beneficio del dubbio possa coesistere con la speranza che il fine era buono, se non altro per le loro anime! E comunque credo fermamente che tali gesti fanno male solo a noi "umani" non certo a nostro Signore che per Sua natura è inoffendibile!
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# Annhilus 2013-11-23 21:24
Citazione Rosetta M.:
Il Vescovo??? mi ha "arronzato" già in altre occasioni!!Il Don è un convinto assertore della spoliazione della Chiesa dei suoi tesori e cattedrali ( con la svendita delle quali si potrebbero sfamare i negretti)e ha una percezione del sacro un pò sui generis il tutto in buona, buonissima, fede, si è consumato per i poveri ( un pò meno per le anime dei benestanti ma non se ne rende conto!)
Io penso che il beneficio del dubbio possa coesistere con la speranza che il fine era buono, se non altro per le loro anime! E comunque credo fermamente che tali gesti fanno male solo a noi "umani" non certo a nostro Signore che per Sua natura è inoffendibile!

Il Sacrilegio ed il peccato sono una offesa fatta a Dio il primo disobbedendo alla Sua legge, il secondo offendendo ciò che a Lui è consacrato.
Commettere poi sacrilegio verso l'Eucarestia è il peggiore dei sacrilegi perchè offende Nostro Signore nel Suo vero corpo e vero sangue, nella Sua forma più indifesa e sacrale. Cara Rosetta tu sai bene che Cristo vero Dio ma anche vero uomo soffrì davvero i patimenti della croce negare che Cristo uomo-Dio soffrì e morì in croce è una eresia (patripassismo etc.). Se quindi è vero come è vero che nella Eucarestia c'è il vero corpo ed il vero sangue di Cristo sostenere come fai tu che commettere sacrilegio eucaristico non offende Gesù (inoffendibile come tu dici)non è corretto e non è una questione di opinioni ma di retta o storta dottrina. Affronta la cosa con un valido assitente spirituale perchè sei in errore.

In fede.
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# Rosetta M. 2013-11-24 09:30
Grazie per la precisazione.Forse ho scritto le cose in modo da essere poco chiara. Il sacrilegio verso l'Eucarestia è il più abominevole dei peccati. Dicendo che Dio è inoffendibile mi riferivo al Suo essere perfetto senza trascinare in questo la negazione "che Cristo uomo-Dio soffrì e morì in croce". Ogni messa è la ripetizione di tale sacrificio ed è la nostra ultima ed unica una speranza di redenzione perchè finche Dio non reputerà uno spreco morire e soffrire per noi, allora vuol dire che non è tutto perduto. Io volevo solo rimarcare che i peccati che commettiamo, sacrilegi compresi, macchiano feriscono e uccidono solo noi in quanto Dio per Sua natura non soggiace alle nostre decadenze e peccaminosità. Nel caso delle particole sottratte chi ha comemsso il fatto è in grave peccato Dio ovviamente no, era questo il senso della farse "inoffendibile".L'amore di Dio si misura anche in questo Suo abbandonarsi nelle nostre mani peccatrici, possiamo fargli di tutto. E' un amore inconcepibile per noi umani. E Lui fino alla fine spererà nel nostro pentimento nonostante la nostra caparbietà e orgoglio.E' un Amore incommensurabil e direttamente proporzianale alla giustizia che ne conseguirà. E'da qui che nasce la speranza nella Sua misericordia.Comunque approfondirò la cosa.
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# antaratman 2013-12-17 16:39
Rosetta M.

meglio tardi che mai (io). Immagino che la faccenda di Socci sia avvenuta nel corso della messa Novus Ordo, che non ha nessun valore, ciò non toglie che il gesto aveva intenzione sacrilega ed è praticato in genere dai satanisti.

"Io penso che il beneficio del dubbio possa coesistere con la speranza che il fine era buono, se non altro per le loro anime! E comunque credo fermamente che tali gesti fanno male solo a noi "umani" non certo a nostro Signore che per Sua natura è inoffendibile"!

Allora secondo Lei il peccato inteso come offesa a Dio contravvenendo alla Sua Legge non esiste? Nostro Signore che per Sua natura è inoffendibile? Allora tutte le bestemmie e gli atti sacrileghi contro di Lui e la Madonna non sono nulla?
Lo vada a dire a quelli che fanno le messe nere sataniche, dove vengono usate proprio le ostie rubate in riti innominabili, lo vada dire ai massoni, quelli delle alte sfere, che si piegheranno dal ridere.

Ci sono fior di preghiere riparatrici contro queste nefandezze vigliacche, cerchi di recitarle.
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# frank22 2013-11-22 16:16
L'ultimo passo che deve fare Papa Bergoglio per rendersi accetto a noi "testardi" e "pelagiani", è fare marcia indietro anche con i Frati dell'Immacolata revocando quella sanzione incomprensibile del divieto di celebrare il Vetus Ordo.
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# Boanerghes 2013-11-24 23:00
Dopo questo articolo di socci, penso che dal tragico siamo passati al grottesco.
Voglio dire, tonnellate d'inchiostro e milioni di byte per scrivere delle strepitose gesta del vdr, l'articolo di repubblica linkato per un mese e mezzo, e noi sempre quelli chiusi e scismatici, penso agli interminabili articoli del dottor Copertino, e alle migliaia di commenti ai commenti dei commentatori, cascate di paroloni per giustificare l'operato, per dargli l'interpretazione "giusta" che noi rozzi cattolici non abbiamo la "sapienza" e l'illuminazione dello "spirito" per comprendere.
Ed ora cosa succede? Bhè forse ci siamo sbagliati un pochino? Ma a chi pensano di far fessi? Ci vuole una laurea in teologia per riconoscere una affermazione eretica già condannata pochi mesi prima dal predecessore?
Ma un bel mea culpa no? Troppo cattolico chiedere il perdono a Cristo e al suo popolo?
Per quanto mi riguarda non sta a me il giudizio ultimo, ovviamente e viva Dio. Perdono chiunque anche il vdr, la Chiesa fa festa per ogni peccatore che si converte.
L'importante è convertirsi, evitando le ricadute. Anche Pietro era un chiacchierone compulsivo privo di qualsiasi intelligenza spirituale, eppure Cristo lo ha scelto apposta. E' possibile che Cristo abbia fatto lo stesso, ma nessuno si è sperticato a difendere Pietro che rinnega il Maestro per tre volte, tantomeno quando giudaizzò.
Comunque do ragione a Messori quando dice che le eresie sono come le posizioni del kamasutra: poche e ripetitive.
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# Annhilus 2013-11-30 09:01
Quoto da capo a piedi e aggiungo:
dei nostri "normalisti" nessuno s'è sognato neppure lontanamente di dire:
chiedo scusa a tutti perchè ho sbagliato... e sa perché? Perché hanno sbagliato di sicuro e per dirlo chiaro e forte serve una umiltà vera e non fatta di valigie nere e mozzette abolite.
Al massimo sanno fare un bel dietrofront
tardivo e in sordina tanto per salvare le apparenze e continuare a tenere il piede in due staffe.
Ha ragione lei siamo al grottesco ma per fessi non sono riusciti a farci passare, nonostante gli insulti, le contumelie e
le diffamazioni.
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# antaratman 2013-12-17 16:05
Citazione arduino:
Da lassù o da laggiù?


Buona domanda, ma il 'santo padre' ha già tolto ogni dubbio, o no?

Stiano MOLTO attenti coloro che ogni due per tre vogliono coinvolgere lo Spirito Santo per coprire tutte le nefandezze della a chiesa attuale: "E a chi avrà pronunciato
una parola contro il Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma a chi bestemmia contro lo Spirito Santo NON sarà perdonato".
Lc 12,10.
Gli esegeti danno molte interpretazioni diverse a queste parole, ma rimane il fatto che rendere lo Spirito Santo COMPLICE della
Apostasia iniziata l'11 ottobre 1962 nella
Chiesa cattolica, comprese le elezioni dei papi fino a quello attuale, rispecchia proprio la condanna irrevocabile di Cristo.
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# GUARESCHI 2013-12-29 11:25
Stamattina dalla prima pagina di Repubblica il venerabile Scalfari ci comunica la grande novità dogmatica di papa Francesco: ha abolito il peccato. Testuale.
Bene abolito anche quello cosa ci rimane?
Buone feste a tutti
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# astrorosa1 2014-01-12 14:50
Ma..., forse Benedetto XVI, era un pò sionista....

Papa Bergoglio non può abolire le leggi
di DIO, se anche lo facesse , le leggi di DIO resterebbero tali.
Il peccato è la disubbidienza alle leggi di DIO.

Alcune profezie annunciano che il prossimo Papa sarà l'anticristto che
proporrà la nuova religione del NWO
cioè la libertà sessuale ect, ect. ovvero
la vita intesa come godimento.
Allora vi sarà la lotta tra tradizionalisti e diciamo bianchi e neri
con la sconfitta alla fine della dottrina
del NWO e della nuova dottrina.

A giudicare dagli avvenimenti e dai protagonisti sembra veramente che tutto
proceda come previsto da molti "profeti"


Dobbiamo restare fedeli a Gesù ed Amare DIO sopra ogni cosa, con il Vangelo
nel nostro cuore.
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